UDTT: quando la lince diventò black metal

Gli UDTT, ultima rivelazione del black metal tricolore, nascono a Roma e si ispirano fortemente alle teorie del noto recensore di Metal Skunk conosciuto come Il Messicano, e ad un pacato (vi assicuro che non sono volate né parolacce né imprecazioni) dibattito tra il medesimo e il sempre ottimo Trainspotting riguardo la legittimità del lupo nelle copertine black metal.

Il parere del Messicano è chiaro: tolta la passione per lo snowboard e le foreste innevate, il lupo vive in branco, si lascia facilmente addomesticare dall’uomo e raramente attacca da solo; tutte caratteristiche molto poco black metal. Al contrario, la lince europea è un animale non solo più nobile del lupo e fan dello sci di fondo almeno quanto lui; è una predatrice famelica, misantropica, solitaria, che attacca da sola e se vuole ti prende e ti strappa via la faccia come se nulla fosse: alla fine della fiera è molto più TRVE lei di lui. Come mai non è mai finita sulla copertina dei VFRAD? O dei FNRIK? Domande che ancora oggi non hanno una risposta. Il sindacato del black metal si gira dall’altra parte, mentre i referenti politici, nelle loro baite di montagna, sembrano ignorare totalmente la questione.

Ovviamente Trainspotting non solo ha inizialmente ignorato il giusto revisionismo storico del Messicano, facendo finta di andare a dormire, ma si è addirittura prodigato, il giorno seguente, in una controffensiva a tutto campo in difesa dello status quo del lupo e della sua assoluta legittimità a rappresentare il black metal, come se fosse una cosa scontata, come se il lupo stesse al black metal quanto il colore azzurro sta al cielo: non c’è niente da discutere, è così, punto.

Dicevamo? Ah, sì, gli UDTT. Gli UDTT sono il primo gruppo al mondo la cui copertina è nata prima della musica. Anzi, potremmo dire che la musica è venuta naturale dopo aver visto questa meravigliosa immagine di lince selvatica e l’averci appiccicato sopra per gioco un titolo e un moniker molto grim&frostbitten.

Il loro black metal (molto classico) ha come unico obiettivo quello di riportare in auge un animale spesso e volentieri snobbato come la lince europea e darle finalmente ciò che le spetta, ovvero un posto nel magico e oscuro mondo del black metal.

Il nome, UDTT, è quello di un’antica città vichinga, una volta viva e fiorente, ma rasa al suolo in una data imprecisata molti anni orsono da un capo barbaro, cieco e conservatore, che non sopportava l’idea di una città che venerasse le linci europee al posto dei lupi.

Il nome del capo barbaro non ci è dato saperlo, ma alcune fonti, ancora non del tutto verificate, dicono che iniziasse per “T”  e finisse per “G”, fosse magro, alto e scrivesse per diletto su una sorta di blog.

Ah, e un’altra cosa: leggenda vuole che il dibattito tra questo oscuro signore della guerra e il capo della resistenza di UDTT (pare che il suo nome iniziasse per “M” e finisse per “O” ma anche qui a parlare sono fonti non del tutto verificate) sia ancora in corso. Come due spiriti malvagi che si fronteggiano nella notte gelida del Nord. (Gabriele Traversa)

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