Verminous: e poi scoprii che i THE BLACK DAHLIA MURDER non facevano porcheria-core

Pur avendo una storia praticamente ventennale ed una decina di album all’attivo (in realtà nove con questo ultimo Verminous), ho cominciato ad interessarmi ai The Black Dahlia Murder relativamente di recente, cioè da Abysmal del 2015 in poi. Perché? Perché boh, essendo post-Duemila e provenendo dagli Stati Uniti li ho immediatamente collocati nella categoria metalcore da stronzi e non me ne sono più interessato. Forse pure per il nome del gruppo, chi lo sa. E insomma qualche anno fa, nel periodo Abysmal appunto, cazzeggiando su Youtube come faccio di solito mi capitò di vedere il video di Receipt e, trovando la canzone gradevole, mi dissi che forse potevo approfondire un po’ di più. Fatto sta che il vecchio catalogo comunque non l’ho mai recuperato, epperò ho scoperto che almeno questi ultimi tre album del gruppo, quindi da Abysmal in poi, suonano molto più death metal europeo, svedese meglio ancora, piuttosto che qualcosa porcheria-core all’americana. Soprattutto Nightbringers, pur essendo composto quasi completamente da pezzi uberveloci e pertanto tendente al pappone sonoro, complice anche lo scream a tratti gutturale ma sostanzialmente sempre uguale di Trevor Strnad, è un lavoro che mi è piaciuto molto, perché non snaturando la vocazione europea ne accentua la velocità e la componente melodica, con un eccellente lavoro di chitarra solista del nuovo arrivato Brandon Ellis, forse dal punto di vista strettamente tecnico non dotato quanto Ryan Knight, il solista precedente, ma di certo con un paio di marce in più dal lato del lirismo.

Che poi questa cosa della tecnica lascia il tempo che trova, voglio dire, a prescindere dal tasso tecnico l’importante è che qualcosa, un assolo o che, prenda bene e sia calato nel contesto, e Brandon Ellis da questo punto di vista è un solista eccellente. Ma più in generale tutto il gruppo funziona strabene, Alan Cassidy alla batteria fa i solchi per terra, Brian Eschbach è uno che mi piace assai come ritmico ed è sostanzialmente il motore del gruppo assieme a Strnad, e pure Max Lavelle al basso, piuttosto incredibilmente, si sente perfino. E quindi com’è Verminous? Bello. Sicuramente più vario di Nightbringers, non è tutto sparato a tremila ma alterna parti tiratissime a momenti più cadenzati, in maniera da non essere un amalgama eccessivamente coeso che comincia a dipanarsi giusto dopo un fregaccio di ascolti. Per dire, uno dei pezzi meglio riusciti di Verminous è Removal Of Oaken Stake, che pesca molto dalla melodia di Nightbringers ma non è che sia veloce o che, a parte qualche blast beat che ci sta sempre bene ma morta lì. Child Of Night pure mi piace parecchio, Sunless Empire spacca abbastanza, ma diciamo che tutto il lavoro merita con in più, appunto, il pregio di essere sicuramente più vario rispetto al precedente. Se vi piace il death melodico ascoltatelo, altrimenti che minchia avete letto a fare. (Cesare Carrozzi)

3 commenti

  • Ricordo che Nocturnal (2007) mi piacque abbastanza, poi smisi di seguirli. Li beccai una volta mi pare a Milano di spalla ai Cannibal Corpse ed erano ottimi intrattenitori, tanto che mi tornó la voglia di recuperare i lavori che mi ero perso, cosa che ovviamente non feci mai.
    con questo tuo articolo mi hai fatto tornare la voglia. Proviamo sto Verminous, vá.

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  • io li ho sempre tenuti d’occhio, anche perchè non disdegno assolutamente qualche band metalcore (un esempio su tutte: Heaven Shall Burn)… purtroppo hanno veramente un cantante piatto e monocorde che non li valorizza assolutamente. Ci riproverò anche stavolta.

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  • “…essendo post-Duemila e provenendo dagli Stati Uniti li ho immediatamente collocati nella categoria metalcore da stronzi e non me ne sono più interessato.”
    Stessa cosa vale per me, e aggiungerei pure:
    “e vedendo che tipo di gente li segue assiduamente”
    Il solo vedere le loro maglie addosso ai ragazzini che anni fa facevano i pecoroni seguendo la moda passeggera emo, ho messo i BDM sulla mia personale “lista nera” e mi sono proprio rifiutato di sentirli.

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