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Avere vent’anni: NOCTE OBDUCTA – Taverne – In Schatten Schäbiger Spelunken

31 marzo 2020

Trainspotting: Sulla inspiegabile sottovalutazione dei Nocte Obducta dirà tutto Michele qui sotto e non c’è molto altro da aggiungere: rimane davvero un mistero come la band di Francoforte non sia riuscita a raggiungere una fama mondiale, nonostante sia non solo uno dei gruppi (o forse il gruppo) black metal migliore mai uscito dalla Germania, ma anche una fucina di sperimentazioni e intuizioni che verranno poi riprese da altri, spesso anche molti anni dopo. Taverne è un album di passaggio nella discografia dei Nocte Obducta, un ideale collegamento tra il più ortodosso Lethe e i dischi successivi, decisamente più strutturati. Non è un disco perfetto, e talvolta tende a perdersi tra passaggi superflui e ritmiche poco ficcanti, ma contiene comunque dei pezzi clamorosi (ascoltate ad esempio Prinzessin der Nachtschatten) e più in generale riesce a creare una memorabile atmosfera notturna e riflessiva. Il meglio doveva ancora venire (specie nei due Nektar), ma nonostante tutto Taverne è un album fondamentale per capire l’evoluzione di uno dei gruppi – ripetiamolo – più sottovalutati della storia del black metal.

Michele Romani: I Nocte Obducta sono, per quanto mi riguarda, uno dei più grandi misteri legati al per certi versi enigmatico mondo del black metal: una band che ha avuto tutto per sfondare ma che, inspiegabilmente, è sempre stata relegata ad una dimensione underground dalla quale non è mai uscita. Uno dei motivi sicuramente è da additare al fatto che i primi quattro dischi uscirono per una piccolissima label tedesca (Grind Syndacate Media) che chiuse quasi subito i battenti, rendendo i lavori della band di Francoforte quasi subito introvabili o venduti su Ebay a prezzi folli (ricordo che me li feci masterizzare tutti), ed è inutile dire che, in un periodo in cui le piattaforme streaming non esistevano e per scaricare qualcosa ci mettevi un’infinità di tempo, le cose si complicavano abbastanza. L’altra fu che sicuramente i Nocte Obducta non sono mai stati un gruppo “semplice”, e, soprattutto all’interno di un genere come il black metal dove spesso si privilegia l’immediatezza, questo può aver rappresentato un piccolo svantaggio.

Dopo un primo lavoro buono ma per certi punti di vista ancora abbastanza acerbo, nel marzo 2000 esce questo Taverne – In Schatten Schäbiger Spelunken, a detta di molti uno dei dischi migliori se non il migliori dei nostri. Siamo in una fase in cui la proposta dei tedeschi è legata ad un black metal abbastanza tradizionale, ma con già con le prime proiezioni atmosferico/progressive che caratterizzano più marcatamente i lavori successivi. L’opener Hexer è un vero e proprio pugno nello stomaco, che parte un riff violentissimo tipicamente black a cui fanno contraltare stacchi atmosferici degni di nota, caratteristici anche della seguente Prinzessin Der Nachtschatten che continua con quest’alternanza tra stacchi furiosi e momenti più riflessivi. La strumentale e bellissima Die Ratten Im Gemauer fa da preludio al vero capolavoro del disco, la suite November divisa in due parti, che inizia in maniera simil-pinkfloydiana per poi far spazio alle chitarre e al doppio scream in lingua madre di Torsten (attivo anche nei fantastici Agrypnie) e Marcel, da sempre il vero mastermind della band. Un brano veramente da ascoltare e riascoltare senza mai stancarsi.

Conclude il tutto In Erinnerung An Herbsturme, altra perla di questo disco che mi fa domandare (senza risposta) come una band come i Nargaroth sia conosciuta da mezzo mondo e questi non si è li mai inculati nessuno. Come già detto, gli ultimi lavori della band verteranno su lidi più progressive e avantgarde: se proprio volete sceglierne uno consiglio di andare sui due Nektar che sono uno più bello dell’altro.

5 commenti leave one →
  1. andrea-metal permalink
    31 marzo 2020 09:43

    Concordo su tutto, anche per quanto riguarda gli Agrypnie, fantastici.

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  2. vito permalink
    31 marzo 2020 09:54

    Gran bel suggerimento, tra l’ altro il pianoforte nel black metal mi ha sempre affascinato.

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  3. Fanta permalink
    31 marzo 2020 12:14

    I Nargaroth sono famosi perché hanno intitolato un loro album “Il giorno che Burzum ha accoppato Mayhem”. Una cosa tanto bambinesca quanto efficace nel suscitare curiosità. A me hanno sempre fatto cagare. Mi piacciono molto i Nocte Obducta ma le cose migliori uscite dalla Germania restano Lunar Aurora e Nagelfar.

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  4. Cattivone permalink
    31 marzo 2020 18:50

    Prinzessin Der Nachtschassen se non è il mio pezzo Black preferito poco ci manca.
    Disco della Madonna, di un gruppo sottovalutatissimo come avete giustamente ripetuto più volte.

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  5. ignis permalink
    31 marzo 2020 18:51

    Non c’entra nulla, ma lo scrivo qui.
    Perché non fate un bell’articolo sul Dollscult?! Lui pare essere un black metaller…
    Mi offro per intervistarli.

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