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… E alla fine arriva un nuovo pezzo dei TOOL

8 agosto 2019

Infine ci siamo. Dopo 4.871 giorni di annunci e smentite, dopo 116.904 ore di illazioni, frustrazioni e anticipazioni, dopo 7.014.240 minuti di allusioni, illusioni, delusioni e soprattutto giramenti di coglioni, i Tool hanno pubblicato un nuovo pezzo, Fear Inoculum, primo estratto dall’omonimo album in uscita il prossimo 30 agosto.

Ci sarebbe tantissimo da dire, da scrivere, da analizzare: l’hype accumulato nell’ultimo decennio giustificherebbe iperboli e superlativi assoluti di ogni tipo. Ma un pomeriggio d’ascolti basta giusto per farsi un’idea, per assaporare il mood generale, per tirare un respiro profondo e provare a metabolizzare il primo impatto. Arriverà la mente lucida, e con lei le considerazioni ponderate e le valutazioni d’insieme. Per ora godiamoci questi 10 minuti attesi 13 anni, magari non proprio sorprendenti ma nel complesso indubbiamente ammalianti.

Un sound familiare, che per molti profumerà di casa, antico e al contempo meravigliosamente fresco. L’inizio orientaleggiante che ricorda Reflection e poi prende una piega alla A Perfect Circle ultimo periodo per virare verso metà brano su lidi affini ai passaggi più ariosi di 10,000 Days e decollare nel finale, accumulando brividi e strette allo stomaco, crescendo esponenzialmente ad ogni ascolto, mozzando il fiato durante la monumentale tirata conclusiva in cui un Danny Carey disumano conferma come, al netto di qualunque considerazione di contorno, i Tool continuino a giocare un campionato a parte. Exhale, expel.

Ci risentiamo a fine mese.

10 commenti leave one →
  1. saturnalialuna permalink
    8 agosto 2019 09:38

    A me non è piaciuto per niente, esclusi alcuni sprazzi nella seconda parte. Spero che l’album, nel suo organico, sia più ispirato.
    Ma, mi viene spontaneo chiedermi, se non hanno fatto album per 13 anni, magari non erano ispirati nei confronti di questa dimensione musicale? Anche perché, le altre band in cui sono coinvolti, hanno prodotto in questo lasso di tempo.
    Non so, spero di sbagliarmi.

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  2. vito permalink
    8 agosto 2019 09:40

    probabilmente tra i pochi che possono scrivere dieci minuti di musica senza rompere il cazzo ! (meglio non fare nomi ma ci potete arrivare).

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  3. ozzMadman permalink
    8 agosto 2019 10:48

    Steve Albini una volta disse “Se per fare un disco ci vuole più di una settimana, vuol dire che qualcosa è andato a puttane”. Sarebbe interessante chiedergli un commento sul nuovo album dei Tool.
    Anche se questo giro come si poteva ben immaginare non abbiano fatto enormi passi avanti, questo pezzo non mi dispiace per niente

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  4. Mirko permalink
    8 agosto 2019 10:55

    oddio, una settimana, forse bastava ai Peggior Amico per registrare, i Tool sono abbastanza complessi già di loro…una settimana Keenan la impiega per scegliere uno shampoo di cui non se ne farà comunque una mazza…

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  5. sciup1 permalink
    8 agosto 2019 14:48

    A botta fresca mi sembra di sentici qualcosa di Eulogy. Colpa mia che non digerisco il suo nuovo stile vocale, ma le parti dove Maynard sta zitto mi sembrano le migliori.

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  6. 8 agosto 2019 15:07

    Il punto è che ormai non gliene frega un cazzo di niente e di nessuno. Hanno soldi, altre attività e chissà quali grilli per la testa, invece di pensare al malcontento dei fan, a piacere a qualcuno e a qualcun’ altro no. Sono tutte nostre seghe mentali. Loro stanno da qualche altra parte (non so se in basso o in alto).
    Partendo da questo assunto è un brano gradevole, che non impressiona per inventiva ma sufficiente a far sentire a casa ogni fan. Probabilmente è stato un errore sentirlo prima dell’album… ma come si faceva a non farlo?!

    Piace a 2 people

  7. bantha permalink
    9 agosto 2019 11:36

    Noia mortale. Questi vi stanno a prendere per il culo da anni e voi ringraziate ogni volta…è tutto un reciclo di soluzioni riffs linee melodiche e vocali dagli album precedenti, addirittura la costruzione dei pezzi è fondamentalmente sempre la stessa.
    Penso che la vena creativa si sia esaurita con aenima, dopo di quell’album si salvano giusto qualche pezzo di lateralus poi basta dai, cerchiamo di essere sinceri e realisti una volta ogni tanto!
    Con tutto il rispetto di chi si infervora ancora con sta roba eh!

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    • Mirko permalink
      9 agosto 2019 17:15

      verissimo, però quei suoni e quelle atmosfere in pratica le hanno create loro e le rimescolano ogni volta, a volte con poca fantasia. A me personalmente la cosa non crea problemi, certo che quando usci Aenima la cosa fece saltare la gente dalla sedia, oggi no.
      Certo che se prendiamo il discorso del riciclo nel metal siamo messi pure peggio…centinaia di gruppi che suonano da anni gli stessi accordi con gli stessi suoni, parlano tutti delle solite troiate dei vichinghi (e non solo gli scandinavi…) e i grandi valori fuffa (salvo poi, come i Manowar, fare le checche isteriche da rockstar.
      Il quadro è effettivamente sconfortante, ma perlomeno i Tool qualcosa l’hanno inventato…

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  8. bantha permalink
    9 agosto 2019 11:38

    scusate con tutto il rispetto PER chi si infervora….tastiera di m****

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  9. Alberto Massidda permalink
    9 agosto 2019 16:43

    Ammazza che recensione politically correct, sono capitato su Metalitalia per caso?

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