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Avere vent’anni: BACKSTREET BOYS – Millennium

27 Mag 2019

Gabriele Traversa: Sono nato nel 1990, e i Backstreet Boys piacevano alle ragazzine nate tra l’85 e l’88. Ma fortunatamente ho una sorella e una cugina poco più grandi di me che, di riflesso, mi hanno permesso di vivere in tempo reale questa grandissima band. Mi immagino il mito della fondazione dei BB come un convegno di discografici papponi losangelini col Rolex bianco, che chiacchierano animatamente su come fare soldi (e farli in fretta) a bordo delle loro limousine di cattivo gusto, con una mano sullo champagne e l’altra sul sedere di qualche miss maglietta bagnata. Ad un certo punto uno di loro si alza e strilla: “Oh, regà, idea! … i Take That si sono sciolti… e se facessimo i nuovi Take That in salsa yankee?”. Tripudio di applausi. Ecco, così è andata, secondo me. Capitalismo messo in musica: ogni singola nota di Millennium (ma di tutti gli album di Nick Carter e soci) è studiata per far scorrere le cifre sui conti correnti dei membri della band e dei discografici di cui sopra, ma ad un ritmo vertiginoso. Giusto così. Non parlo delle canzoni perché, a meno che non abbiate passato gli anni ’90 su Marte, le conoscete già tutte. Dio benedica l’America!

Maurizio Diaz: Di questo disco ricordo fondamentalmente i singoli, di cui l’unico che mi è rimasto veramente impresso è ovviamente quello indifendibile con loro sulla pista di atterraggio. È un pezzo talmente spaccacervello che ogni tanto ciccia fuori dal mio cervello e me lo canticchio in testa, vergognandomene.

Per me all’epoca i Backstreet Boys erano ovviamente il Male, il Nemico e quanto di più deplorevole potesse uscire dallo stereo o dalla TV. Attualmente se provo ad ascoltarli per più di cinque minuti inizio a sentirmi un po’ a disagio e sporco dentro, quindi, siccome non voglio perderci troppo tempo della mia vita, non ascolterò il disco per farvi la descrizione di quanto mi facesse schifo quella roba ai tempi, per poi rivalutarla e dire però senti che groove, che linee melodiche calzanti, senti come è costruita bene questa canzone fatta apposta per piacere. Grazie al cazzo, dovevano vendere a pacchi e lo hanno fatto, con tre singoli e una camionata di rifiuti umidi misti. Ci sono i numeri là fuori, non serve che ve li ricordi io nei tempi di Wikipedia.

Attualmente questa roba non sarebbe più possibile nella stessa forma, in quanto il sistema videoclip a rotazione per promuovere bellocci che cantano con le voci armonizzate e ritoccate ormai non funziona più. Ora ci siamo evoluti e abbiamo nuovi strumenti per spargere il letame, strumenti talmente potenti che, in confronto allo schifo che si promuove oggi, i Backstreet Boys sono una figata stratosferica. Comunque, al netto di tutto, meno male che ci sono stati loro, perché, insieme ad altri magnifici soggetti, mi hanno dato la scintilla per muovermi verso sonorità diametralmente opposte, inoltre mi hanno fatto formare sufficiente pelo sullo stomaco per affrontare per il verso giusto cose come i Freedom Call. Grazie Backstreet Boys.

Sapete un’altra cosa divertente? Quando ho deciso di scrivere di questo disco ero convinto che fosse l’anniversario del precedente Backstreet’s Back; e mi sono reso immediatamente conto che questo trafiletto andava bene anche per Millennium, con l’eccezione delle prime due frasi, che sarebbero: Di questo disco ricordo fondamentalmente i singoli, di cui l’unico che mi è rimasto veramente impresso è ovviamente quello con il video dei mostri con la partecipazione specialissima di Kano di Mortal Kombat. È un pezzo talmente spaccacervello e di pompa che ogni tanto ciccia fuori dal mio cervello e me lo canticchio in testa, vergognandomene.

Che bella la produzione in serie. Quantomeno su questo posso anche lasciarvi l’improbabile cover dei sempre eccellentissimi Paragon.

9 commenti leave one →
  1. Cattivone permalink
    27 Mag 2019 18:32

    Se Millennium è quello con la canzone in italiano è un disco imprescindibile.
    “Se ci tieni,
    sarò qui con te,
    sarai qui con me,
    se c’è yeyeyeeh”

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    • Angelo permalink
      29 Mag 2019 15:03

      Sono passati venti anni quando uscí Millennium ma per me è come se fosse stato ieri non dimenticherò mai quando comprai l’ album e andai a casa e lo ascoltai subito con mia sorella. Troppo belle quelle canzoni la mia preferita Do wanna lose you now e Show me the meaning troppo troppo bravi anzi direi unici. La prima volta li viddi a Fantastico Enrico su Raiuno nel 1997 e poi a San Remo 1998 e da quel periodo ho iniziato a seguirli fino ad oggi.

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  2. weareblind permalink
    27 Mag 2019 19:55

    Sono dei rottinculo, fine.

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  3. El Baluba permalink
    27 Mag 2019 20:09

    Minkia se li sentiva mio fratello minore che e’ del 80. Ricordo che sta in fissa con questi e con gli aqua (quelli di Barbie Girl). Ricordo che era simpatico un video dove stavano in una specie di castello di Dracula e interpretavano chi ik vampiro, la.mummia e cosi via…ma eccetto questa mi stavano sul casso

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  4. Alberto Massidda permalink
    28 Mag 2019 00:06

    lol, ma che piega ha preso il blog 😀
    dov’è bargone che mi fa la difesa dei Backstreet Boys con qualche collegamento a cui non avrei mai pensato?

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  5. 28 Mag 2019 07:40

    Qualche tempo fa un mio amico dei tempi del liceo, che avevo introdotto al metal via Kiss e Megadeth, e che poi mi ha sorpassato ampiamente negli ascolti estremi, mi ha detto di avere rivalutato le TLC. E siamo ormai entrambi ben sopra i 30.
    Ho risposto che capivo, ma che, se proprio, avremmo dovuto ascoltare tutta quella roba all’epoca, perché almeno avremmo scopato.
    Abbiamo riso entrambi. E non mi risulta che nessuno dei due abbia scopato.
    E quindi restiamo in attesa dello speciale sull’intima connessione tra la dance anni Novanta e il power.

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  6. blackwolf permalink
    29 Mag 2019 11:13

    Date un oscar al ragazzo della prima parte, quella dei papponi col Rolex bianco.

    Piace a 1 persona

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