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INSUBRIA FESTIVAL @ Parco Ghiotti, Marcallo con Casone (MI), 26/04/2019

29 aprile 2019

Partiamo nel pomeriggio, io mia moglie e un caro amico dalla Superba, alla volta della ridente Marcallo con Casone che ospita l’Insubria Festival, festival celtico ad ingresso gratuito e che si rivelerà essere ad alto tasso di cibo e spensieratezza.

Appena arrivati ci facciamo un rapido giro per ambientarci, la gente è ancora poca e veniamo subito rapiti dal banchetto della fondazione organizzatrice; ci illustrano un po’ la la manifestazione, le sue conferenze e ci spiegano dell’occupazione gallica nella regione. Cainamente mando subito avanti mia moglie, però tutto sommato mi lascio incuriosire, complice anche la gentilezza del loquace signore che ci ha agganciato mentre eravamo nei pressi del banchetto e che ci regala un paio di riviste della fondazione. Avremo quindi di che erudirci sugli usi e i costumi dei celti che si sono aggirati in queste zone.

Va detto che l’approccio della manifestazione è abbastanza storico, noi ovviamente abbiamo scelto la giornata metallara e in un certo senso siamo ospiti, ben accolti in verità. Ci sono dei piccoli e sparuti gruppi di rievocazione medievale, panel storici divulgativi e nelle altre giornate avranno luogo conferenze e laboratori di attività per bambini. Il lato più cialtrone della manifestazione siamo noi rozzi metallari che siamo venuti per sentire la musica dei troll con le orecchie di gomma. Oddio, anche i banchetti non scherzano, spade di plastica, scudi di plastica e riproduzioni di elmi (di plastica).

Intravedo l’elmo del Decimo Massimo Meridio del famoso film di Ridley Scott e subito mi metto a citarne le frasi; quando arrivo a “… E avrò la mia vendetta in questa vita o nell’altra” mi becco un istantaneo sguardo di compassione da parte della consorte. E vabbè, dai, devo calarmi un po’ nel gioco, che cazzo. Comunque c’è la solita roba da rievocazione che fa colore. Anche dal punto di vista cibo non stiamo messi male, apriamo subito lo stomaco con birra e una decina di arrosticini di pecora, a seguire panino con la salamella e i crauti, e un assaggio di fonduta con crostini. Uh guarda, c’è anche la crepes! Ci accorgiamo solo dopo che era vegana, ma siccome siamo dei cessi apprezziamo pure quella (comunque era buona per davvero).

Arriva rapidamente l’ora dell’inizio dei concerti, che si tengono sotto una tensostruttura che ci avrebbe riparato anche in caso di pioggia. L’apertura delle danze la danno ovviamente i Furor Gallico. Devo ammettere di non essere mai stato un loro grande fan, però il concerto è stato più che gradevole e questa volta sono riuscito ad apprezzarli. Sarà stato che, nonostante il clima uggioso, la temperatura fresca ci ben disposto, forse anche grazie allo stomaco soddisfatto, fatto sta che siamo tutti presi bene, sia il pubblico che i ragazzi sul palco. Anzi, loro sembrano godersela proprio, non smettono di ridere e agitarsi, non sbagliano niente e in generale fila tutto liscio. I suoni a dire la verità sono un po’ impastati, l’inizio è quasi inintelligibile, poi le cose migliorano ma gli strumenti più acustici sono inevitabilmente penalizzati. Pochi zufoli stasera, mi dispiace, amici.

Il concerto però è coinvolgente ed è durante La caccia morta che si raggiunge l’apice: decido quindi di farmi coinvolgere nel proto-mosh che si viene a creare, spintonandomi allegramente con gli altri come dei mentecatti. Ah, la magia del folk metal! Quella magia ha più nomi in effetti: birra, ippocrasso, idromele e visciolae, un vino addolcito con ciliegia che si sposa ottimamente con i biscotti secchi lievitati con l’ammonio, eh sì, perché nel medioevo il lievito non si usava. Tipo cantucci con vin santo. Al netto del peccato di gola però, sarebbe un grave errore non farsi coinvolgere perché si perderebbe metà del divertimento.

Quando arrivano i Finntroll, infatti, l’attesa è già montata e il pubblico è caldo. Sono quattro anni che non li vediamo e questo è fondamentalmente il motivo per cui abbiamo optato per questo concerto bigiando clamorosamente i Marduk con i Valkyria, che suonano la stessa sera poco lontano da dove siamo noi. Non voletemene a male ma i Marduk li ho già beccati al Black winter fest (concertone) e poi il folk metal apre molto bene alla primavera.

I Fintroll attaccano come da tradizione dopo un’intro di gracidii e rumorini di palude e vanno avanti senza sosta, un pezzo dopo l’altro fino alla fine del concerto. Attaccano con Blodsvept dall’ultimo bellissimo album (di ormai 7 anni fa, che diamine, comunque pare che uno nuovo sia in arrivo). Da lì in poi è una giostra continua, noi ovviamente ci accaparriamo i posti migliori, che non sono quelli attaccati alla transenna, ma quelli sul limitare del cerchio del pogo. Avete presente il video di Trollahammaren? Ecco, è stato così per tutto il tempo, con gente che si agita, che zompetta felice e che rimbalza contro altra gente la cui massa li supera per un rapporto di due a uno ecc.. Io stesso mi butto più volte in mezzo e questa volta riesco a non mettere a rischio i miei incisivi, cosa che deve aver temuto un tizio vicino a me, che, dolorante, abbraccia l’amico dopo essersi fatto controllare e aver realizzato di non dover spendere un capitale in impianti dal dentista.

La scaletta pesca soprattutto dall’ultimo, intramezzato da pezzi vecchi e nuovi come Slaget vid Blodsälv, Ett norrskensdåd, Nattfodd, Jatkens tid e la bellissima Svartberg dal primo lavoro della band. Tra l’altro i suonini finti sono una benedizione in quanto molto più facili da equalizzare e quindi sempre evidenti, impossibile perdere il filo, anche se i suoni del mix non sono il massimo. Il bis chiude il concerto con l’immancabile Trollhammaren e Under bergens rot a stretto giro, in un tripudio di braccia alzate e cori da taverna. So che tutto questo possa sembrare una cosa molto poco metal, ma non fate l’errore di sottovalutare i Finntroll e se vi capita andate, a maggior ragione se sono in un contesto da sagra. Fatevi prendere bene e non ve ne pentirete. In salamella we trust. (Maurizio Diaz)

4 commenti leave one →
  1. dottorics permalink
    29 aprile 2019 13:06

    L’insubria coome festival in sè è sempre carino, vedere gruppi metallari quest’anno è stata una piacevole sorpresa. C’è da dire che i suoni erano abbastanza impastati..a me i finntroll non piacciono granchè, ma quel poco che conosco facevo fatica a distinguerlo, specie nelle prime canzoni. La cosa più figa era vedere i vari vecchi e personaggi da “vado a fare un giro a sentire cosa fanno stasera” che si chiedevano che cazzo di roba stessero suonando…

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  2. 29 aprile 2019 15:06

    Venerdì scorso ho passato cinque ore nel traffico dovuto alla frana sulla statale per Sondrio, tra gente che sbottava male, persone a cui si fermava l’auto e innumerevoli tamponamenti e bestemmie. Io e la morosa siamo stati indecisi fino all’ultimo sul se presentarci o meno dato che sono partito di casa alle dieci di mattina e sono tornato alle otto, ma alla fine la primavera e l’atmosfera festaiola insubre (dovuta anche alla presenza di parecchi amici) hanno avuto la meglio.

    Anche se alla mia dolce metà i troll finnici fanno salire il rigurgitino abbiamo passato una bella serata e lei è stata compassionevole verso il fatto che a Ursvamp sono entrato nel pogo come il grissino nel tonno Rio Mare. Davvero, sto concerto ci voleva anche perché non rivedevo i Finntroll dal lontano Fosch Fest (infatti le facce nel pubblico erano quelle del compianto ritrovo bergamasco) e dovevo sfogare le bestemmie accumulate durante tutta la permanenza nella colonna infinita.

    Quanto manca un festival estivo così ignorante in Italia…

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  3. Cattivone permalink
    29 aprile 2019 15:22

    Questo festival, seppur più piccolo, sembra un valido erede del Fosch, o perlomeno dei valori che per me rappresentava il Fosch Fest.
    L’anno prossimo vedrò di partecipare.

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