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Avere vent’anni: MANES – Under Ein Blodraud Maane

27 aprile 2019

Spesso, all’interno del variegato mondo del black metal, si fa riferimento alla definizione di cult band, a volte impropriamente ma altre in maniera piuttosto azzeccata, per descrivere quelle entità che si muovono principalmente nel più oscuro underground, dando pochissime notizie di sé e facendo uscire demo praticamente introvabili che diventano presto oggetto di culto. Una descrizione che può calzare benissimo per quello che erano i Manes nei primi anni ’90, creatura piuttosto indecifrabile nata nell’allegra Trondheim dalle folli menti di due misantropi che rispondevano al nome di Tor-Helge “Cernunnus” Skei e Håvard “Sargatanas” Jensen. È proprio la provenienza da un luogo come Trondheim che in qualche modo “giustifica” la natura elitaria della band, essendo questa situata nel centro-nord della Norvegia e quindi molto distante dall’area di Bergen-Oslo da cui la famigerata seconda ondata black metal stava venendo alla luce con i nomi che ben conosciamo tutti, impedendo di fatto qualsiasi comunione d’intenti o scambio di materiale (internet era praticamente agli albori).

È così che nell’anonimato più o meno totale i Manes tra il 1993 e il 1995 cominciano a tirare fuori un demo dietro l’altro, stampati in pochissime copie e diventati irreperibili in brevissimo tempo, contribuendo ad aumentare l’aurea di mistero che permeava questa band. Solo 4 anni più tardi la storica label olandese Hammerheart prenderà in mano la situazione e darà alle stampe questo Under Ein Blodraud Maane (sotto una luna rosso sangue), che non è altro che la versione ri-registrata dei suddetti demo con un suono leggermente più nutido e pulito (vabbè, per modo di dire).

Sarò sincero: nonostante avessi acquistato Under Ein Blodraud Maane quasi subito ai tempi della sua uscita, l’ho sempre messo su pochissime volte, ma non perché sia un brutto disco, tutt’altro: per le sensazioni di claustrofobia e alienazione che in me ha sempre suscitato, rendendomi sempre abbastanza scosso e costringendomi quindi a dosare estremamente gli ascolti e dedicargli del tempo solo in determinati stati psicologici del mio essere. Under Ein Blodraud Maane è un disco nero come la pece, è angoscia allo stato puro ma allo stesso tempo odio totale verso questa umanità malata. Per capire di cosa sta parlando ascoltatevi l’iniziale Min Trone Står Til Evig Tid, che parte con delle urla disumane che sembrano provenire dall’oltretomba e prosegue con un funesto giro di chitarra che si ripete in continuazione, con tanto di lugubre organo a decorare il tutto. La produzione è a dir poco cacofonica con tanto di riverbero continuo in sottofondo, ma probabilmente è perfetta per accompagnare il rifferama ultradistorto e malato di queste sei composizioni, che influenzeranno in maniera netta quel movimento conosciuto come “depressive black metal” (mi vengono in mente Xasthur o i primi Shining, band che probabilmente senza i Manes non sarebbero mai esistite).

Come dicevo, inutile fare un track by track di un disco che va assaporato nel suo insieme, ma è impossibile non nominare tra questi sei annichilenti brani Uten Liv Ligger Lande Øde con quello stupendo simil-assolo di chitarra a metà brano che rappresenta uno dei pochi bagliori di luce di questo cammino nel buio più totale e De Mørke Makters Dyp, pezzo meraviglioso con le sue tastiere di stampo emperoriano e una parte centrale recitata veramente da brividi.

Under Ein Bloodraud Maane è l’ultima testimonianza dei “vecchi” Manes. Con l’addio di Sargatanas le redini verranno prese esclusivamente da Cernunnus, con conseguente cambio totale di stile musicale, una sorta di misto tra avantgarde e rock sperimentale che comunque non gli ha impedito di comporre un disco bellissimo come Vilosophe. I pochi eletti che avranno l’ardire nel cimentarsi nell’ascolto della produzione precedente di sicuro non se ne pentiranno. (Michele Romani)

One Comment leave one →
  1. Cattivone permalink
    29 aprile 2019 15:45

    Mai sentiti, ma da come ne parla Michele Romani (che trovo meritevole di fiducia) potrei apprezzarli parecchio.
    Mi metto alla ricerca.

    Piace a 1 persona

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