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MISERY INDEX – Rituals of Power

18 marzo 2019

16 Giugno 1983. Siamo al Madison Square Garden di New York. Una serata di grande boxe. Il main event in programma è di quelli da leccarsi i baffi: il granitico Roberto Duran, che quel giorno compie trentuno anni, sfiderà il campione del mondo in carica dei superwelter, Davey Moore, imbattuto da 12 incontri, la maggioranza dei quali vinti per KO. Duran, come spesso accade, era dato per finito dai soliti espertoni della mia pelosissima sacca scrotale, ma quella sera risponderà sul ring battendo con un indiscutibile KO tecnico il campione in carica all’ottava ripresa, strappandogli la cintura. Terzo titolo mondiale (tutti ottenuti in categorie diverse). Manos de piedra era un mostro, ma non siamo qui per parlare di lui. Tra gli incontri previsti per la serata in questione ce ne fu un altro che paradossalmente fece la storia, seppur in modo completamente diverso, forse ancor più di quello appena raccontato: Billy Collins Jr. contro Luis Resto. Billy Collins Jr., detto Irish a causa delle sue lontane origini irlandesi, è un figlio d’arte molto promettente. Ha poco più di vent’anni e viene da Nashville, nel Tennessee. È professionista da due anni ed ha un cartellino ottimo: ha vinto tutti i quattordici incontri disputati fino a quel momento, ben undici dei quali per KO. La boxe è tutta la sua vita e lo dimostra con i fatti.

Il suo avversario, il portoricano Luis Resto, è un po’ più grande di lui: ha ventotto anni ed è un cazzone patentato. Il “treno” è di quelli importantissimi su cui salire al volo e senza esitazioni: Billy Collins Jr. potrebbe agilmente allungare ulteriormente la sua striscia di vittorie su un palcoscenico di livello stellare, mentre Resto potrebbe rilanciarsi un minimo, cercando magari di alzare le sue bassissime quotazioni da mediocre mestierante. L’occasione è ghiotta soprattutto per Resto, ma le speranze di riuscire nel suo intento sono pochissime: Billy Collins Jr. è un avversario durissimo e le possibilità che gli rompa il culo mandandolo al tappeto entro le prime due riprese sono altissime. Al manager di Resto viene in mente un’idea malsana: modificare i guantoni ed i bendaggi del suo assistito per rendere i suoi pugni più potenti/dannosi ed aumentare esponenzialmente le  possibilità di vittoria. Fa quindi eliminare l’imbottitura delle nocche dai guantoni di Resto e, poco prima dell’incontro, immerge le sue fasciature nell’acqua e poi le fa cospargere di polvere di gesso per renderle più dure e pesanti. Con questi due trucchi le mani del portoricano diventano due veri e propri sassi. Arbitri e giudici, molto probabilmente corrotti, non notano nulla durante i controlli di rito e l’incontro comincia come da programma.

Collins, nettamente superiore, parte bene e mette in difficoltà l’avversario, che tenta di rispondere come può. Man mano che minuti e riprese scorrono, il viso di Collins però appare sempre più tumefatto e le sue forze vanno a scemare gradualmente. Tra un round e l’altro dice al suo “angolo”, in cui c’è anche suo padre, che i pugni di Resto sono dei macigni e che è da un po’ che addirittura non li vede quasi mai arrivare. Irish mette in difficoltà il rivale più volte, ma ad un certo punto è stremato. Ha il viso praticamente sfigurato, non vede un cazzo e non ne ha quasi più, però non si tira mai indietro e riesce ad arrivare sino all’ultimo round senza cadere e soprattutto senza mai fare nemmeno un passo indietro. Come abbia fatto rimane un mistero, ma tant’è: il KO sperato da Resto & manager non arriva, ma la vittoria sì, ai punti.

Durante i convenevoli di rito post-incontro succede una cosa strana: Resto non si toglie i guantoni come da consuetudine. Il padre/allenatore di Collins sente puzza di merda: alla prima occasione, durante i saluti, afferra il guantone di Resto e scopre l’inganno. Il risultato a quel punto è scontato: vittoria annullata, quindi no contest. Resto ed il suo manager verranno squalificati a vita. Giustizia è fatta, quindi. E invece no. La vita di Billy Collins Jr. dopo quell’incontro cambierà per sempre. I colpi proibiti subiti gli causeranno dei gravissimi problemi alla vista e dovrà quindi abbandonare la boxe professionistica per sempre. A Billy, ovviamente, crolla letteralmente il mondo addosso e cade in una pesantissima depressione. Tra alcolici e psicofarmaci si rincoglionisce. È un ragazzo giovanissimo al quale hanno strappato praticamente tutto. Qualche tempo dopo, siamo nel 1984, Billy Collins Jr. si schianta in auto contro un muro e muore. La dinamica è strana e poco chiara, ma lo scenario dell’incidente è terrificante. C’è chi dirà che era ubriaco, chi invece ipotizzerà un suicidio. La scorrettezza di una notte, fatta per ottenere un po’ di fama/soldi in più, distrusse i sogni di un giovane talentuoso poco più che ventenne, sino a portarlo alla morte.

La gente, volendo, si può dividere in due categorie: i Billy Collins Jr. ed i Luis Resto. I primi si impegnano, mettendo anima e corpo in ciò che amano, cercando di superare ogni ostacolo fino a quando il destino gliene dà la possibilità. Quando queste persone finiscono il loro ciclo, fisico e non, vengono sempre ricordate principalmente per il loro talento, il  coraggio e la determinazione, ma soprattutto per due cose: l’onore e la dignità. I secondi sono dei mediocri insicuri che, in quanto tali, invece di impegnarsi, pensano che ricorrere a degli inganni per apparire ciò che non sono sia la strada giusta da percorrere. In entrambi i casi, come la storia ci insegna, sappiamo già come va a finire.

Dopo aver ascoltato Rituals of Power, tenendo anche conto del precedente The Killing Gods e soprattutto dei primi lavori, io personalmente so benissimo in quale delle due categorie inserire i Misery Index. (Il Messicano)

5 commenti leave one →
  1. vito permalink
    18 marzo 2019 09:36

    Raga se cominciate a parlare anche di boxe vi garantisco che si aprirebbe un universo!

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  2. El Baluba permalink
    18 marzo 2019 11:49

    il precedente mi aveva deluso non poco, questo non so se dargli una chance…ma il messicano mi ha messo sul chi vive…

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  3. Argh permalink
    18 marzo 2019 16:36

    E quindi i Misery Index cosa sono? Billy Collins o Luis Resto

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  4. weareblind permalink
    18 marzo 2019 20:46

    Che rece M-O-N-D-I-A-L-E.

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  5. El Baluba permalink
    19 marzo 2019 12:31

    ci ho dato ieri una prima ascoltata su Spotify…boh il primo impatto diciamo che non è stato proprio dei migliori…hanno recuperato un po’ di cattiveria, ma mi sembra che manchi qualcosa o forse che ci sta tutto, ma di bassa qualità. Cmq una seconda chance ai Misery non si nega mai

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