Vai al contenuto

Music to light your joints to #23: varie ed eventuali

14 novembre 2018

Saranno almeno due anni buoni che non metto assieme un po’ di roba per MTLYJT. Il motivo che mi spinge ad uscire dalla cripta è una serie di dischi meritevoli di listone di fine anno che rischiano altrimenti di rimanere scoperti. Per di più si tratta di tutta roba di cui Marco Belardi non ha ancora parlato, quindi è bene che mi dia una mossa prima che il grafomane toscano decida di occuparsene in prima persona. Con un ritardo di almeno sei mesi buoni, allora partiamo sgommando con i FU MANCHU, classico caso di band del cuore che, dopo aver mollato perché impegnato ad inseguire stupidaggini, ho casualmente ritrovato dopo anni per scoprire una fiamma mai spenta. I quattro californiani sono in giro da troppo tempo e sanno esattamente come si fanno i dischi ed è naturale che nel 2018 tirino fuori un lavoro bello e soddisfacente dal punto di vista concettuale e formale grazie ad un minutaggio perfetto e ad un concept grafico che sembra una edizione anni ’70 di un romanzo di Asimov. Nella prima parte Clone Of The Universe ha il taglio hardcore tipico di tutta la loro discografia post California Crossing (da riscoprire in toto), ma quello per cui si farà realmente ricordare è un lato b da panico assoluto. Girato il vinile parte Il Mostro Atomico, un brano mutante di 18 minuti che occupa l’intera facciata. Curiosità: il titolo è la traduzione italica originale di Dr. Cyclops, classico delle fantascienza USA degli anni’40. Inciso con la collaborazione di Alex Leifson dei Rush, il pezzo è assolutamente fantastico: riff che a tratti sembrano roba da primi QOTSA, parti liquide e effettoni retrofuturisti a profusione. L’andamento globale ti sommerge poco a poco e intorno all’undicesimo minuto è come sentirsi una di quelle palline di gomma a rimbalzella lanciata a mille in uno sgabuzzino. Più l’ascolti, più forte è la brama di sentirla dal vivo sparata a palla da un muro di amplificatori fumanti. I loro concerti d’ora in poi dovranno durare una ventina di minuti in più per permettere a questo pezzo di essere in scaletta, non farlo sarebbe un crimine intollerabile.

Continuiamo con il nuovo album degli UNCLE ACID & THE DEADBEATS che, giunti al quinto album, si confermano un gruppo serissimo, con ogni probabilità il più rilevante uscito dalla Rise Above negli ultimi anni. In un genere in cui l’immobilismo è il valore portante ancora una volta riescono a stupire per la capacità di ampliare lo spettro sonoro ed esplorare atmosfere differenti. Wasteland possiede una insospettabile vena Nwobhm piuttosto distante dai tipici riferimenti espliciti di gruppi di quell’area. Dato che mi piace fare dietrologia, penso che l’infatuazione con il suono dei primi ’80 sia da far risalire alla partecipazione ad un album di tributo ai Maiden dove il gruppo sceglieva di misurarsi con Remember Tomorrow, pezzo clamoroso da uno degli album più belli di tutti i tempi. La cosa  gli riuscì benino e la cover venne poi ripubblicata come b-side del singolo di Pusher Man (altra canzone da urlo) che della band col mostro ereditava anche lo stile grafico in maniera mirabile. Qualche anno dopo quei riferimenti sembrano siano stati interiorizzati ed il risultato è un disco nel complesso più veloce come il “rifferama” (ho sempre voluto dirlo!) di riferimento impone. Pezzi a manovella ispiratissimi come Blood Runner o Stranger Tonight si alternano ad altre cose collaudatissime più in linea con il repertorio precedente. Vena nostalgica a parte il disco è veramente bello, nessun riempitivo e parecchi brani davvero sopra la media (No Return, Bedouin, Exodus). Tra un paio di mesi saranno in giro insieme ai Blood Ceremony, per una serie di concerti che ogni satanista da supermercato degno di questo nome non può permettersi di perdere.

B-Real ne fa una piccola prima di andare a dormire

L’excursus odierno prosegue andando fuori genere non solo in relazione a quanto visto fin’ora ma proprio rispetto a quello di cui si parla su questo blog. Quello che ci permette di inserire i CYPRESS HILL come parte della rassegna messa insieme oggi è l’affinità ideologica con la rubrica, essendo loro da sempre i cantori supremi della fattanza e autori di un repertorio che parla quasi esclusivamente di farsi le canne. In generale sono tra i gruppi rap meno invisi al pubblico dei metallari, presumo a causa dell’immaginario fatto di teschi che da sempre li contraddistingue e da un flirt con il rock mai troppo nascosto (a partire dal campione di The Wizard su We Aint’t Goin Out Like That) che anche qui è presente a svariati livelli. Senza volere ora andare a scomodare i classici (i primi tre), Elephants On Acid è una delle cose migliori che hanno fatto da venti anni a questa parte. Nello specifico il disco è un po’ il delirio di onnipotenza di Muggs (il dj, quello che fa le basi) che nella circostanza è talmente dominante da mettere in ombra anche due mastini come Sen Dog e soprattutto B-Real. Le basi sono talmente spinte sulla vena lisergica e d’atmosfera da farmi sospettare che fossero state concepite per uno dei suoi frequenti progetti paralleli di area trip-hop / ambient (tipo Dust o quello con Tricky) e riutilizzate solo in un secondo momento per il gruppo principale. Una variazione sul tema interessante, di sicuro meglio questo che l’esperimento crossover di qualche anno fa. Al netto di qualche buco qua e là è un disco che merita attenzione.

Ennesimo brusco cambio di direzione per l’album che chiude la puntata. Concepito e registrato in piena solitudine And Nothing Hurt nei piani di Jason Pierce doveva essere il lavoro che chiudeva la carriera degli SPIRITUALIZED, probabile però che il risultato abbia già fatto cambiare opinione al cantante (persona peraltro non lucidissima, caratteristica comune a tutti gli appassionati di sostanze illecite). Senza starsi a dilungare troppo mi sembra che l’unica cosa importante da dire è che si tratta di una collezione di canzoni bellissime che sotto l’apparenza leggera e solare nasconde quella grassa dose di disagio che è tra i moventi principali dei nostri ascolti. La classica dolcezza della presa a male, da usare con cautela. (Stefano Greco)

One Comment leave one →
  1. blackwolf permalink
    18 novembre 2018 10:44

    L’album dei Cypress Hill me lo sto proprio ascoltando su youtube in questi giorni e concordo.. è una bomba! Non l’ ho ancora sentito nella sua interezza e non ho ancora ascoltato tutte le canzoni, ma effettivamente sembra un discone. Hai ragione, Muggs è dominante. Ogni beat è un vero trip. La scelta dei campionamenti è incredibile. Ogni canzone sa di fattanza all’ennesima potenza, ma la scelta dei sample, i cori per i ritornelli, anche solo alcune linee vocali canticchiate di sottofondo, sono perfette. Ogni beat suona studiatissimo e frutto di una ricercata meticolosità. Lo sballo trasformato in arte. Tutto oscilla tra lo svarione e il ragionato in un equilibrio perfetto. Perfino Band of Gypsies, che all’inizio non mi prendeva benissimo per via delle parti in arabo e degli urli, che sembravano fatti da dei beduini del deserto per richiamare i cammelli (o spaventarli), è una super traccia. Ostica all’inizio, tutto prende senso dal secondo ascolto e alla fine mi ha dato dipendenza. Il beat è assurdo. Come attacca, l’atmosfera, la parte di outro solo musicale. Tante tracce che prendono bene e anche qualche intermezzo più cupo, ma sempre di alto livello. Locos con Sick Jacken è stata la prima che mi ha acchiappato. Tra parentesi, se non sai chi sia quest’ultimo, ascoltati i suoi Psycho Realm. Sono californiani e latini anche loro e sono un bel gruppo cazzuto. Anni luce distanti dal sound tipico della terra delle spiagge, sembrano l ‘evoluzione cupa e disagiata dei Cypress. Meno fattoni, più disagiati. Per finire, ascolterò sicuramente gli Uncle Acid, che ogni tanto me li pompo più che volentieri..

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: