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FU MANCHU @Razzmatazz, Barcellona 7.10.2016

18 ottobre 2016

fus-spain-tour-datesAnni passati ad ascoltare dischi e a venerare il posterino sul muro che vengono in qualche maniera rimossi fino al momento in cui un evento ha il potere di far risalire in maniera impetuosa passioni che sembravano sopite per sempre. Nel più classico dei canovacci che mi riguardano, c’è voluto il contesto festivaliero estivo per restituirmi i Fu Manchu come gruppo della vita. Non è la prima volta che ho questi ritorni di fiamma con qualche band e spero non sia l’ultima. Perché mi sa che certe volte quando le cose le vivi in diretta tendi a non capire perfettamente quanto ci sei stato in fissa. Fatto sta che a poco più di tre mesi dall’ultima volta che li ho visti, complice un invito ormai vecchio ormai di anni, mi ritrovo a Barcellona per presenziare nuovamente a una data del gruppo con le magliette a strisce. L’occasione, la compagnia e le birrette a profusione portano l’euforia a livelli paradossali. Il locale, manco a dirlo, è fichissimo: un casermone con varie sale in cui tra l’altro nella stanza accanto ci sta mezzo Wu Tang Clan e che il giorno dopo ospiterà anche la fantasmagorica Laura Pausini che da qui sempre gode di un grossissimo seguito. Contrariamente al luogo comune che vuole gli spagnoli gente più simile ai vampiri che agli umani (“cenano alle dieci, anche i bambini” – “vanno a dormire per qualche ora dopo mangiato ed escono all’una di notte”) il concerto inizia alle nove e mezza spaccate, quindi presto quanto basta per far rispettare la consuetudine di perdere il gruppo spalla. Le luci si abbassano e una intro di fischi e stridii ha il compito di farci velocemente abituare al volume con il quale la band intende intrattenerci.

“Ma non sono mica tanto vecchi” è la considerazione compiaciuta che la mia amichetta d’infanzia sente di condividere nel momento che i quattro emergono dalla penombra. Ora non so bene per quale motivo si aspettasse che l’avessi portata a visitare un reparto di geriatria, ma ci tengo comunque a farle notare che in realtà non è che sia gente di primissimo pelo. La invito quindi a dare un’occhiata più approfondita sotto la bionda chioma di Scott Hill, lì sotto si cela un bel faccione di cera scolata che qualche indizio in più sull’età dei partecipanti sembra donarlo.

fu-manchu-razzmatazz

Un breve saluto ai presenti e parte il riff di Hell On Wheels che ci introduce a tutto King Of The Road suonato da cima a fondo come promesso sul cartellone. Il prossimo tour, se continuano con questo andazzo, dovrebbe toccare a California Crossing il trattamento “in its entirety”, o magari si prendono una pausa che a maggio esce il disco nuovo (Gigantoid era fichissimo, recuperatelo assolutamente). A questo punto si può discutere o meno sulla opportunità o meno di fare queste riproposizioni integrali, ma insomma quando la gente fa fumare gli ampli a ‘sti livelli c’è poco da fare. Io pure avrei gradito qualcosa in più da quello o da quell’altro (manco una dall’amato In Search Of…) ma alla fine ogni tour almeno è diverso dal precedente e quando sei i Fu Manchu i pezzi che suoni sono tipo un dettaglio, l’importante è scapocciare.

Su Evil Eye mi lascio inghiottire dal marasma per riemergere solo alla fine dei giochi direttamente dalle parti del banchetto seriamente intenzionato a comprare qualsiasi cosa abbia il loro logo sopra. Anche la favolosa Giulie che era venuta solo per accompagnarmi e preventivava una grossa dormita per tutta la durata della cosa si ritrova in prima fila per gli ultimi pezzi e mostra addirittura un certo disappunto nello scoprire che il set è arrivato al termine. Io da parte mia non sono sicuro quando riuscirò ad uscire da ascolti compulsivi che negli ultimi mesi stanno ponendo un serio freno alla mia produzione di giornalettista musicale. E so già che al prossimo tour andrò a vederli in qualunque posto sia vagamente raggiungibile. Del resto del weekend non ricordo assolutamente nulla.

Setlist:
Hell on Wheels
Over The Edge
Boogie Van
King of the Road
No Dice
Blue Tile Fever
Grasschopper
Weird Beard
Drive
Hotdoggin’
Freedom of Choice
—————–
Godzilla
Evil Eye
Mongoose
Saturn III

 

6 commenti leave one →
  1. 19 ottobre 2016 20:47

    molto bello, ma poi alla fine hai trombato, sì?

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  2. Stefano Paladini permalink
    20 ottobre 2016 10:00

    la fregna non esiste di fronte alla chitarra trasparente di scott hill! che bomba sonora che deve essere stato sto concerto

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