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Giocare a trovare l’intruso con gli HOLLYWOOD VAMPIRES

2 dicembre 2017

Johnny Depp non è mai stato fra i miei attori preferiti, ma ci sono stati molti momenti in cui è stato davvero da applausi. Come quando mi sono affezionato allo spacciatore di Blow, pochi anni dopo che il tema della droga era stato portato dalle parti del grottesco con lo spassoso Paura e Delirio a Las Vegas. Ma i veri quattrini, lo sapete, li ha fatti con Tim Burton e Gore Verbinski infilandosi in milioni di fiabe gotiche del cazzo e, col secondo, arrivando a riciclare la recitazione del celebre pirata dentro The Lone Ranger, come se i rispettivi protagonisti fossero lo stesso fottuto personaggio. Sono anni e anni che non lo sopporto più, tuttavia andrò a vedere cosa ha combinato nella riedizione di un classico ferroviario di Agatha Christie in uscita a breve. Penso che la sua attuale dimensione siano i videoclip con Marilyn Manson all’insegna del fingering, le pubblicità in cui raggiunge il deserto per scavare una buca con la pala e seppellirci cinquantamila dollari di catenelle della Comunione, e le testimonianze pre-weinsteiniane di ex mogli picchiate.

 

Joe Perry – che d’istinto chiamo puntualmente Steve, come quello dei Journey – invece no: dopo il problemino cardiaco di qualche tempo fa annuncia un album da solista e va per la sua; ma sia chiaro, a vedersi è il nonno a cui i nipoti hanno nascosto la droga nel cassetto sbagliato e lui l’ha aperto. Ed Alice Cooper pure, pensavo fosse del tutto scomparso dai radar e invece rieccolo nel 2017 con Paranormal che ho sentito e – aggiungo – non è assolutamente brutto. L’ultimo ricordo che avevo dello shock rocker era una sua comparsa su Top Gear alla guida spinta di una vettura utilitaria ed ispiratissimo in studio di fronte al mitico Jeremy Clarkson. La star di Hey Stoopid c’è eccome, va per i settanta e pure per la sua. A questo punto immaginate di fare uno di quei giochini in cui dovete individuare l’ elemento non attinente in mezzo a tanti simili fra loro. Quella cazzata con tante pecore e in mezzo un lupo che guarda nella stessa direzione delle sue future prede, o un campo innevato con bambini albini che giocano a pallate di neve e fra di essi c’è Jaleel White con la polo a righe e le braccia conserte. Oppure gli Hollywood Vampires.

Il nome mi ricorda il disco dei L.A. Guns e di rimando il famoso locale di Cooper, ma sarò sincero: quando ho ascoltato il loro quasi-disco di cover – a tratti divertente e con qualche ospite ai limiti dell’infestante, come il buon Grohl – non è che mi fossi documentato più di tanto su come fosse nata una cosa come gli Hollywood Vampires. L’eroina, cito wikipedia, è “una sostanza semi-sintetica ottenuta per reazione della morfina con l’anidride acetica“. Ma oggi ho lavorato al pubblico per troppe ore per mettermi a studiare e buttar giù frasi tipo “gli Hollywood Vampires nascono dal sodalizio fra Joe Perry, Alice Cooper e uno che non c’entra un cazzo anche se in Dark Shadows due su tre erano finiti a fare i pompini a Tim Burton“. Ebbene sì, Johnny Depp è l’intruso per eccellenza e nel mondo del rock si sta infilando un po’ dappertutto, come quelle fotografie dei tizi appesi fuori dal treno in corsa per non pagare il biglietto, o i messicani di Machete che attraversano la frontiera di notte per andare in barba a uno spietato Jeff Fahey. Adesso è il turno del Reverendo, ma fra poco pur di scroccare due bicchierini di Talisker 10 Years e una spagnola a un concerto lo vedremo sul palco con Deris, Kiske ed Hansen oppure alle backing vocals nei sofisticati Leprous. O magari potrebbe accorgersi che la fica – quand’eravamo giovini avevamo poco più che Karyn Crisis – ce l’ha tutta Michael Amott e cercarsi un bilocale termosingolo dalle parti di Halmstad.

Insomma, prima che diventi una vera e propria piaga sociale, invito voi tutti a farci le dovute segnalazioni qualora l’ex bello di Chocolat dovesse toccare il culo alla vostra dolce metà all’Hellfest, o magari occuparvi la sala prove all’orario in cui solitamente lo facevate da anni. Dategli una banconota da cinque, assecondatelo, ma non usate toni aggressivi con lui e piuttosto limitatevi a fare presente la sua posizione a Ciccio Russo. Il mondo del rock vi ringrazierà. (Marco Belardi)

2 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    2 dicembre 2017 17:22

    Io vi dico solo che il sessantanovenne Fournier giovedì a Milano ha dato grande prova. Chapeau.

    Mi piace

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