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R.I.P. Jack Bruce (1943-2014)

25 ottobre 2014

JackBruce_&_fretless_bass

Il giro di Sunshine of your love fa parte della cultura popolare tanto quanto il riff di Smoke on the water o l’“Hey Ho Let’s go” dei Ramones. E ogni bassista rock gli deve qualcosa. Perché fu soprattutto Jack Bruce, con il suo Fender e il suo retroterra jazz, a emancipare le quattro corde da quel ruolo di mero accompagnamento ritmico al quale erano state quasi sempre confinate fino a quel momento, almeno in ambito pop/rock, con fraseggi tecnici e dal forte impatto che il suo compagno di sezione ritmica, Ginger Baker, trovava esasperanti ai tempi della loro comune militanza nella Graham Bond Organization, divergenze creative che spesso sfociavano in violentissime risse sul palco.

I reciproci scambi di insulti e i coltelli sguainati durante le liti più accese non impediranno, però, a Baker di fare il nome di Bruce quando Eric Clapton, nel 1966, lo contattò per dare vita una formazione che, nella sua idea, avrebbe dovuto raccogliere la “crema” della scena britannica dell’epoca. Una tra le prime ‘super band’ a essere concepite come tali, nonché power trio per antonomasia, nella loro breve e fulminante carriera i Cream furono tra i gruppi che traghettarono il blues attraverso le nebbie psichedeliche degli anni ’60 per restituirlo al decennio successivo in quella veste elettrica e urticante che verrà denominata hard rock. Nel nuovo millennio il ritorno alla ribalta dello storico marchio, che si rivelerà effimero, oltre che per il desiderio di Clapton di concentrarsi su altri progetti, per il riesplodere degli eterni contrasti tra Bruce e Baker. I loro show di reunion al Madison Square Garden di New York, nell’ottobre del 2005, resteranno purtroppo gli ultimi.

Jack Bruce è morto di insufficienza epatica a 71 anni, nella sua casa del Suffolk. Si era sottoposto a un trapianto al fegato nel 2003, dopo essersi ammalato di tumore, un’operazione alla quale aveva rischiato di non sopravvivere a causa di un rigetto.

Lo ricordiamo con le riprese di uno di quei due concerti alla Royal Albert Hall di Londra che, nel 1968, segnarono l’addio alle scene dei Cream:

3 commenti leave one →
  1. Saebi permalink
    26 ottobre 2014 12:00

    Se ne va un pezzo di storia.
    Avrò avuto 16 anni quando mi regalarono il dvd del concerto alla Albert Hall, rimasi folgorato dalla musica dei Cream. Due anni fa ho avuto la fortuna di vedere Jack Bruce dal vivo a Perugia. Ancora rimango stupito dall’impatto che questo gruppo ha avuto sulla storia del rock. È noto che Clapton fosse un punto di riferimento per moltissimi chitarristi, ma gli altri due non erano da meno: Baker era l’idolo di John Bonham, e Geezer Butler ebbe a dire che, prima di vedere Bruce dal vivo, non aveva idea di quale fosse il ruolo dei bassisti in un gruppo rock.
    Vorrei ricordare anche Glenn Cornick, primo bassista dei Jethro Tull e altro grande strumentista del periodo a cavallo fra anni Sessanta e Settanta, scomparso ad agosto.

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  2. 26 ottobre 2014 16:36

    Pensavo che con la morte di Johnny Winter e Jimi Jamison e con la malattia di Malcolm Young avessimo toccato il fondo quest’anno, ma evidentemente al peggio non c’è mai fine.
    Che tristezza. A parte una cosa: questo articolo, che è scritto benissimo. Complimenti, Ciccio.

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