Wimps and posers leave the hall

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Prendersela con la gente che filma i concerti col telefonino è un po’ come stroncare un disco degli Emmure: troppo scontato perché ne valga la pena e sparare sulla croce rossa non mi diverte. Diciamo, però, che approvo nella forma e nella sostanza il wanker rivolto un anno e mezzo fa da Bruce Dickinson a uno spettatore che si era messo a cincischiare con lo smart phone per tre canzoni di fila e ritengo che lo stesso epiteto ben si attagli a chi si sente investito dalla sacra missione di infestare youtube con filmati traballanti dall’audio inascoltabile. Che, attenzione, qua nessuno vuole fare il tecnofobo talebano (sarebbe ridicolo da parte di chi, per hobby, porta avanti un blog), nemmeno il sottoscritto, che uno smartphone manco lo possiede (ma tra un po’ mi converto anch’io ché ho scoperto che ci posso mettere spotify). Nessuno se la prende con chi fa riprese professionali con apparecchi professionali che, anzi, mi fornisce pure un servizio. E, se vuoi filmare un brano per ricordo, è ok, non ti capisco perché quasi di sicuro verrà una merda e non lo guarderai mai più in vita tua ma vabbé. Ma, se invece di goderti il concerto – dimenandoti sotto il palco, cazzeggiando con gli amici nelle ultime file o bevendoti una birra tranquillo al bancone, come preferisci – te ne stai per tutta la sua durata con le braccia alzate brandendo il tuo cazzo di giocattolino, beh, non solo c’hai dei problemi seri in generale ma stai rovinando l’esperienza agli altri e a te stesso. È come se la tua ragazza si mettesse a mandare sms mentre ci fai sesso, per usare la riuscitissima metafora dal chitarrista dei Nile Karl Sanders, che ha affrontato la vexata quaestio in un’intervista a Metal Wani. Traduco integralmente il passo in oggetto perché ne condivido anche le virgole:

MW: come ti senti quando sei sul palco e vedi un mare di telefoni cellulari e fotocamere? Sono passati i giorni nei quali si vedevano mani che facevano le corna.

Karl: (ride) grazie per avermelo chiesto. C’è un mio pensiero in proposito che vorrei condividere con i fan perché non credo che i fan capiscano. Quando sei impegnato a filmare il concerto con il tuo telefonino o videocamera o quel che è, non sei parte del concerto. Non sei più parte dell’esperienza. Quando sei coinvolto nello show, stai ascoltando il gruppo, lo stai guardando, stai scapocciando, stai pogando, quindi sei parte di un’esperienza comune. Tutti noi siamo concentrati sulla stessa energia ed è un’esperienza incredibile. Puoi sentirlo, è reale, il gruppo e i fan si uniscono, sono una cosa sola. Quindi, quando vedo ragazzi che filmano il concerto, mandano messaggi et similia, stanno perdendosi un’esperienza meravigliosa, il che mi ferisce, mi scoraggia. È come se sei a letto con la tua ragazza e lei manda messaggini mentre state facendo l’amore. Mi infastidisce così tanto che se qualcuno lo fa di fronte a me gli strappo via il telefono. Se uno mi piazza la telecamera davanti alla faccia, gli dico ‘fanculo, vattene via, torna indietro di venti piedi’, perché la prima fila è per chi vuole essere coinvolto e, se stai mandando messaggini, stai fottendo un fan che vorrebbe stare più avanti per godersi la musica.

E insomma, amen. Davvero non mi sento di aggiungere altro. Anzi, sì, se state pensando che Karl Sanders è cattivo e maleducato perché manda affanculo i fan che gli piazzano lo smart phone davanti alla faccia, avete sbagliato blog. Anzi, avete proprio sbagliato musica.

14 commenti

  • AMEN!!!

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  • ma soprattutto: chi diavolo sono gli emmure?

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  • sergente kabukiman

    quanto cazzo ha ragione

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  • Premetto di essere completamente d’accordo. Anzi, quando sono a un concerto, spaccherei volentieri tutti ‘sti telefoni che si ergono.
    Ma, avendo assistito a molti concerti (e spettacoli teatrali particolari, tipo Fura dels Baus) durante i quali ho scelto di farmi avvincere completamente e molti altri in cui, per varie ragioni che sarebbe interessante analizzare, ho rinunciato a un coinvolgimento totale, mi chiedo: per essere fruitori di una esperienza artistica devo davvero lasciarmi coinvolgere? Fino a che punto? A volte non è meglio essere distaccati? Quali sono le ragioni che spingono a registrare con telefonini etc.? I gruppi in tutto ciò hanno delle ‘colpe’?

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  • Al concerto degli Slayer a Firenze(giugno scorso),uno stronzo ha perso l’iPhone nella bolgia delle prime file mentre riprendeva…Speravo ardentemente che lo trovasse.In frantumi.

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  • @Ignis: un coinvolgimento totale non è – come ovvio – sempre possibile, ma un coinvolgimento parziale o mediocre (che so, guardarsi il concerto da lontano bevendo una birra perché non siamo smossi più di tanto) è sempre un confronto, non l’autoimposizione di un’esperienza mediata in partenza
    @Aldo Pazuzu: uno che prova a riprendere con l’iPhone nelle prime file degli Slayer se la sta andando a cercare con il lanternino

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  • Sì, sono perfettamente d’accordo sulla perniciosità della mediazione. E’ decisivo il mezzo che si interpone e che, nel caso di telefoni etc., rappresenta un falso e discutibile distacco.
    Per passare alle ragioni, secondo me ci sono due lati della questione. Da una parte la voglia di presenziare agli eventi e di testimoniare la propria presenza: una condivisione con amici e parenti che rimane semplice informazione, lontana dalla comunicazione autentica. Dall’altra l’esigenza di fermare l’attimo (un modo, tengo a precisare, che non condivido: a me danno già fastidio le semplici foto…). Quest’ultima però quasi condivisibile: vado a vedere concerti che mi dicono essere sempre gli ultimi, vado a vedere gente già avanti con l’età e che rischia di non ripetersi a livelli accettabili etc.

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  • A tutto c’è un limite. Al concerto dei SunnO))), nonostante fosse una palla mortale, c’è stato un tizio che meritava la gogna: a metà sala del Circolo degli Artisti s’è messo a rispondere al telefono ALZANDO LA VOCE perché c’era un gruppo sul palco che si ostinava a suonare (più o meno). Era pure un ragazzo e a fianco c’era uno più sulla 40-50ina che gli ha strillato di starsi zitto. Una scena penosa.
    Al concerto folk di Michael Gira, tempo fa, c’era un ragazzino con cresta in prima fila che commentava coi suoi amici industrial e quel poraccio di Gira l’ha sgridato tra un pezzo e l’altro come avrebbe fatto/dovuto fare suo nonno.
    Ma la palma la vince il tizio che avevo a fianco agli Electric Wizard, s’era rimesso il giubbetto di jeans con le toppe metal di quando era ragazzino (e che non gli entrava più tanto) ed è stato tutto il tempo a guardare il concerto dallo schermetto del suo telefono. Non solo scegli di vedere il concerto rimpicciolito per chissà quale ragione quando ce l’hai davanti a grandezza naturale e hai pure pagato, ma poi quel cavolo di telefono te li restituisce i bassi che ti vibrano in gola? E lo stato depressivo post-concerto?
    Una volta mi è capitato persino un tizio che, durante una canzone che non riconosceva, invece che sentirla è stato il tempo a cercarla sul telefono su qualche sito che ti dà le discografie.

    Bisognerebbe fare la patente a punti pure per i concerti, dico io,

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    • sergente kabukiman

      cazzo i sunn 0))) hanno dei volumi infernali,che cazzo di gola aveva il tizio?

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      • Non so di solito, ma al circolo quella volta sembrava avessero microfonato la macchina del fumo tanto a tratti rompeva il cacchio, se la giocava con le chitarre. Per dire che i volumi non è che fossero chissà che.

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  • In effetti anche io quelli che stanno li’ a riprendere con il telefonino anziche’ godersi lo spettacolo non li ho mi capiti.

    A questo proposito, pero’, mi e’ capitato di assistere ad una scena interessante.

    Concerto di Paul Gilbert a Trieste. Ambiente intimo, poche persone, ma una discreta energia. In prima fila c’era una ragazzo di non piu’ di 20 intento a riprendendo con l’iPhone buona parte dello show. Finita una canzone Paul Gilbert si fionda sul ragazzo (per inciso il signor Gilbert e’ alto tipo 2 metri), gli strappa di mano l’iPhone e lo lancia con violenza dietro del quinte. Ora, il pischello stava facendo una cazzata, ma secondo Gilbert ne ha fatta una piu’ grossa.

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  • Condivido ogni singola parola. Il mio primo concerto monster of rock reggio emilia 1992 le uniche cose alzate erano le mani e le birre in onore dei nostri eroi e quando dimebag (rip) con il suo pizzetto fucsia sputava su di noi con riconoscenza contraccambiavamo. Per questo e per molto altro ancora e’ bello essere metallari

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  • Pingback: VADER/ VESANIA @Fabryka, Cracovia, 20.09.2014 | Metal Skunk

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