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Skunk Jukebox: guai a voi, anime prave

1 agosto 2013

caronte

Il prossimo album dei FLESHGOD APOCALYPSE sarà delicatissimo. Mafia, finora il loro apice, alzò un po’ troppo le mie aspettative per Agony, loro arrivo su Nuclear Blast: iperprodotto e ripetitivo, per loro la consacrazione, per me una delusione. Li attendiamo al varco tra pochi giorni con Labyrinth che, a quanto intuisco dai titoli, dovrebbe essere un concept sul ciclo mitologico cretese  (bravi). Questa Elegy ce li restituisce ancora più barocchi ma anche più capaci di gestire una materia sonora piuttosto complessa e, comunque la si pensi di loro, originale:

E restiamo nel GRA con un gruppo che, se frequentate i palchi capitolini, avrete incrociato almeno un paio di volte. Stiamo parlando degli EYECONOCLAST, che sbarcano pure loro in America con un contratto con Prosthetics, già label dei concittadini Hour Of Penance (dai quali ereditano il batterista Mauro Mercurio), che ha fruttato il notevole Drones Of The Awakening, loro opera seconda. Death metal violentissimo quanto intricato, che non lascia respiro tra esplosioni di ferocia inumane e deragliamenti quasi svedesi. Produce il chitarrista Stefano Morabito, dietro la consolle anche in Labyrinth. Beccatevi Rise Of The Orgamechanism:

Il death metal tecnico, dicevamo. Purtroppo non è tutto Atheist e Gorguts (a breve la recensione di Colored Sands, by the way). Negli ultimi tempi, quando si parla di technical death metal, ci si riferisce anche a una deriva masturbatoria del parossismo brutal che ha preso piede sia in America che in Europa, come testimoniano gli insostenibili Spawn Of Possession o i madrileni WORMED. Sarà un mio limite ma io questa musica non la capisco:

Da Exodromos, uscito lo scorso marzo su Willowtip. Qualora ‘ste cose vi garbassero, vi segnalo pure Symbiosis, debutto dei floridiani ABIOTIC, che innestano svarioni simil-fusion di marca ’90 con basso alla Steve di Giorgio su una base di riffacci meshuggosi e gli obbligatori breakdown deathcore. Ecco il video di Facades. Mah:

Più interessanti i REVOCATION, sebbene troppo chitarracentrici per i miei gusti. Chaos Of Forms mi era sembrato carino ma non mi è mai venuta voglia di risentirlo. Se apprezzate il genere più di me, concedete comunque un ascolto al loro omonimo quarto full. Mantengono un gusto melodico e una varietà di riferimenti che consentono di non addormentarsi tra uno sfoggio di virtuosismo e l’altro:

Dopo tutto questo death tecnico, ci vuole qualcosa di trucido per tirare il fiato. Tipo gli EXHUMED. Dall’imminente Necrocracy, che tratteremo più nei dettagli in seguito. Intanto potete ascoltarvelo tutti in streaming qui. Arimortis:

4 commenti leave one →
  1. fredrik permalink
    1 agosto 2013 11:17

    figata gli exhumed. assolo molto melodico, ma che è entrato tafolla?

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  2. 2 agosto 2013 20:02

    Un altro disco dei Revocation? Basta, non se ne può più.

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  3. Heisenberg permalink
    2 agosto 2013 23:59

    Non vedo l’ora della recensione del nuovo DEVASTANTE album dei Gorguts.

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Trackbacks

  1. EXHUMED – Necrocracy (Relapse) | Metal Skunk

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