3 INCHES OF BLOOD – Long Live Heavy Metal (Century Media)

Ogni volta che torno in Terra Madre, che Cristo sia nato o risorto, capita sempre di rivedermi con vecchi amici di liceo, che casomai non vedo da anni. Ora, odio questi amarcord. Perché il tempo passa e l’uom non se ne avvede e perchè i miei amici sono cambiati, forse in meglio, non lo so; hanno messo la testa a posto, sono diventati adulti. Mi guardano come il Perozzi viene visto da suo figlio. Questa volta è toccato a Luigi. Luigi vive a Milano, si sta per laureare in Architettura e, mi dice, è felicemente fidanzato con una ragazza greca che vive in Grecia, quindi se ne esce con qualche battuta sulla crisi, che vedrai ci tasseranno pure l’aria. Ah, ah, ah. Mi dice che se la vuole sposare. Luigi al liceo è stato insieme con una ragazza con l’eterocromia (insomma, gli occhi di colore diverso) e poi la lasciò perché le sembrava di stare con un animale. E lui gliela disse questa cosa, attenzione. Io ti lascio perchè a stare con te mi sembra di scoparmi un husky. Io e Luigi cominciammo a farci crescere i capelli insieme, cominciammo a vestirci come i Pearl Jam e a fumare le Winston blu, perchè Kurt Cobain fumava le Winston blu. Ascoltavamo a ripetizione Nevermind con le orecchie appiccicate alle casse. Uno di quei dischi ascoltati talmente tanto che impari i testi a memoria senza averli mai letti in vita tua. Passavamo le ore a litigare, perchè secondo me In Utero è più bello. Luigi una volta mi chiamò per dirmi che si era masturbato e lo schizzo era arrivato sul soffitto. E io prendo la bicicletta e mi faccio tre chilometri in venti secondi perchè dovevo vedere quella cosa idrofobica che resisteva imperturbabile alla forza di gravità. Quello fu un miracolo, due metri di gittata in verticale. Luigi è stato il primo essere umano che io abbia mai visto a darsi fuoco ad una scoreggia. Luigi si metteva i fischiabotti nel culo. Quando la professoressa chiese a Luigi della respirazione cellulare, lui tirò fuori il telefonino e cominciò a soffiarci sopra. Luigi in Spagna vomitò sui pantaloni di uno sbirro. Avevamo una band; lui ed io, insieme, provammo l’esperienza dell’enorme botta di adrenalina che hai quando sali per la prima volta su un palco e suoni tutto al quadruplo della velocità. My Generation durò un minuto.

Porto Luigi al pub dove, da giovani, abbiamo imparato a bere. Luigi mi dice che si sta divertendo ed è in serata, quindi ordina una birra piccola alla spina. Birra piccola. Cristo, questo si è dimenticato pure le regole base. La birra piccola è da donne. Come le Marlboro light. Come i Children of Bodom. Mi chiede come va, lui dice di avere un raffreddore pazzesco da almeno tre giorni. Io tutto bene, ho il fegato spappolato, ma tutto bene. Il mio conquilino si è preso la clamidia (occhio alle moldave) mentre l’altro ha una contrattura alla vertebra atlante perchè durante un concerto degli Tsubo un tizio si è buttato dal palco e l’ha preso con gli anfibi sul collo.

Ma capisco. Luigi ormai va a farsi gli aperitivi con analcolici alla frutta e piattini con la pasta fresca. Luigi vota PD. Io resto un grande fan dei bottiglioni da cinque litri di vino rosso a 5 euri. Io mi esalto come un animale quando si tratta di spammare un concorso che vuole la faccia di uno dei miei idoli stampata sulle code di un aereo o quando ascolto l’ultimo Cannibal Corpse, la conferma, l’ennesima, che questi non ci deluderanno mai. Io giro in macchina con gli Exploited a cannone e faccio le cornina alle vecchie. Luigi a capodanno va ai cenoni vestito in giacca, io faccio a Passatella fino alle sei del mattino, finché Stefano non si mette a litigare con un cactus e lo riempie di pugni. E poi lo portiamo al pronto soccorso perchè la mano gli era diventata enorme. Che cazzo si guarda quel cactus?! Ok, non ci eravamo limitati a bere. Luigi mi racconta una cosa figa su Maurizio Crozza; io non ce l’ho la televisione. Generalmente passo le sere ad ascoltare i Nile col Negro mentre beviamo camomilla, perché comunque siamo dei gran signori. Mi ha raccontato di un posto carino in zona Colli Albani a Roma dove fanno delle coppe di gelato gigantesche e c’è anche la possibilità di fare giochi di società.  Io ho spedito a uno sconosciuto un cd masterizzato con dentro i film porno di Gabriele Paolini che si mangia la merda, con bigliettino allegato: ‘Ciao Marco, sono Laura, ho trovato il video che cercavi, divertiti, baci’. E mi immagino Marco, se è sposato o meno, se ha dodici anni o settantatre. Se, grazie a me, il suo matrimonio è finito.

heavy metal is the law

Luigi parla di un sacco di cose di cui io non capisco nulla, gli chiedo se, stando a Milano, si è visto qualche bel concertone. No, non ascolta più musica, giusto quello che passa in radio. Ok, sempre meglio di ascoltare indie, però che palle. Poi Luigi se ne va, perchè domani è Pasqua e deve andare a messa con i suoi. Io sono andato con Luca in una fattoria e abbiamo provato a rubarci un cinghiale, ma non ci siamo riusciti.

Il nuovo disco dei 3 Inches Of Blood non si sposta di un millimetro dai precedenti, ed è bellissimo, il migliore dai tempi di Advance and vanquish. Heavy metal anni ’80 con venature speed/thrash così puro da sembrare quasi una parodia. Mentre riaccompagnavo Luigi a casa ho messo il disco a volume spropositato. Durante Leather Lord non ha resistito, ha abbassato il finestrino e ha mandato affanculo un passante. Long live heavy metal.

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