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Farflung // Black Rainbows // Last Movement @Sinister Noise, Roma, 29.04.2012

1 aprile 2012

Amico mio, stai per entrare in una valle di lacrime

E così finalmente ho conosciuto Ciccio Russo. Qualche settimana fa ho percepito anche il Bargone, ero esaltato come quando ho stretto la mano a Pupi Avati durante il Festival della Famiglia di Fiuggi. Mi sono sorbito una intera giornata in mezzo a boyscout, film orribili e simpatizzanti del Pdl in camicia a maniche corte, da solo, per poter incontrare la persona che ha diretto il più bel film horror di tutti i tempi; probabilmente lì in mezzo ero l’unico a sapere chi fosse realmente. Con Ciccio penso di essermi comportato in maniera più umana, al Bargone la prima cosa che ho detto è stata del mio amico a cui sta collassando l’intestino nello scroto. Chissà cosa ha pensato di me. Arriviamo al Sinister Noise con largo anticipo, e quindi cominciamo ad ubriacarci, come si fa tra persone per bene. I primi a suonare sono i Last Movement: originali e simpatici, con il loro noise rock che sprizza dark wave da tutti i pori, dimostrano di possedere un ottimo gusto negli arrangiamenti; forse non sarebbe male una seconda chitarra per rafforzare la parte ritmica, soprattutto nei momenti più d’atmosfera. Il bassista è uno strano incrocio tra un hipster crucco (cit.) e Barney Stinson.

Cambio palco, altra birra, il tempo di presentarmi per la dodicesima volta in vita mia col Pinna (Black Land/Doomraiser) e salgono sul palco i Black Raimbows, che da poco hanno presentato il loro terzo disco, Supermothafuzzalicious!!, che li conferma tra i migliori gruppi stoner dello Stivale dei maiali. Il pubblico è ancora abbastanza risicato, e la cosa non migliorerà dopo; mi chiedo come mai. Forse perché è giovedì sera, forse perché la gente preferisce stare col culo a casa a lamentarsi che non ci sono concerti. La loro è l’ennesima, ottima prestazione, attitudine rock trascinante e sudata che dà ancora più potenza alla trafila di riffoni stoner, richiami ’70 e divagazioni psichedeliche sparate in faccia senza pietà.

Heavy muthafuckin' baffi

It’s the groove man, it’s all in the groove. Sono giorni ormai che guardo in loop il video di Behind the line e poi mi chiedo chi è la bonazza che compare alla fine. Finito il concerto Ciccio si è comprato il loro ultimo disco ed io una maglietta verde fosforescente. Supportare i Black Rainbows: questo è bene. Il cambio palco è stato inventato per avere il tempo di comprare un’altra birra, ed io e Ciccio non andiamo contro la regola. Attaccano i Farflung, forse la migliore band space rock dell’Universo in questo preciso spazio tempo. Quando partono con Endless Drifting Wreck, mi ritrovo con un’erezione nelle mutande. Non capisco perché restino un gruppo così underground, probabilmente è anche dovuto ai loro scombussolamenti nella formazione, o all’attesa di sei anni per l’ultimo disco, A wound in eternity, che forse è anche il più bello ma è del 2008. Però meriterebbero molto di più. E’ addirittura difficile trovare loro informazioni su Internet, quando persino gli Urtikaria Anal hanno una pagina su Wikipedia. Credo che i Farlfung siano la migliore evidenza sulla validità della teoria delle superstringhe; perché, di sicuro, vivono in qualcuna delle fatidiche altre 22 dimensioni arrotolate tra di loro, nello spazio di Calabi-Yau. Ci sono scienziati sotto il Gran Sasso che tentano di sparare neutrini a velocità superiori a quella della luce, coperti da un chilometro di roccia per proteggersi dai raggi cosmici, quando gli basterebbe guardarsi un concerto. Ascoltando i Farlfung, io vedevo quanti, miliardi di quanti che cambiavano colore. Stoner rock con vibrazioni spaziali alla Hawkwind, krautrock con le chitarre effettate, rumori spaziali psichedelici dai sintetizzatori e melodie ipnotizzanti; e in tutto questo casino di riverberi e delay, loro riescono ad essere divertenti, facilmente ascoltabili ed estremamente semplici. Davvero meraviglioso.

Per concludere un plauso va al Sinister Noise per aver organizzato un programma di concerti da dieci e lode; e se vi decidete ad alzare il culo, è ancora meglio. (Masticatore/ Foto di Francesco D’Alonzo)

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