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Too tough to die: nuovo singolo degli OVERKILL

1 marzo 2012

Ci sono poche cose certe a questo mondo. La prima è che tutti noi prima o poi dovremo morire, e vabbé. La seconda è che, finché reggerà loro la pompa, ogni due anni circa gli Overkill usciranno dalla loro fogna nel Bronx per vomitarci addosso una nuova colata di urticante violenza. Fenomenale fino a The Years Of Decay (poi c’è chi ama alla follia Horrorscope ma dipende dalla scuola di pensiero), la gang dell’immarcescibile DD Verni è riuscita ad attraversare i lustri successivi con una caparbietà e una continuità (stiamo parlando di gente in grado di pubblicare quattro full, un live e un paio di mini in un arco di tempo che ai Testament sarebbe a malapena sufficiente per tirare fuori un Lp) tali da far impallidire qualsiasi altra vecchia gloria del thrash americano.

Chi non scomparve durante il grande riflusso dei primi ’90, travolto dal ciclone di Seattle, tentò in un modo o nell’altro di restare a galla aggiornando maldestramente il proprio suono, negli anni in cui Dimebag Darrell insegnava al mondo una maniera di suonare la chitarra mai sentita in precedenza.  Gli Overkill no. Per quanto avessero tentato nuove strade già da I Hear Black – all’epoca una piccola pietra dello scandalo – evolversi e aggiornare la propria formula senza snaturarla fu per loro, tutto sommato, abbastanza semplice. Forse perché venivano da New York, un contesto sia musicale che sociale completamente diverso dalla Bay Area, e il crossover (inteso anche e soprattutto in questo senso) lo avevano nel Dna anche più dei concittadini Anthrax, salvati dall’essersi imbattuti in un certo John Bush un minuto prima che tutto crollasse. Dischi come The Killing Kind e From The Underground And Below avevano sì un sound più moderno ma non passava per l’anticamera del cervello a nessuno di dire che gli Overkill si fossero sputtanati.

Nella musica, a differenza di quanto avviene nella vita, la coerenza non è mai un valore in sé ma l’ostinazione con la quale Bobby ‘Blitz’ Ellsworth (un uomo che, sopravvissuto a un infarto sul palco, dichiarò che un colpo durante un concerto non sarebbe stata male come morte) e compagni hanno sempre continuato ad andare avanti ha pochi eguali nella storia dell’heavy metal. Non vi mentirò affermando di averli sempre seguiti con immutata attenzione, e nemmeno il fan più sfegatato considererà memorabile ogni loro singola uscita, per quanto anche nel corso dell’ultimo decennio siano stati in grado di sferrare devastanti e inattesi colpi di coda come Necroshine o lo stesso, recentissimo Ironbound. Ma quel teschio con le corna e le ali di pipistrello è una presenza rassicurante che ci accompagna da una vita, come Eddie, Vic Rattlehead o lo snaggletooth dei Motorhead, ed è sempre bello rivederlo svolazzare.

The Electric Age, dal quale è stato estratto il singolo di cui sopra, uscirà il prossimo 30 marzo su Nuclear Blast. E chi li ammazza a questi. (Ciccio Russo)

9 commenti leave one →
  1. Helldorado permalink
    1 marzo 2012 10:22

    Oro colato ‘sto post cacchio, oro colato!
    Grandissimi Overkill, “metallodiciottodiecigarantitoavita”!!!

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  2. sergente kabukiman permalink
    1 marzo 2012 12:35

    si ma sta nuclear blast ha un po’ rotto con questi suoni freddi e uguali per tutte le bands..parere mio

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    • Piero Tola permalink
      1 marzo 2012 13:10

      non sai quanto mi stanno sul cazzo!
      altri tempi quando non erano ancora la macchina da soldi che sono oggi e li sostentavamo noi comprando la loro roba allora sconosciuta tipo Benediction o Gorefest….
      manco io sono un fan dei suoni di oggigiorno, cmq questo Overkill sembra carino… anche meglio di Ironbound forse….
      è presto per dirlo (con una sola canzone), però….

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  3. Stefano permalink
    1 marzo 2012 22:42

    A fine giugno suonano in SARDEGNA con gli exodus…

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  4. passoaprendertistasera permalink
    3 marzo 2012 18:46

    E’ vero.I suoni sono sempre gli stessi,però amo gli Overkill.Chi può andare a vederli live,non perda questa occasione perche spaccano davvero i culi. p.s. Horrorscope è una figata!

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