LEZIONI DI CIVILTA’: prete donna inglese: “I cristiani imparino dai metallari”

L’Heavy Metal? Una musica che, grazie alla sua “liberatoria teologia delle tenebre“, aiuta i suoi seguaci a vivere felici facendo prendere loro coscienza del lato oscuro della natura umana. Niente da dire, parole condivisibili, in grado di spiegare con sintesi ed efficacia parte della filosofia alla base della nostra musica. A pronunciarle non è però un addetto ai lavori impegnato nella solita difesa d’ufficio di fronte al Carlo Climati di turno bensì… Un prete. Un prete donna. Trattasi del reverendo Rachel Mann (la chiesa anglicana consente il sacerdozio femminile), che cura le anime dei fedeli della chiesa di Saint Nicholas in quel di Burnage, un ridente sobborgo di Manchester. In un articolo apparso sul settimanale Church Times e poi ripreso dal serissimo quotidiano britannico Daily Telegraph, la donna, metallara dichiarata, non si limita a respingere le accuse di traviare i gggiovani spesso rivolte al metallo, ma si spinge ben oltre. Secondo lei addirittura la comunità cristiana avrebbe molto da imparare dall’heavy metal. Sentite qua. 

“Come prete, come musicista e come heavy metal fan, mi colpisce come la Chiesa, soprattutto in questi tempi disperati, abbia una seria lezione evangelica da imparare dalla musica più oscura e pesante” in quanto le canzoni del nostro genere preferito “non hanno alcun timore di parlare di morte, violenza e distruzione“. E ancora: “La tendenza di questa musica ad affrontare tematiche nichiliste e, a volte, estremamente spiacevoli permette ai suoi fan (descritti come persone “leggiadre, ospitali e gentili“… Beh, signora, ora sta un po’ esagerando) di accettare il prossimo in un modo tale da far impallidire molti cristiani” e “il rifiuto del metal di reprimere le cupe e violente verità della vita libera i suoi fan e li rende gente più rilassata e divertente“.  Insomma, il metallo come colossale Memento Mori, che ricorda a noi tutti la nostra natura finita e mortale. E il legame con la religiosità cristiana d’altri tempi, prosegue il reverendo Mann, è evidente anche nei grandi festival come il Sonisphere (dove il nostro prete preferito racconta di essersi recata il mese scorso per vedere gli Iron Maiden), che non sarebbero altro che la riedizione di ricorrenze medievali albioniche come la Feast of Fools. Ma come la mettiamo con le bestemmie, le croci rovesciate, i caproni a vanvera, i santi sbudellati in copertina? Sorella Mann ha le idee chiare. “Solo finzione e desiderio di shockare“, afferma, citando testualmente le liriche di Skeleton Christ degli Slayer. Quante volte avete provato a spiegarlo a vostra zia? Che dire, reverendo, oggi stapperò una birra alla sua salute, e sappia che se un giorno decidessi di abbracciare la fede non avrei dubbi su a chi rivolgermi. (Ciccio Russo)

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