KARMA TO BURN – “Appalachian Incantation” (Napalm Records)

Dopo il successo del reunion tour dello scorso anno e del conseguente dvd live, i Karma To Burn hanno deciso di dare seguito alla loro discografia oramai ferma da quasi un decennio. Dove il tour si era rivelato un successo (dal vivo spaccano, punto) questo album si rivela invece un mezzo passo falso. Il problema, più che dalla performance della band, è dato dalla natura limitata e immobile della loro proposta. In un certo senso non si tratta di un problema nuovo ma di un aspetto con il quale la band ha sempre dovuto convivere: un approccio minimale e oltremodo semplificato, brani svuotati di pressoché tutto ciò che non sia il riff, i numeri al posto dei titoli eccetera eccetera. Sia chiaro, i brani sono sempre massicci e i riff sono sempre possenti però è tutto molto prevedibile e onestamente c’è una certa difficoltà a distinguere un pezzo da un altro (30?, 44?, 10?). C’è poi un altro (e forse maggiore) problema che, seppur non direttamente legato alla vicenda dei Karma To Burn, contribuisce non poco a limitare il valore di “Appalachian Incantation”; ovvero che il rock strumentale (in una gamma che va dai Mogwai ai Misantropus) ha conosciuto nell’ultima decade uno sviluppo esponenziale ed ha visto il succedersi di svariati album capolavoro che lo hanno reso un genere più complesso e maturo da quello che era precedentemente. E quindi nei KTB oggi non rileviamo neanche più quella che era la originaria peculiarità della proposta. Ulteriore motivo di riflessione è dato dal fatto che i due pezzi migliori sono quelli con cantato ovvero: “Waiting on the The Western World” in cui alla voce compare Daniel Davis dei Year Long Disaster (altro progetto del bassista Rich Mullins), e poi “Two Times” (presente solo nella versione con bonus cd) che vede Mr. John Garcia alla voce ed è risalente alle antiche sessions del gruppo con l’ex Kyuss in formazione. In ogni caso “Appalachian Incantation” sarà una buona scusa per un nuovo tour e quindi per un’ulteriore occasione di vederli in azione dal vivo. (Stefano Greco)

8 commenti

  • Peccato, copertina stupenda…

    "Mi piace"

  • karma to kacca sarebbe un nome più appropriato

    "Mi piace"

  • @Leonardo: no, sbagliato. intanto sarebbe più divertente Kacca to burn, ma a parte quello KTB è un GRUPPONE (in scioltezza nella top ten dei concerti del 2009 con due date)

    …e cmq il disco è molto meglio di come lo si dipinge, ha una gran botta. che rimanga scioltissimo e diretto, senza tutte le varie bestemmie da rock strumentale tra post e prog e resto del mondo, è un pregio gigantesco.

    "Mi piace"

    • kacca to burn è un ottimo nuovo moniker ;-)

      @kekko il disco (e parlo da fan) non mi ha convinto, diciamo che ad iniziali facili entusiasmi sono subentrate (amplificate) la perplessità di fondo che ho sempre avuto sulla band.
      poi da entusiasta del riff è chiaro che lo apprezzerò sempre di più di qualunque masturbazione prog (sulle critiche al ‘post’ sono molto meno d’accordo).
      che AI abbia botta l’ho anche scritto, è che obbiettivamente mi sembra una band senza sbocchi, bloccata in un canone auto-imposto.
      comunque grazie per il feedback, sempre apprezzato.
      bella

      "Mi piace"

  • Kakka To Burn?? Ma dico, siete scemi? Questa è una grande band, Cristo…Non son mica gli Artic Monkeys o i Paramore!

    "Mi piace"

    • Quoto Crust! Questo è un grande gruppo, e il loro disco di esordio uscito con, udite udite, la roadrunner records, è un capolavoro! … tra l’altro è l’unico disco tutto cantato, con la voce più allucinata che la mente umana possa concepire ( impaled nazarene a parte ).
      Appalachian incantation non è una pietra miliare dello stoner rock, ma i KtB hanno qualcosa di magico ( no, non parlo dei funghetti ) e dal vivo spaccano di brutto!

      Li ho visti a Prato qualche mese fa ..si si a Prato, avete capito bene :) e l’unica cosa che hanno detto al microfono è stato prima di iniziare il concerto:” Fuck you, this is karma to burn!!! ”

      10 e lode!

      "Mi piace"

  • Pingback: KARMA TO BURN – V (Napalm) « Metal Skunk

  • Pingback: Music to light your joints to #3 – i dischi perduti « Metal Skunk

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...