Avere vent’anni: ROTTING CHRIST – Khronos
In tutta l’ampia discografia dei Rotting Christ, Khronos è tra i pochissimi che ascolto molto di rado. Il problema non è il suono ma i pezzi
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In tutta l’ampia discografia dei Rotting Christ, Khronos è tra i pochissimi che ascolto molto di rado. Il problema non è il suono ma i pezzi
Continua a leggereIn fondo io sono una persona semplice e romantica. Non c’è bisogno di chissà che per emozionarmi e farmi battere forte il cuoricino: un tramonto sul mare, uno yorkshire che si stiracchia, gli spaghetti con le vongole, il black metal greco. Potrete quindi immaginare come i miei occhi siano diventati umidi e gonfi quando ho saputo dell’uscita dell’EP di debutto
Continua a leggereRecentemente è uscita un’interessantissima biografia autorizzata dei Rotting Christ, chiamata Non Serviam, che aiuta a vedere da un’altra prospettiva la discografia dei fratelli Tolis. Ne parlerò più approfonditamente in sede di recensione, ma nello specifico ci interessa un dettaglio molto importante che fa da fondamento teorico a qualsiasi discorso intorno al presente tredicesimo disco della band greca. E cioè: c’è
Continua a leggereHo sentito la necessità di scrivere un nuovo episodio di Skunk Jukebox dopo aver letto che i VISIGOTH hanno fatto uscire un video per Traitor’s Gate, di gran lunga il pezzo migliore dell’ultimo Conqueror’s Oath nonché una delle mie canzoni preferite dell’anno passato. Loro sono un gruppo caruccio ma piuttosto sopravvalutato, quantomeno perché per qualche motivo sono tra i pochissimi
Continua a leggereCulmine del periodo gotico dei Rotting Christ e, per chi scrive, miglior album di quella fase, Sleep of the Angels viene immediatamente dopo quell’A Dead Poem che li proiettò altissimo, con un tour infinito e una quantità di copie vendute impressionante, che la band di Atene non avrebbe mai più replicato. Ormai solidamente una one-man band, con Sakis a occuparsi
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