Avere vent’anni: MASTODON – Leviathan
Il disco più celebrato della band di Atlanta raccontato da un fan integralista come Venturini e da Mazza che, invece, non li ha mai compresi né sopportati.
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Il disco più celebrato della band di Atlanta raccontato da un fan integralista come Venturini e da Mazza che, invece, non li ha mai compresi né sopportati.
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Un disco da sentire in macchina col gomito fuori dal finestrino, che prende un po’ da Remission e un po’ da Crack the Skye facendo la gioia di chi già aveva apprezzato il precedente.
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Quello del quartetto di Chicago è un doom progressivo da ascoltare con attenzione, e il quinto album The Glass Garden riesce finalmente a trovare una maggiore coerenza interna.
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Arrivano archi, orchestrazioni, momenti di apparente quiete, atmosfere più dilatate. Il culmine del cammino evolutivo dei californiani.
Continua a leggereSe negli anni Ottanta il metal si evolse per progressiva estremizzazione, nei decenni successivi lo avrebbe fatto per contaminazione. Un discorso che vale anche per gli ultimi due o tre lustri nei quali, secondo la vulgata, non sarebbe “stato più inventato nulla” ma in concreto sono progressivamente cadute le barriere con generi come l’hardcore, il post rock, lo shoegaze, fino
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