Buon Compleanno, Nonno Theobald! Speciale ERICH ZANN

Il 20 agosto 1890 nasceva Howard Phillips Lovecraft. Per festeggiarlo oggi, lasciamo un momento Cthulhu adagiato al fresco, sul fondo del Pacifico, e ci avventuriamo in Rue d’Auseil, strada impossibile da trovare sulle mappe, comunque al piano più alto di una delle sue case, per ascoltare uno dei concerti più terrificanti della storia della letteratura. The Music of Erich Zann fu scritto nel dicembre 1921 e apparve per la prima volta su The National Amateur nel marzo 1922; nel maggio 1925 sarebbe arrivata la ristampa su Weird Tales. Fra i racconti di Lovecraft è l’unico in cui la musica è più concretamente protagonista e diventa il tema portante: un musicista, il suo strumento e qualcosa che risponde alla sua musica. Si tratta anche uno dei rarissimi racconti dei quali l’Autore, campione mondiale di autocritica, si dichiarò apertamente soddisfatto. In una lettera del 31 agosto 1931 all’amico Maurice W. Moe lo definì “a favorite of my own”. Durante la vita di Lovecraft fu inoltre uno dei pochi a essere pubblicati in un libro: Dashiell Hammett lo incluse nell’antologia Creeps by Night, uscita nel 1931, e l’anno seguente arrivò addirittura sull’Evening Standard di Londra.

La trama: Erich Zann è un vecchio musicista tedesco e muto, suonatore di viola in una miserabile orchestra teatrale. Di notte, però, nella sua mansarda suona tutt’altra musica. Il narratore ne ascolta armonie che non assomigliano a nulla di conosciuto, vibrazioni che sembrano non appartenere alla Terra e sonorità di una potenza quasi sinfonica, inconcepibili per un solo strumentista. In breve, però, comprende che Zann non sta semplicemente suonando, ma sta combattendo qualcosa. Da qualche parte, oltre la finestra che il musicista non vuole assolutamente aprire, arriva una seconda musica, che lo terrorizza e che lui vuole tenere lontano, oppure coprire. Questa è un’idea straordinaria: una musica indescrivibile opposta a un’altra musica altrettanto indescrivibile. Nel minuscolo appartamento di Zann si svolge un duetto infernale, nel quale uno degli esecutori resta ignoto. Sappiamo soltanto che, quando la finestra finalmente si spalanca, fuori non c’è più la città: c’è uno spazio nero, infinito, vivo soltanto di movimento e di quella musica beffarda e minacciosa. Per non rovinare il finale a chi ancora non conoscesse la storia, basti dire che resta l’angosciante certezza che la minaccia non sia stata sconfitta: cosa alla quale, del resto, Lovecraft ci ha ben abituati.

Il racconto ha anche generato la curiosità di qualche musicologo, per esempio Graeme Dyck, che ha messo in relazione le composizioni successivamente ispirate a Erich Zann a stili e temi compositivi chiamati di ombra, associati al soprannaturale e dagli effetti inquietanti, e di tempesta, caratterizzati da contrasti violenti e improvvisi. L’orrore cosmico espresso in diverse musiche ispirate a Erich Zann conterrebbe entrambe queste caratteristiche e inoltre toglierebbe all’ascoltatore qualsiasi terreno armonico, metrico o percettivo stabile. Ma fermiamoci qui: è il compleanno di Lovecraft, mica un seminario, per cui se volete potete leggere il suo Music of Contingency: A Musical Topic of Cosmic Horror in Depictions of “The Music of Erich Zann” pubblicato su Nota Bene, 2022. Adesso qui passiamo agli ascolti, perché da decenni parecchi musicisti hanno provato, più o meno incautamente, a immaginare che cosa stesse davvero suonando Erich Zann. Vi proponiamo una selezione dei più significativi:

Raymond Wilding-White, The Music of Erich Zann – A Gothic Tale for Violin and Tape (1980). Violino ed elettronica, probabilmente uno dei tentativi più interessanti proprio per il contrasto fra strumento reale e sorgente sonora invisibile.

Univers Zero, La musique d’Erich Zann (1981), dall’album Ceux du Dehors. Li abbiamo già incontrati nel sesto episodio della rubrica lovecraftiana. Tre minuti e mezzo di improvvisazione collettiva: i musicisti lessero il racconto e improvvisarono in studio cercando di tradurlo in suono.

Mekong Delta, The Music of Erich Zann (1988). Questo disco lo abbiamo descritto nel decimo episodio della rubrica. Qui non abbiamo un semplice brano ma un intero album, uno dei primi grandi incontri fra Lovecraft e progressive thrash metal.

Michael Brückner, The Music of Erich Zann (2002), elettronica ambient, dall’album The Outsider.

Forma Tadre, The Music of Erich Zann (2008), elettronica.

Fiume Nero, La Musica di Erich Zann (2021), black death dall’album Lovecraft Cap II.

Il compositore ucraino Alexey Voytenko ha fatto ancora di più, trasformando Zann in un vero progetto compositivo protratto per anni: The Music of Erich Zann per violino solo (2009), per contrabbasso solo (2010) e per violoncello solo (2016), oltre a prologo, epilogo e successive pagine per archi. Sono tutte individuabili su YouTube.

… E poi, per chi vuole spingersi ancora oltre: Nicolas Bacri, La Musique d’Erich Zann, op. 19 (1986), per violino solo; Stephen Tosh, The Music of Erich Zann, per pianoforte e violoncello, documentato almeno da un’esecuzione del 1999; Revocation, Madness Opus (2014); The Darkest of the Hillside Thickets, Erich Zann (2017); I Monster, The Music of Erich Zann (2017); Michael J. Evans, String Quartet No. 1: The Music of Erich Zann

In conclusione, è incredibile la quantità di musica che ha generato e che stia ancora generando la Rue d’Auseil. Nell’ambito più vasto della musica lovecraftiana, Erich Zann rappresenta un sottogenere a parte, prolifico e trasversale, capace di attraversare musica contemporanea, elettronica, progressive rock, metal e territori ancora più marginali. Non sarà la vera musica di Erich Zann, ma il tentativo di immaginarla ha prodotto idee nuove, spesso audaci ed è proprio per questo che ci piace così tanto.

Buon compleanno, Howard. E stanotte, se potete, tenete chiusa la finestra. (Stefano Mazza)

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