Skunk Jukebox: Evil Warrior, Midnightmares e Miscreance

I colleghi, qua in redazione, mi prendono sempre in giro perché per me la felicità sono un disco dei Mercyful Fate, un panino al prosciutto e un riff strappamaroni senza troppi fronzoli. Che poi, cosa ci sarà da prendere in giro? Si guardassero in casa loro, quegli infingardi.

Ogni tanto mi capita di bazzicare Bandcamp o altre pagine/siti dove si consigliano o promuovono gruppi giovani e nuovi. Nuovi ma vecchi, molto spesso. È tutto un “se ti piacciono questi, allora prova questi altri”, ecc. Sembra essere la didascalia adatta per i cileni EVIL WARRIOR: se vi piacciono i calci in bocca, i mostri disegnati a matita da un preadolescente, il satanismo un tanto al chilo, ecc. ecc., allora gettatevi a pesce su questo Thrash Metal Hunter (!), unico e solo vagito discografico della banda. A discapito del primo impatto generato dalla “confezione”, volutamente lo-fi e nostalgica dell’epoca dei nastri che si consumavano dagli ascolti ripetuti, gli Evil Warrior fanno tremendamente sul serio. E infatti il risultato è lo stesso: seppure in maniera virtuale, questi file contenuti nell’Ep li ho consumati, nelle settimane passate. Non riuscivo proprio a starne lontano.

Pezzi tiratissimi a lunghi tratti strumentali, dove quello che conta veramente è la violenza pura e semplice, ma non sempliciotta. La cover finale di Death Squad dei veterani teteski di Cermania Darkness è una più che evidente dichiarazione di intenti: quella di farvi scapocciare anche se, come me, non avete più i capelli.

Cambiando completamente continente, ci rioccupiamo ora dei cagliaritani MIDNIGHTMARES, di cui avevamo già parlato in occasione del loro EP di debutto. Quei pezzi erano frutto di anni di lavorazione e affinamento in studio, un’operazione che è continuata, portandoci a questo nuovo pezzo singolo, intitolato appunto Midnightmares. Dimostra una crescita che a questo punto, essendo costante, fa domandare cosa sentiremo in un ipotetico full che si spera di prossima realizzazione. La falsariga è quella di un suono che ancora una volta accontenta il thrasher nostalgico così come quello a cui piacciono soluzioni un po’ più moderne, ma quello che colpisce di più è il maggiore dinamismo di questo pezzo rispetto ai precedenti, ben ragionato ed eseguito con perizia. Attendiamo fiduciosi.

Ultimi ma non ultimi, habemus tre tracce nuove dell’imminente – quello sì – album dei toscano-veneti MISCREANCE, che si dovrebbe intitolare Reminiscence e dovrebbe uscire a giorni. The Moaning Hill, il primo della lista, inizia con quello che non si capisce bene se sia uno skank beat intervallato da rullate frenetiche oppure un tempo dispari. Sfocia comunque in un esercizio cervellotico (in senso buono!) e coinvolge come già coinvolgeva il loro debutto Convergence, ormai di quattro anni fa. I nostri amici nutrono un evidente e sanissimo culto dei Pestilence a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, la loro epoca indiscutibilmente migliore. Ma ci aggiungono degli elementi ancora più progressivi senza snaturare minimamente una certa e necessaria violenza di fondo. Tutti elementi che rendono questo genere il migliore dei generi possibili, di questi tempi. E devo dire che loro e i polacchi Species sono i due gruppi europei forse più interessanti degli ultimi anni, in tal senso. Noi continuiamo a seguirli e vi aggiorneremo anche sul nuovo disco, naturalmente. (Piero Tola)

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