Tag Archives: Once upon a time in Norway

Once upon a time in Norway #22 – Recuperone di fine (si spera) lockdown

Fa un po’ impressione tornare a questa rubrica (aggiornata il 6 febbraio scorso) dopo tutto il casino che è successo. E non perché non ci fossero cose da dire, ma lo spleen era tale che proprio non me la sono sentita. Insomma, qui in Norvegia è andata decisamente meno peggio che in Italia, sperando di non parlare troppo presto; dal

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Once upon a time in Norway #21 – No kids / No dogs / No credit cards / No flash photography

Il giornalismo gastronomico, quando è ben fatto, è un’arte rara. Essendo cresciuto con le recensioni di ristoranti e alberghi di Edoardo Raspelli sulla Busiarda, ho sempre provato un sadico gusto a leggere le stroncature per via di un bagnetto cieco in camera o della scortesia del personale, prontamente trasmutata in affettato interesse una volta riconosciuto il giornalista prenotato sotto falso

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Once upon a time in Norway #20 – Giochi per bambini, rituali per adulti

Dei Tusmørke ho parlato cinque anni fa in questa occasione. Non starò a ripetermi elogiando il progetto – approssimativamente descrivibile come un incrocio tra Circulus e Blood Ceremony, con un tocco di folk horror – ma un aggiornamento su di loro, alla luce del nuovo album Leker for barn, ritualer for voksne è davvero necessario. In un certo senso scopro

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Once upon a time in Norway DENMARK #19 – Metal Magic Festival @Fredericia

“Amò, ma un weekend lungo in Danimarca? C’è sto paesino sul mare, Fredericia, parchi giochi, fattorie aperte, facciamo giocare la bambina, facciamo il bagno…” “Perché no? Sì.” SÌ. La risposta più ambita e inaspettata da parte di una moglie, quella che ti fa cambiare idea su tutto e guardare al mondo con letizia. Nel giro di un’ora prenoto viaggio e

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Once upon a time in Norway ICELAND #18 – Reykjavík Punx

L’Islanda è una strana faccenda. Culla di una delle più grandi – se non della più grande – tradizioni letterarie medievali, poi preoccupatissima di essere considerata un paese europeo e non selvaggio come la vicina Groenlandia, in seguito finita, suo malgrado, in prima linea nella Guerra Fredda, infine protagonista di uno dei più grandi tuffi carpiati con atterraggio de panza

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