Occasioni sprecate: OBSCURA – A Sonication
Il gruppo tedesco tira fuori un disco senza idee, in cui tutto sa di già sentito. Eppure un tempo erano assai gagliardi.
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Il gruppo tedesco tira fuori un disco senza idee, in cui tutto sa di già sentito. Eppure un tempo erano assai gagliardi.
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Un lavoro in cui si arriva alla luce attraverso la sofferenza, e che conferma l’incapacità degli scozzesi, sempre più a loro agio con gli elementi pop, di scrivere un disco brutto.
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Una formazione che rende al meglio, un approccio più ragionato e la stabilità mentale dei cinquant’anni. Ascoltarli è sempre un piacere.
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Si chiama Bone Collector, ma, come sempre, ci dimenticheremo della sua esistenza tra una decina di minuti. A questo punto vale la pena chiedersi se, tra le vecchie glorie tedesche, siano loro quelli finiti peggio.
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Victor Griffin ha gettato la spugna e il cantante, sopravvissuto a oltre mezzo secolo di abusi spaventosi, torna con una formazione tutta nuova. Il risultato è un po’ troppo solare e ripulito ma i riffoni ci sono.
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