Tibor Hanyi, la macchina da riff ungherese
Tibor Hanyi è una macchina da riff. Punto. È qualche anno che lo seguo e il suo stile mi è sempre piaciuto. Negli ultimi tempi però è migliorato a tal punto da sfornare tre dischi notevoli con altrettante band e, quindi, non si può evitare di dedicargli un articolo intero. Partiamo dalla band con l’uscita più recente e andiamo a ritroso.
I CRYPTWORM nascono come duo ad opera di Hanyi e del batterista Joe Knight, il quale uscirà dalla band dopo il debutto Spewing Mephitic Putridity del 2022. Oltre a rimpiazzare il batterista, a quel punto, Tibor aggiunge anche un bassista (Joss Farrington, chitarrista dei Cryptic Shift). Diventati un trio, incidono nel 2023 il secondo Oozing Radioactive Vomition, che è già meglio rispetto al buono ma ripetitivo esordio. A marzo di quest’anno escono con il terzo album, dal titolo Infectious Pathological Waste, che, finalmente, è un bel disco dall’inizio alla fine. I Cryptworm hanno raggiunto uno stile tutto loro, certo influenzato dai Demilich, con riff circolari ripetuti ancora e ancora e ancora. Rispetto ai Demilich però i Cryptworm usano strutture più semplici e cambi ritmici classici, ovvero blast beat, mid tempo e tupa tupa. Potreste trovare anche rimandi agli Autopsy o al death di Stoccolma. Al di là di questi riferimenti, i Cryptworm ormai camminano con le proprie gambe. Le canzoni di quest’ultimo lavoro gli sono venute tutte bene, senza fronzoli, sono divertenti e i riff sono proprio fichi. Certo, in giro c’è roba più originale di titoli come Drowning in Purulent Excrementia o Gastrointestinal Seepage, però Hanyi ha un growl talmente grave che potrebbe pure cantare Shakespeare, tanto non cambierebbe niente. Non escludo possa essere il mio disco dell’anno.
Altra cosa invece sono i ROTHADÁS, duo con il quale il nostro amico si dedica a un più articolato death doom da caverna. Töviskert… a kísértés örök érzete… lidércharang, uscito a marzo del 2025, è la loro seconda opera. In questa band suona basso e chitarra, mentre la batteria e la voce sono opera di Lambert Lédeczy (che troveremo anche più sotto). Più death e meno doom rispetto all’ esordio, si tratta di un buonissimo disco con alcuni piccoli dettagli, tipo i testi in ungherese, che danno personalità. L’atmosfera, malinconica e cimiteriale, prevale sulla melodia, come in molti altri lavori del genere d’altro canto. Ho come l’impressione che l’impegno richiesto per scrivere la musica dei Rothadás abbia poi fatto migliorare lo stile di Hanyi anche su cose più semplici, tipo i Cryptworm per l’appunto.
Hanyi, con lo pseudonimo di Disguster, sempre insieme a Lédeczy, qui col nome di Blasphemy, e tale Churchburner al basso, ha poi un progetto niente male chiamato COFFINBORN. Questa band sta più su uno stile death di Stoccolma, simile ai primi Grave. L’unico disco finora pubblicato è Cadaveric Retribution del 2023 che, pur non essendo proprio originalissimo, rimane comunque un buon lavoro, tutto sommato.
Per finire, sempre con gli stessi tizi dei Coffinborn più un altro paio di individui suona nei MÖRBID CARNAGE, che dopo aver pubblicato il secondo album nel 2012 hanno fatto uscire tre EP di cui l’ultimo nel 2019, e nei TYRANT GOATGLADRAKONA, con lo pseudonimo di Grave Desecration and Necrosodomy, anche loro fermi al 2019. Dovessero uscire nuovi dischi di queste due band ne parleremo sicuramente. Nel frattempo, Tibor, fattele due foto decenti da poter mettere negli articoli su WordPress, per piacere. (Luca Venturini)

Per aadesso mi sono ascoltato i Cryptworm. Dischetto gustosissimo. Grazie della dritta
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