R.I.P. Mike Browning [1964 – 2026]
All’improvviso se n’è andato Mike Browning, musicista che ha saputo cambiare la storia di un genere e svilupparlo come pochi altri suoi coetanei. Prima con i Morbid Angel, poi con i Nocturnus, è stato uno degli uomini che hanno costruito la scena di Tampa, il laboratorio creativo da cui è nato il death metal americano. È stato uno dei musicisti che, negli anni Ottanta, hanno letteralmente inventato un nuovo linguaggio musicale: la sua batteria, la sua voce, la sua visione e la sua capacità di immaginare strade nuove contribuirono a definire uno stile che avrebbe influenzato intere generazioni. Con The Key dimostrò inoltre che il death metal poteva spingersi ben oltre i suoi confini tradizionali, introducendo un immaginario fantascientifico e un uso delle tastiere e del theremin che all’epoca non avevano precedenti.
La notizia della sua scomparsa è ancora più dolorosa perché arriva proprio mentre aveva ritrovato entusiasmo e una direzione ben precisa per il nuovo corso dei Nocturnus. Dopo Unicursal, Mike parlava con entusiasmo e convinzione dei progetti futuri, lasciando intendere di avere ancora molto da raccontare.
Ho avuto il piacere e l’onore di poterlo intervistare e, oltre alla leggenda, ho conosciuto un uomo di una disponibilità rara: gentile, appassionato, attento ai suoi fan e sinceramente grato a chi, dopo tanti anni, continuava a seguire la sua musica. Oggi il death metal perde uno dei suoi pionieri più importanti.
Ciao Mike, che tu possa continuare il viaggio attraverso le sephiroth con il Dr. Magus. (Stefano Mazza)


Ho ascoltato talmente tanto la sua voce che mi pare sia mancato un vecchio amico.
Grazie!
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Io non ho parole, sono distrutto
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Sto ascoltando “Abominations of Desolation” e “The Key”…
Una voce unica!
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