Pesca con le reti a strascico #9: LOMOR, PERSECUTOR, HOWLER

Puntata assolutamente ghiotta per le reti a strascico, che stavolta pescano nelle più remote zone del pianeta. Dimostrando, con ciò, che il nostro amato metal è dappertutto.

LOMOR – Sabouk Rouge

Reunion Island vi dice niente? Meno di un milione di abitanti, l’isola nell’Oceano Indiano è situata al largo del Madagascar e ha ospitato, nello scorso secolo, la Nycticorax duboisi, il più grosso esemplare di nitticora esistito sul pianeta, ora estinto. È colonia francese e pertanto sono relativamente certo che gli esemplari rimanenti li abbiano massacrati tutti loro, a colpi di baionetta, così, per diletto. I Lomor sono un trio esistente da un decennio che, già in post pandemia, aveva messo alla luce il debutto intitolato Perseverance of Sickness. Difficile inquadrarli come thrasher a prima vista, giacché il loro cantante, Eric, nome d’arte Babouk, assomiglia a un emulo di Serj Tankian dopo un fraintendimento dal parrucchiere. La formazione è stabile sin dalle origini, dal momento che a Reunion Island se perdi per strada il bassista fai prima a sciogliere il gruppo che a cercare un sostituto. Lomor significa i morti, la loro musica significa Testament nelle parti veloci con un tocco atmosferico che è accentuato ogni qualvolta rallentano. Sanctuary ne è la prova, coi suoi passaggi melodici a’la Symbolic nella seconda metà. La batteria è firmata Gurvan Cambrai, tecnico e preparato, dovrebbe mettere meno ciccia al fuoco e servire un po’ più le canzoni. Non dico fare il Louie Clemente della situazione, ma il concetto è un po’ quello.

PERSECUTOR – Casualties of Violence

Born in Blood a un certo punto ti piazza quel riffone death metal lento, bellissimo, il che mi ha ricordato parecchio Inhumane Harvest dei Cannibal Corpse. I Persecutor sono danesi, e quando leggo Danimarca leggo inevitabilmente fra le righe Invocator, e penso a loro e al magnifico debutto Excursion Demise del 1991. Che tempi. Ma torniamo al gruppo in oggetto, il cui cantante, a nome Christian Andrés Almanza, è originario del Nicaragua. La puntata odierna in qualche modo sta vertendo inevitabilmente sull’esotico. La loro proposta la inquadrerei come thrash/death feroce, non strangolato dagli eccessivi fronzoli di post-produzione che hanno limitato la prova del batterista dei Lomor. Le melodie risentono inevitabilmente di certo death metal sponda Goteborg, l’attacco di A Way in Life ne sembra un tributo. Anche in questo caso ho l’impressione che il gruppo abbia qualcosa in più da raccontare, se azzarda un maggior numero di cambi di tempo. Nota a margine, ma non troppo: il chitarrista solista si chiama Benjamin Stage e ogni chitarrista solista vorrebbe grosso modo chiamarsi come lui. In un brano, intitolato 1984, caccia fuori una linea melodica alla Michael Amott davvero niente male.

HOWLER – Beyond Mortal Control

Chiudiamo con il Costa Rica e con gli Howler, che fra i tre sono coloro che potremmo definire i veterani della situazione, vantando una carriera quasi ventennale.  Hanno tutti la barba folta e gli occhiali da sole, e il loro moniker termina in r come tutti quelli a cui la rubrica si è oggi riferita: partiamo. La batteria è coprente, un’usanza tipicamente fine anni Ottanta-inizio Novanta. La cassa è come un martello pneumatico, lenta e martellante nelle sezioni in doppia. Sembra quasi di sentire un album thrash metal prodotto come un progetto industrial. Allorché la cassa parte in doppia in velocità, non è più possibile capire niente. I tappeti di doppio pedale messi in supporto agli arpeggi di Peace is Dead, vi assicuro, mi hanno messo in seria difficoltà e stavo per mollare tutto quanto e rimettermi a leggere quel libro sulle case abbandonate toscane che sto leggendo. Beyond Mortal Control nasce insomma sotto la stella fiacca di alcuni difetti di progettazione e missaggio, ma è costituito da un thrash/death genuino e aggressivo, con linee vocali (firmate da José Mora, detto Fucas) che si rifanno alla scuola estrema sudamericana anni Ottanta. Non riesco a capire se il chitarrista David Mora sia suo diretto parente, tipo un fratello, e se abbia un nomignolo simile, magari con una vocale cambiata. Lascio indagare voi. Meraviglioso il groove di batteria alla Pantera che apre The 9 to 5 Trap. (Marco Belardi)

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