E anche quest’anno si torna al LUPPOLO IN ROCK
L’anno scorso, come scrivevo qui, sono finalmente riuscito ad andare al Luppolo in Rock per la prima volta, ed è stato veramente tutto molto bello. I miei complimenti all’organizzazione. Il Parco Colonie Padane, dove si tiene il festival, è ampio, pieno di posti in cui sedersi all’ombra, con un’ottima scelta di cibo e bevande e, in generale, la sensazione di non essere trattato come carne da macello, cosa non così frequente in eventi simili. Ci sono pure le fontanelle gratuite dove noi pelati, oltre a bere, possiamo infilare la testa per un po’ di frescura.
E insomma, quest’anno ci torniamo. Non c’è più lo stagista Colombini, non è sicura la presenza del Maresciallo ma per la prima volta, udite udite, ci saranno pure Ciccio e Belardi, il cui ruolo sarà, rispettivamente, di bere birra calda e scattare foto. E ovviamente ci sarà anche il vostro affezionatissimo, che si occuperà nuovamente del report; quantomeno del terzo giorno, perché per quanto riguarda i primi due, ahimé, non potrò essere della partita.
Il cartellone lo vedete qui in alto. Poco da dire: magari stavolta non ci saranno i Running Wild, ma per molti versi il bill è più omogeneo rispetto all’anno scorso, che secondo me era molto sbilanciato verso il terzo giorno. Mi dispiacerà comunque perdermi i The 69 Eyes, autori di una esibizione commovente – e sorprendente – a uno degli ultimi Wacken. Così come rosicherò un po’ per gli Stratovarius, che nella nuova veste sono uno dei gruppi più divertenti dal vivo di quel genere, i rinnovati Crimson Glory, per i quali sarei stato molto curioso, e pure gli Expiatoria, che non sono mai riuscito a incrociare dal vivo e il cui ultimo progetto Voci Notturne (split col Segno del Comando dedicato all’omonima serie tv di Pupi Avati) me li rende ancora più simpatici.
Però ci sarò il terzo giorno, quello estremo: i Rotting Christ sono un pezzo di cuore, i Marduk una garanzia, degli Overkill ricordo la loro esibizione ad un vecchio Agglutination come uno dei concerti più belli che abbia mai visto, i Cripple Bastards non li vedo colpevolmente da una data al Forte Prenestino di vent’anni fa e poi, certo, anche i Venom di Cronos, che mi mancano, a differenza della controparte con Tony Dolan alla voce.
Ci vediamo tutti là, e nel caso vogliate brindare insieme a noi al metallo autentico tenete d’occhio la gente in fila al camioncino delle birre. (barg)

