Angus McSix and the Sword of Power, ovvero prendere He-Man troppo sul serio

L’altro giorno stavo cazzeggiando tra le uscite recenti su Bandcamp quando, scorrendo la pagina, tra le tante copertine più o meno ispirate coi titoli disegnati buttando spini e arbusti a casaccio per terra, ne ho visto una talmente pacchiana che inevitabilmente ha finito per attirare la mia attenzione e che adesso potete ammirare anche voi qui sotto: Angus McSix and the Sword of Power. Lì per lì ho pensato: “Sarà il classico demo power metal fatto in casa alla cazzo di cane da qualche appassionato di fantascienza o fantasy (in questo caso evidentemente anche di cartoni animati), suonato male e registrato peggio”. A onor del vero, in linea di massima è più ‘semplice’ produrre un demo, che ne so, di thrash o death metal che non di power metal, in cui uno non solo deve stare appresso a batteria, chitarre e cantante, cantante che peraltro dev’essere anche piuttosto bravo per il genere, ma anche a cori, tastiere, campioni orchestrali e quant’altro. Che poi alla fine oggi uno davvero ha le possibilità di fare tutto anche da solo e molto molto bene, ma di certo non è banale e ci vuole molto manico – capito, Yngwie Malmsteen?. Però all’attacco della prima traccia, non con una certa sorpresa, mi sono dovuto ricredere: produzione ottima, cantante bravo e pezzo discreto. Sicché ne ho ascoltate altre due e poi mi sono dovuto andare a recuperare il disco, visto che su Bandcamp ci sono solo le prime tre tracce giusto per fini promozionali.

Alla fine ho scoperto che questi Angus McSix sono il gruppo formato dall’ex cantante dei Gloryhammer (che mi dicono dalla regia essere il gruppo parallelo di Christopher Bowes degli Alestorm; personalmente non li avevo mai sentiti, ho recuperato qualcosa giusto per curiosità e tutto sommato posso dire che stavo meglio prima), dal chitarrista/cantante degli Orden Ogan (forse ascoltai un singolo tipo cent’anni fa, ma non ricordo), dall’ex chitarrista dei Frozen Crown (che invece ricordo più perché la presero male per un articolo del giovine Gabriele Traversa che per altro. Ma come fai a prendertela per qualcosa scritto dall’implume Traversa dal culetto glabro, dico io. Tra l’altro lei si chiama Thalia Bellazecca che è uno dei cognomi più belli del mondo) e dall’ex batterista dei Rhapsody of Fire (insomma una nutrita schiera di ex qualcosa), uniti per salvare l’universo dal malvagio Skeletor, che però suona la chitarra con loro. Vai a capire questi colpi di scena.

Insomma, dopo troppi caratteri a caso e parentesi aperte ovunque (devo necessariamente limitare l’abuso che faccio di parentesi, mi danno pure fastidio. A voi danno fastidio? Merda, a me tantissimo), com’è questo disco? È carino dai, d’altronde non ascolto power metal così spesso, e se lo facessi probabilmente non lo avrei apprezzato come ho fatto. La prima parte del disco è ottima, verso la fine c’è un certo calo ma rientra nella normalità, anche perché tutti i pezzi sono tempi medi, non c’è molta varietà dal punto di vista ritmico e quello che succede in questi casi è che la melodia, che già fa il novanta per cento di un pezzo power, si deve fare anche carico dell’evitare che le canzoni si rendano indistinguibili al punto da far diventare il tutto un polpettone zuccheroso da carie immediata, cosa che in questo caso è riuscita solo parzialmente.

I pezzi migliori sono i primi sei in fila, in particolare Sixcalibur e Starlord of the Sixtus Stellar System (…), poi, come dicevo è tutto un calo fino all’ultima Fireflies of Doom, che non è malaccio. Ah, c’è anche una traccia bonus come si usava tanti anni fa coi cd per il mercato giapponese, caruccia pure quella. Alla fine se vi piace il genere e vi sentite particolarmente in vena di pacchianerie (facile se apprezzate il genere, appunto) dategli un ascolto: è fatto con mestiere e diverte il giusto, magari mentre guardate i vecchi cartoni di He-Man e i Dominatori dell’Universo con la merendina e il succo alla pera. (Cesare Carrozzi)

3 commenti

  • I Gloryhammer son meglio del progetto Angus McSix ma qua ho capito piace andare controcorrente (è un’ottima strategia di marketing).

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    • Carrozzi for President

      Non ce l’ho con te direttamente sia chiaro ma è più un commento generale ma mi tocca quando vengono attaccati con commenti del genere quando fondamentalmente l’essere più fuori dal coro viene scambiato come “posa”
      Io preferisco di gran lunga l’atteggiamento che c’è qui piuttosto che in “testate” marchettare e giornalETTistiche” dove fioccano 8-9 llí si per marketing piuttosto che opinioni più vere dove un ascolto avviene senza oneri e cazzi vari.
      Perdonate lo sfogo ma era giusto fare chiarezza e ripeto non ce l’ho con te direttamente

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      • Lo so che non è un attacco nei miei riguardi, alla fine è scambio di opinioni.
        Sul web ci sono diverse realtà che con l’andare “controcorrente” ci hanno fatto una carriera, quindi ho pensato fosse una strategia per attirare pubblico, se non è così meglio e mi scuso (quando sbaglio lo ammetto, molti commentatori su internet non lo fanno manco sotto tortura).
        Nello specifico del post, gloryhammer nasce come parodia del power alla rapsody (band nata da chi ha inventato gli alestorm il quale ha sempre usato l’ironia nella musica) ed è diventato una sorta di “campagna di dungeons and dragons” in musica, nel loro piccolo hanno molto seguito (non in Italia, ma d’altronde in Italia non è una novità che il metal tranne eccezioni sia una nicchia purtroppo) e rispetto ad angus mcsix (che nasce credo anche per seguire il filone gloryhammer in quanto il cantante ha un suo pubblico molto affezionato) ha una proposta ben centrata mentre questa di angus mcsix mi sembra un mappazzone poco convincente.
        I gloryhammer con il nuovo cantante però hanno perso molto in termini di personalità, è un bravo cantante ma una voce come ce ne sono tante in giro.

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