Avanguardie di casa nostra: CEREBRAL EXTINCTION – Escape from Illusion

I Cerebral Extinction si formano nel marzo 2013, da un’idea di Michele Leali (Shon) e Nicola Rizzotti (Lord Malshum). Il genere che prediligono è il brutal death, che rimarrà sempre l’origine del loro suono, e lo stesso anno incidono un demo di due canzoni. Nel 2014 esce il loro primo disco, Inhuman Theory of Chaos, pubblicato dalla Ghastly Music. Il loro secondo lavoro esce nel 2017 e s’intitola Necro Parasite Anomaly, per la giapponese Amputated Vein, in cui proseguono e rafforzano il loro stile. Passano alcuni cambi di formazione e poi, nel 2019, entra stabilmente il batterista Nicola De Micheli. Nel 2021 sono raggiunti dal bassista Walter Garau e il loro stile si sposta verso il death tecnico. Il terzo ed ultimo disco è Escape from Illusion, recentemente uscito sempre per la Amputated Vein.

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Di recente hanno partecipato all’Obscene Extreme Festival in Repubblica Ceca e sono stati di spalla ai Malevolent Creation all’Escape di Vienna. Prima di passare alla recensione, però, un avvertimento: chi scrive conosce personalmente uno dei membri del gruppo, per cui siamo nel caso in cui non sempre si capisce se stia dando un giudizio obiettivo al lavoro che si ha sottomano: nonostante si possa avere esperienza di ascolto e di analisi, quando c’è di mezzo un contatto diretto il rischio di essere influenzati è sempre altissimo e si può sopravvalutare o sottovalutare qualche aspetto. Per questo ho volutamente lasciato passare un po’ di tempo fra gli ascolti dell’album e la recensione, in modo da poter avere le idee il più possibile chiare.

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A proposito di Walter, si tratta di Walter Garau, mia vecchia conoscenza ai tempi del tape trading, che conobbi grazie ad un annuncio su H.M. nell’estate del 1991. A parte questi ricordi piuttosto lontani vi riporto che il buon Walter, in un’intervista di presentazione dell’album, ha suggerito di ascoltare questo disco più volte prima di giudicarlo. Potrebbe sembrare un suggerimento poco originale ma, nel caso di generi come questo, che sono per forza di cose complessi e poco immediati da comprendere, è particolarmente vero.

Escape from Illusion è un album dalla doppia natura: se da un lato lo stile dei Cerebral Extinction è un inequivocabile death metal, con momenti canonici, a volte più melodici, a volte più groovy, altre volte ancora atonali, dall’altra parte ci troviamo una grande voglia di sperimentare e di osare territori poco battuti: i quattro musicisti giocano con le loro capacità tecniche, che sono ammirevoli, visto che sono tutti veterani che hanno suonato vari generi durante la loro carriera, ma anche con la composizione e con l’uso di trovate strumentali che ci portano verso il technical death più moderno (Archspire, First Fragment, Origin etc.). Questo duplice aspetto rappresenta un grandissimo punto di forza, che differenzia il gruppo rispetto alla media delle offerte nell’ambito dello stesso genere. Tutte le canzoni mostrano una grande competenza musicale, sempre nell’ambito del death metal; i tempi sono spesso veloci, ma lo stile è molto vario e la scrittura resta convincente sia quando decidono di restare nella melodia sia quando si spingono in armonie più ostiche e sperimentali, che per forza di cose sono anche più complesse e difficili da ascoltare. Escape from Illusion è senza dubbio l’album più personale e convincente realizzato fino ad oggi dai Cerebral Extinction: hanno liberato la loro voglia di osare e questa è una cosa che va sempre premiata. In qualche momento ricordano il death sperimentale e avanguardistico degli anni Novanta. 

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C’è solo un aspetto che rischia di non rendere giustizia al questo lavoro ammirevole: la registrazione, in particolare della sezione ritmica. La batteria in alcuni momenti risulta troppo triggerata e compressa. L’aspetto positivo è che suona precisissima, ma finisce per risultare troppo artificiale. Lo so che alle alte velocità di esecuzione servono suoni secchi e alti per aumentare la risoluzione, però si perde tantissimo in naturalità e l’estetica in generale ne risente. Magari non ci sono tante alternative, però io preferirei perdere un minimo in precisione e tentare di incidere un suono più naturale, poi vedete voi. Il basso invece si sente poco, troppo poco, ed è proprio un problema di volume, perché l’ho ascoltato sia in cuffia che su diversi impianti. Questo è un grandissimo peccato, perché il bassista è un valore aggiunto notevole per il gruppo, fa un lavoro straordinario e rappresenta un elemento fondamentale nella riuscita del suono finale, per cui è un difetto, che si ripercuote almeno in parte sulla riuscita del lavoro complessivo. 

I Cerebral Extinction sono all’inizio di un nuovo periodo, ricco di idee, di soluzioni innovative e di possibilità espressive più ampie, per cui devono assolutamente proseguire su questa strada.

Escape from Illusion è disponibile su Bandcamp in digitale e sul negozio del gruppo per l’acquisto del CD. (Stefano Mazza)

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