Radio Feccia #24: l’urlo di Andy Sneap terrorizza l’Inghilterra

A cosa pensano gli Iron Maiden quando compongono?

Bella domanda. La risposta è con tutta probabilità nell’intervista rilasciata da Nicko McBrainHeavy Consequence, che, in pompa magna, titola “Caught up with the longtime drummer to discuss the band’s stellar 2021 LP”, mescolando sapientemente i titoli dei porno a conduzione familiare in cui la sorellastra apre la porta sbagliata insieme a paradossali metri di giudizio sul disco. Ma non facciamo i beceri, tant’é che Senjutsu me lo sono goduto pure io. Proseguendo, alla fatidica domanda sui processi creativi che portano alla realizzazione di un disco, e non senza qualche comparazione con The Book of Souls, Nicko si è prima parato il culo affermando che “i nostri fan sono i migliori al mondo” (il che mi ha ricordato certi calciatori un attimo prima di ritrovarsi la casa svaligiata per la terza volta o il Rolex fulminato da due in scooter a un semaforo) per poi proseguire così: “La verità è che quando entriamo in studio non pensiamo a voi nemmeno per un millisecondo”. A cosa pensano, allora, se tre quarti dei pezzi cominciano con quei sottili e per nulla pesanti cinque minuti d’arpeggio introduttivo? È evidente: a niente.

San Francisco è la città dei Metallica e dei filobus

Dal 2021 a San Francisco si celebrerà ogni 16 dicembre il Metallica Day. La cerimonia ufficiale si è tenuta alla presenza di Lars Ulrich e Rob Trujillo (il primo mentalmente assorbito dalle pubbliche relazioni come un fiume in piena, il secondo che avrà consultato l’orologio una cinquantina di volte con la scusa che doveva passare dal gommaio per vulcanizzare la posteriore destra). L’apice è stato il momento in cui il sindaco, London Breed (sembra una di quelle etichette che trovi nei negozi di thè pregiati, ma è il sindaco), ha asserito che “quando parli della città parli dei filobus o parli dei Metallica”. Il che è veramente un eccezionale spot per chiunque avesse avuto in mente, anche per un solo attimo, l’idea di trascorrere la luna di miele, le vacanze estive, le nozze di piombo o qualunque altra cosa a San Francisco invece che a Porto Santo Stefano. Ripiegheranno su Los Angeles, allo stesso modo in cui i Metallica ripiegarono su San Francisco all’incirca nel 1982. Furba, London Breed.

Andy Sneap fuori dai Judas Priest, se mai fosse stato dentro

Andy Sneap viene a sapere dallo stesso Rob Halford che non farà parte del prossimo tour dei Judas Priest, in cui la storica band anglosassone si esibirà con un solo chitarrista, ossia quel Richie Faulkner che neanche sei mesi fa proprio sul palco aveva rischiato di rimetterci le penne. Ci tengono a precisare che la separazione è del tutto amichevole e che il sodalizio andrà avanti in studio, ove l’ex Sabbat sarà impegnato in qualità di produttore; un ruolo, questo, già ricoperto con successo in occasione dell’uscita di Firepower. Dettaglio a margine: Andy Sneap comunica a sua volta che ci è rimasto parecchio male, sebbene la soluzione d’includerlo nelle tournée fosse da principio stata presentata come del tutto temporanea. In marzo e aprile, Covid-19 permettendo, dovrebbe andare in scena la tranche nordamericana del tour di celebrazione dei cinquant’anni di attività della band di British Steel, con i Queensryche o quel che ne rimane in qualità di act di spalla. Due scelte si manifestano all’orizzonte per Andy Sneap: entrare nel gruppo di K.K. Downing o entrare nei Queensryche e cominciare a sabotare cablaggi. Ma non è mica finita:

Andy Sneap nei Judas Priest, se mai fosse stato fuori

In seguito alla più che prevedibile shitstorm, i Judas Priest hanno comunicato a Blabbermouth che Andy Sneap continuerà a suonare dal vivo con la band, che andrà dunque avanti con due chitarre e non una. Le possibili ragioni del prolungamento del contratto dell’interinale Andy sono elencate di seguito:

– Hanno voluto prendere per il culo K.K. Downing, attualmente ricoverato all’ospedale di Santa Maria Nuova per un accertato episodio di priapismo le cui cause paiono ignote.

– Hanno capito che Andy Sneap non gli avrebbe prodotto alcun nuovo album e, visto quel che c’è in circolazione, si sono, come dire, tutelati da un simile sabotaggio.

– Hanno ricevuto la telefonata di Frank Blackfire il quale ha l’onore di trovarsi dentro ai Sodom con due chitarre, ovvero la cosa più sbagliata del pianeta Terra dopo tutti quei monopattini. Frank li ha convinti a mantenere la formazione a cinque proponendo loro Yorck Segatz come sostituto di Sneap pur di levarselo dai coglioni. Da lì la decisione di restare assieme al produttore, sebbene il cognome di Yorck avesse connotati affascinanti. Per quanto la paraculaggine non detenga un’unità di misura tutta per sé, beati loro che sono ancora convinti di farlo quel tour.

In arrivo i Tony Iommi’s Black Sabbath

Tony Martin, ex Black Sabbath, è stato piuttosto attivo anche nel secolo in corso, fra collaborazioni con il Giuntini Project, gli Empire e i cosiddetti Cage assieme a Dario Mollo. A onor di cronaca l’ex voce di Headless Cross ha appena messo in commercio il suo nuovo album da solista, Thorns (e con appena intendo il 14 di gennaio), e ben sappiamo qual genere di gestazione abbiano le sue opere. Per intenderci, Scream era del 2005 e il precedente risaliva ai primi anni Novanta. Insomma, Tony Martin è attualmente un fiume in piena e avrebbe rilasciato a Metal Voice una serie di invitanti dichiarazioni circa le consuete cose che la gente si dice ai funerali. Geoff Nicholls fu il tastierista dei Black Sabbath dalla prima era Dio fino a Forbidden, e, come probabilmente saprete, è deceduto a causa del cancro a inizio 2017. Al funerale Tony Iommi e l’altro Tony, Martin, si sono incontrati e hanno cominciato a ragionare di ristampare dischi e di materiale da incidere assieme. Il che è tipico. Trascorso un po’ di tempo, Iommi avrebbe chiuso la questione dicendogli che i Black Sabbath non potranno pubblicare altro materiale come tali in mancanza dei membri originali (che la cosa riguardi solamente il chitarrista e Osbourne o gli altri non è un fatto precisato). La soluzione è fondare al più presto i Tony Iommi’s Black Sabbath e goderci il successore del prescindibilissimo Forbidden entro l’anno. (Marco Belardi)

2 commenti

  • Però il successore di Tyr me lo ascolterei volentieri. Album dalla madonna, dalle tonalità epiche, che non erano comuni nella discografia dei Black Sabbath. E band dalla madonna. Ma alla fine non se li filava nessuno. E il buon Iommi ha dedotto che per fare quattrini bisognava tornare alle stracollaudate vecchie soluzioni, dalle quali si era già tirato fuori tutto, ma chissenefrega. E purtroppo aveva ragione

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    • Eternal idol, headless cross e Tyr a me piacciono moltissimo tutti e tre, di quel periodo. Cross purposes e Forbidden erano decisamente sotto quel livello

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