Tag Archives: Judas Priest

Avere vent’anni: settembre 1998

RUNEMAGICK – Supreme Force of Eternity Trainspotting: Qualche mese fa parlammo del debutto degli Amon Amarth, un bel dischettino tranquillo il cui valore è stato nel corso degli anni pompato all’inverosimile, e molto candidamente ci si chiedeva il perché. La stessa domanda, ma in senso opposto, la pongo adesso col debutto dei Runemagick, che con Once Sent From the Golden

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Avere vent’anni: DEATH – The Sound of Perseverance

L’ultimo disco dei Death in realtà non è proprio un disco dei Death. Uscì sotto questo moniker per precisa volontà dell’etichetta, la Nuclear Blast, che convinse, o costrinse, Chuck Schuldiner a dare un successore all’enorme Symbolic prima di passare definitivamente a concentrarsi sui Control Denied. Già, perché proprio i Control Denied furono il grande progetto che occupò la mente di

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E ora, per cortesia, chiudetela qui. Ancora su Firepower

Firepower dei Judas Priest nasce sotto le peggiori circostanze possibili. Zero fiducia. Perché significherà mancare di rispetto a un nome come il loro, ma dopo Nostradamus e Redeemer Of Souls mi ero davvero rotto i coglioni. Speravo che un tour d’addio potesse realmente rivelarsi tale e che i nostri beniamini intendessero chiudere dignitosamente, e non dopo aver pubblicato una sequela

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Firepower: un buon disco solista di Halford con un altro logo

Leggo molta gente che, riferendosi a Firepower, lo definisce il disco più aggressivo da Painkiller, o comunque quello uscito meglio dall’anno di grazia millenovecentonovanta. Non sono d’accordo su entrambe le affermazioni, visto che la gente non capisce un cazzo e queste scemenze sono solo l’ennesima dimostrazione di quanto sia purtroppo vera questa costante universale. Anzitutto, l’album più aggressivo da Painkiller

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