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KIRK HAMMETT ha un serio bisogno di andare a pescare

20 aprile 2019

A giudicare dalle tempistiche standard, entro il biennio 2022/2023 avremo un nuovo disco dei Metallica. Gli indizi sono addirittura due, il primo, Robert Trujillo ha dichiarato che il successore di Hardwired… To Self Destruct sarebbe uscito dopo un’attesa meno lunga, rispetto a quella che separò quest’ultimo da Death Magnetic. Cioè otto lunghi anni. Facendo un rapido calcolo, nel 2023 ci troveremmo al settimo e l’ex bassista dei Suicidal Tendencies non avrebbe detto alcuna cazzata. Il secondo riguarda Kirk Hammett, mentre i due reali compositori della band (James Hetfield e le cose scritte da James Hetfield che successivamente finiscono firmate Lars Ulrich) si guardano bene dal rilasciare dichiarazioni futili, che rischierebbero di costringerli a entrare in studio per incidere una robaccia da misero milioncino di copie vendute, o giù di lì: snob.

All’alba della lavorazione di Hardwired… To Self Destruct, Kirk Hammett aveva scritto una sorta di album intero per poi perdere il telefono cellulare che ne conteneva tutti i riff: un po’ come se, uscito dal cesso della discoteca, Kirk trovasse tutti i suoi amici a pomiciare e gli urlasse “tranquilli ragazzi, me ne sono già scopate un paio proprio nel gabinetto, vado a riposarmi con un tequila sunrise!”. Lo smarrimento del prezioso Blackberry – poiché un tamarro del genere lo vedo solo ed esclusivamente con un oggetto del genere, pieno di quei minuscoli bottoncini – ha un’assonanza con un fatto che mi è capitato circa dodici, forse tredici anni fa.

kirkhammettcrypttalk_638.jpg

Deve essere in macchina… sì, è sicuramente in auto… ma in quale auto?

Mi trovavo a pescare in Arno e per la prima volta in vita mia, avevo allamato con la tecnica dello spinning un pesce che neanche pensavo ci vivesse, in quel tratto di fiume a ridosso di Firenze Sud: il lucioperca. Non si trattava di un grosso esemplare, ma era assai raro prenderne uno. La sponda sulla quale io e il mio amico ci trovavamo, era sassosa e se cadevi in acqua, ti avrebbe accolto un fondale di circa cinque o sei metri. Non graduale, ma proprio lì sotto, dove avevo preso il lucioperca.

Una volta affiorato in superficie, esso mi si rivelò in tutta la sua splendida livrea e toccava ad un mio amico guadinarlo e portarlo sulla riva. Lorenzo si chinò, e sentii il rumore sordo tipico di un oggetto pesante – ma piccolo – che cade nell’acqua: rimasi a fissare l’amico con la canna in mano, come per dire “che cazzo aspetti a mettere quel lucioperca nel guadino?”. Già pregustavo la foto, ma soprattutto il momento più bello di tutti gli altri: il rilascio della preda nel suo ambiente. Ma Lorenzo non lo guadinava, i suoi occhi dilatati soffocavano parole che non riusciva nemmeno a pronunciare, finché lo anticipai: “Lorenzo, che ti è cascato in acqua?”.

Una serie di bestemmie borbottate a voce bassa mi fecero capire che si trattava del telefono cellulare nuovo, acquistato poche settimane prima. Lorenzo era un maniaco di due cose sole: le scarpe, aveva praticamente tutte le New Balance e le andava a smerdare in posti come quello, settimanalmente, e i telefonini. Non distrusse lo schermo come fanno tutti, lo fece precipitare su un fondale ove era impossibile anche recuperarne uno moderno e resistente all’acqua. Sei metri di buio, alghe, fango. E poi a regola d’arte dovrebbe esserci la plastica. Il lucioperca approfittò di quei lunghi attimi di indecisione per dimenarsi, sganciarsi dall’amo collegato al verme gommato di Gary Yamamoto, e finire in prossimità del suo Nokia. Le mie imprecazioni sulle sue imprecazioni, mancava solo che il cielo si oscurasse.

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Grosso esemplare di Lucioperca

Sebbene James Hetfield abbia a suo tempo pubblicamente sputtanato Kirk Hammett, nel rivelare che non avrebbe mai e poi mai partecipato alla stesura dei brani di Hardwired… To Self Destruct (forse l’album dei californiani che più appartiene al cantante di ogni altro titolo passato, in sostanza era quasi tutto pronto quando il solista se ne uscì con la storiella dei riff sul telefonino), ecco che la storia si ripete.

Kirk Hammett ha, sue testuali parole, tonnellate di materiale che potrebbe essere utilizzato per il nuovo album, lo stesso per cui potremmo dover attendere meno che in passato, lo stesso che potrebbe fare schifo al cazzo se non fosse per James Hetfield che si chiude in una stanza da solo, e magari lo fa un po’ troppo lungo, ma limitando i danni. Portate Kirk Hammett a pesca di lucioperca, presto, possibilmente prima che faccia qualche back-up di troppo. (Marco Belardi)

3 commenti leave one →
  1. Fabio Nanini Melvins74 permalink
    20 aprile 2019 17:35

    Non penso di riuscire a sopportare un altro disco di merda….

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  2. SimonFenix permalink
    20 aprile 2019 21:04

    Boh, sembra che stare tutti insieme in studio non piaccia proprio a loro. Cristo, una canzone non è un collage di riff e ritornelli. Ormai è palese che si siano rotti le palle e che vanno avanti per inerzia e perché qualsiasi data è un sold out garantito.

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  3. Andrea Malandrini permalink
    23 aprile 2019 10:38

    E’ da dopo il terzo disco che m’hanno rotto er cazzo.

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