Avere vent’anni: SUSPERIA – Predominance

Immagina di essere cacciato via da casa dai tuoi coinquilini, senza troppe spiegazioni, e dal giorno seguente ritrovarti con questi ultimi che costruiscono sproporzionate e insensate installazioni sul tetto. Sospetti subito che tramassero da tempo. Loro iniziano a fare uno di questi tetti triangolari tipici delle zone nevose, altissimo al punto che sotto ci sta un soppalco che avrebbe certamente permesso loro di tenerti con sé, seppur in disparte. Tu prendi e ti trasferisci a trenta metri, in un monolocale fetido. Sali sul tetto, e, dopo aver rimosso decine di topi putrefatti e tutte le merde dei gabbiani, cominci anche tu a costruire ossessivamente un qualcosa che è la brutta copia dell’Opera Magna dei tuoi vecchi amici. Non solo, fai quasi crollare tutto il monolocale col peso delle assi e delle travi e ricominci a riassemblare tutto daccapo senza proferire parola.

Tjodalv fece più o meno questo dopo il 2000. Era stato appena sostituito da Nicholas Barker nei Dimmu Borgir e, ben presto, questa cosa sarebbe diventata un’abitudine. Nel 2000 Tjodalv ritornò infatti negli Old Man’s Child di Galder, incise con loro Revelation 666 alternando le proprie tracce di batteria a quelle di Grimar, dopodiché indovinate da chi fu sostituito? Nicholas Barker. A Tjodalv toccò inventarsi qualcosa che si sarebbe trasformato nel brutto trend minore del 2001. È marzo e i Dimmu Borgir escono con Puritanical Euphoric Misanthropia, che è un’opera gigantesca e ispirata, ma che, però, a molti non piace per la sua forma volutamente esagerata. Tjodalv contemporaneamente se ne esce con questo dischetto, Predominance, che altro non è che una versione dei Dimmu Borgir sgrassata ma arricchita di elementi thrash metal, almeno nella dicitura. Nulla di nuovo, insomma, già ne avevamo nel disco del 1997. Soltanto che Puritanical Euphoric Misanthropia sarà dominato dagli elementi thrash metal dalla testa ai piedi, e il piano di Tjodalv di sorprendere tutti va subito a puttane. Dentro c’è anche qualche vago elemento progressivo e una vena tamarra elettronica appena percettibile che ricollego vagamente ai Covenant.

Al suo fianco trovano posto Cyrus, turnista dei Satyricon, il bassista degli Old Man’s Child e soprattutto Pal Mathiesen, alias Athera, cantante che finirà dentro ai Chrome Division insieme a Shagrath. Allora a Tjodalv toccherà reclutare Mustis come turnista, una volta che il talentuoso tastierista sarà uscito dalla Casa Madre. Io non so che razza di problemi interpersonali avessero Tjodalv e i Dimmu Borgir, ma dovevano essere imponenti.

Il problema di Predominance è quello di costruirsi tutto su una canzone, la prima I Am Pain, la più somigliante ai Dimmu Borgir nonché la più funzionale di tutte quante. Il resto è trascurabile, e il thrash metal si percepisce qua e là come la percezione di thrash metal che avrebbe gente strafatta h24 di alce essiccata e tisane di torba. Poi i Susperia tornano nei meandri che più gli si addicono in Journey Into Black e le cose riprendono immediatamente a funzionare meglio, e non è un caso; fanno il verso ai Dimmu Borgir a metà di Objects of Desire e funziona di nuovo. Ad ogni modo, se intendete ascoltare qualcosa dei Susperia provate con questo e non con i seguenti: sono orribili e non c’è alcun motivo per perdere del tempo dietro ai due dischi che lo seguirono. A un certo punto i Susperia avrebbero pubblicato album a cadenza più o meno regolare, ma la costanza, e soprattutto la pazienza, a quel punto erano venute entrambe a mancarmi. (Marco Belardi)

5 commenti

  • Non ho in mando dati statistici di ascolto, ma la memoria non mi tradisce e all’epoca gradii molto di più quest’album rispetto al mappazzone #1 dei dimmu. Predominance più diretto, non propriamente black thrash, ma sicuramente più nelle mie corde.

    "Mi piace"

  • Stefano Mazza

    In quel periodo, e a dire il vero già anche prima, abbandonai per molti anni l’ascolto del black metal, proprio per colpa di questa ed altra gente simile.

    "Mi piace"

  • Personalmente parlando i primi anni duemila furono davvero la fine dei bei tempi. Molte delle band che avevo seguito cominciarono improvvisamente a fare schifo, altre stavano per sparare le ultime cartucce buone prima di imboccare rapidamente il viale del tramonto.. E poi uscivano sempre più spesso dischi come questo. Un’accozzaglia di idee riciclate, produzione plasticosa da discount metal e totale mancanza di sincerità e attitudine. Intendiamoci, di dischi di merda ne uscivano anche prima ma qui ad irritare non è la qualità mediocre del tutto, quanto il suonare totalmente vuoti, limitandosi a vivacchiare entro i canoni di un generico extreme metal innocuo e fintissimo. Forse sarà anche perché, passata la ventina, si ha un altro approccio alle cose e nulla riesce a prenderti in maniera totale come ti può capitare a quindici. Ma è un fatto che, per quanto mi riguarda, potrei citare decine di dischi che ho ascoltato allo sfinimento tra il 94 e il 99, suddividendoli per annata. Mentre di tutto ciò che è uscito ed ho ascoltato negli ultimi vent’anni farei fatica ad elencarne una decina per me veramente significativi.

    "Mi piace"

    • Marco Belardi

      Alla fine dell’anno uscì pure il primo dei dragonlord, una sorta di madre di tutti i mali del concetto che hai spiegato tu

      "Mi piace"

      • Ah si, li ricordo. Il tentativo di uno che non ne capiva chiaramente una mazza di accodarsi ad un trend già morto e sepolto.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...