Avere vent’anni: TORMENTOR – Recipe Ferrum!

Giuliano D’Amico: In una vecchia puntata di Novantesimo minuto, ricordo una dichiarazione di Carletto Mazzone riguardo a un tranquillo finale di stagione alla guida del Brescia: “Ahò, è così bbello quanno nun ciai gnente da preoccupatte, che te stai bbello caa pancia ar sole…”. Mi sono spesso chiesto se questo non sia stato il pensiero di Attila Csihar e dei Tormentor appena entrati in studio di registrazione, consapevoli che potevano buttare i soldi della loro casa discografica come meglio avrebbero creduto.

Perché diciamolo onestamente: i soldi per produrre Recipe Ferrum! furono davvero soldi buttati. Per chi non lo conoscesse (non si trova su Spotify, mannaggia), dovrebbe essere il primo vero full length dei Tormentor dopo il seminale demo Anno Domini del 1988, ed è un’accozzaglia di pezzi senza capo né coda, un po’ classic rock un po’ festa di paese (non humpa-metal, ma proprio sagra del lampredotto), un po’ growl e un po’ deliri à bite du chien, come dicono i francesi. Ed è pure troppo lungo: una settantina di minuti, per quanto mi ricordi. Terrificante. Probabilmente neanche molto gradito alla band, che l’anno scorso al Metal Magic non mi pare ne abbia riproposto alcun pezzo.

Detto questo, sarà contraddittorio ma a me Recipe Ferrum! è sempre piaciuto, non tanto per i meriti musicali (lo avrò ascoltato per intero forse una o due volte), ma per lo spirito liberatorio e anarchico che lo permeava, quello sì contro tutto e tutti e pure anche un po’ grim&frostbitten. Quale altro approccio ermeneutico adottare con pezzi come Paprika Jancsi o Cara mia? È come con Lino Banfi o Tinto Brass, se ti fai fregare dal buon gusto sei perduto.

Mi rendo conto che apprezzare un album del genere è fare un torto a chi ha speso dei soldi per produrlo e per comprarlo, e a queste persone va la mia solidarietà. Ma mi spingo a dire che Recipe Ferrum! forse è il capitolo più significativo della discografia dei Tormentor, anche più del tanto osannato Anno Domini. Perché è vero che le sgroppate di Anno Domini (la canzone) e il mid-tempo di Elizabeth Bathory hanno fatto la storia del (black) metal, ma la questione è un po’ la stessa di Deathcrush, come leggevo recentemente nel libro degli Ulver. Per farla breve, è vero che dischi come questi ebbero un’importanza capitale per lo sviluppo del genere, ma anche e soprattutto perché all’epoca nessuno aveva osato tanto. Ad ascoltarli oggi appaiono irrimediabilmente datati, in fondo poca cosa. Per questo mi auguro che Recipe Ferrum!, nella sua adolescenziale immaturità e mancanza di senso, sia diventato un long seller nella catalogo di Avantgarde Music; un minimo di gloria postuma penso sia giusto concedergliela.

Trainspotting: Con le ristampe dei Plasma Pool, l’ingresso negli Aborym, la partecipazione al mitologico Mediolanum Capta Est dei Mayhem e il permanente status di leggenda del De Mysteriis Dom Sathanas, nell’anno 2000 la figura di Attila Csihar era sotto ai riflettori. Una reunion dei Tormentor diventava cosa troppo gustosa per non pensarci, e infatti successe. Nessuno però poteva aspettarsi questo risultato.

Non posso descrivere Recipe Ferrum! per il semplice motivo che è troppo assurdo per poter essere descritto. Questo disco è talmente fuori dal mondo che iniziò a girare una quantità di leggende a riguardo già da prima che uscisse. Leggenda vuole, ad esempio, che Attila e compari non avessero bene in mente cosa fare con i soldi inviati dall’etichetta, e che si siano ridotti all’ultimo prima di registrare l’album, trovandosi quindi costretti a riempire il minutaggio nei modi che potete ascoltare qui. Sempre la leggenda vuole che quelli dell’etichetta si siano così incazzati del risultato da non voler più sentire parlare dei Tormentor. E così via. Tutto ciò può essere per l’appunto leggenda, ma di sicuro ha un fondo di verità. Quel che è certo che io avrei pagato per guardare le facce di quelli della Avantgarde quando hanno ricevuto i nastri.

Ascoltare questa roba indecifrabile e pensare che esce sotto il nome Tormentor e che a cantare c’è Attila Csihar mi ha sempre fatto piegare in due dalle risate, al punto che evito di ascoltare Recipe Ferrum! in metropolitana perché rischio di scoppiare a ridere da solo e farmi guardare malissimo da decine di estranei. Qua dentro c’è musica completamente a caso cantata completamente a caso, specie verso la fine, quando saltano tutti gli schemi e arrivano le micidiali Paprika Jancsi e A Hetrzunyu Kaponyanyi Monyok, che le avrebbe potute comporre Frank Zappa se solo fosse stato ancora più fuori di testa di quanto già non fosse. Personalmente adoro Recipe Ferrum! proprio per la sua totale anarchia, il suo non rispondere a nessun tipo di schema musicale o sociale e il suo menefreghismo assoluto. Il suo essere intrinsecamente una grandissima presa per il culo lo rende anche il disco più sincero, diretto e non mediato che abbia forse mai sentito. Non fosse altro che per questo, Recipe Ferrum! è un album che non ha alcun tipo di paragoni, e che ha un valore artistico maggiore di molte reunion paracule di vecchie glorie.

6 commenti

  • Cosa cazzo ho appena ascoltato?!?!?

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  • dio caro l espressione del mio cane quando e’ partita la canzone…ed e’ abituato a sentire di tutto! ha pure abbaiato al pc, non l’ aveva mai fatto, nemmeno coi fantomas o i naked city

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  • L’ho risentito qualche mese fa, a casa di un mio amico che si è procurato il vinile. Una roba talmente assurda che alla fine piace, anche se può venire voglia di ascoltarlo quella volta ogni dieci o quindici anni per dire.. Per Avantgarde di dischi assurdi ne erano già usciti diversi (qualcuno si ricorda i Carpathian Full Moon?) ma qua siamo proprio all’apice.

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  • Strano come le forme mentis degli artisti fanno giri pittoreschi e nessuno ci capisce un cazzo. Il più delle volte ragionevolmente, non vale per la citazione di Zappa fatta da Barg, l’ ho ascoltato proprio ieri sera dopo cena e le sue canzoni ti si insinuano nel cervello ascolto dopo ascolto, ma sto divagando. Sul disco in questione sono d’ accordo con Giuliano.

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  • Non sembra tanto diverso da Primitive

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  • ho sentito il pezzo in fondo all’articolo stamattina in metro…a momenti muoio dalle risate. Le voci sembrano registrate in un manicomio, e io che pensavo che i plasma pool fossero strani.
    ho pure cercato il tiolo del pezzo su google translate, che minchia sarà il “Kaponyányi Monyók a sette zampe”??

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