Avere vent’anni: MOTORHEAD – We are Motorhead

 

A partire dal 18 maggio non è “finito il virus” e non potete andare in giro col cazzo da fuori a tossire e a scorreggiare addosso alla gente in  gruppi di cinquanta. Ok, ci siamo rotti il cazzo tutti, tre mesi in casa, solo lavoro, gente che lo ha proprio perso, eccetera, però ad un certo punto vaffanculo. È anche vero che il Professore Emerito Ing. Lup. Mannar. Gran Presidentissim. ecc. Conte ama fare un discorso al giorno delle durata media di trentasei ore per fare eccitare le bambine spekiali di konte icsd, che tra l’altro prima di questo periodo non sapevano chi fosse (e nemmeno che faccia avesse) il cazzo di PRESIDENTE DEL CONSIGLIO del loro Paese, per giunta in carica già da oltre un anno, ma tant’è. Usciamo, va bene, ma con le dovute cautele. Magari, cazzo ne so, non in sessanta in una macchina come i portoricani a scatarrarsi addosso per poi ficcarsi in un locale di 50 metri quadri con altre millemila persone dentro senza mascherina che pisciano per terra, sborrano sui muri e si sputano addosso a vicenda per infettare anche il…tutto! (cit.). Siete dei ritardati del cazzo, ok, ma un po’ di contegno almeno davanti alla salute (bestemmie).

Ho finito il Baygon azzurro mosche e zanzare e mi è rimasto solo quello verde. Agisce anche contro altri insetti e puzza di meno, quindi penso che dalla prossima volta, se lo trovo, comprerò solo quello.

In questo preciso istante ho perso un’asta all’ultimo secondo.

Quando uscì We are Motorhead mi lasciò abbastanza indifferente. La cover di God Save the Queen divenne un singolo con tanto di video e girava abbastanza. Una cosa simpatica, ma insomma. Cioè, come dire, alla fine ‘sti cazzi proprio. Il suono pesante dell’album a me puzzava di forzatura. Non so, tipo un voler snaturare il sound per ottenere qualcosa. Capito come? Ma vaffanculo. Riascoltato anni dopo, invece, aveva tutto un altro sapore. Come la passera. Vabbè, lì però dipende dall’igiene personale della gentile signorina. Che poi il retrogusto amarognolo non è affatto male, vero? Che ne dite? Il famoso sapore della femmina. Ma che cazzo ne sapete voi, coglioni di merda e teste di cazzo. Rotti in culo coi risvoltini, squallidi subumani depensanti, viscidi lombrichi stronzoidi della minchia.  Insomma: non è male per niente questo disco, anzi. Certo, non sarà ricordato come un loro caposaldo, ok, anche perché la storia l’avevano già fatta, ma è carino. Molto carino, direi. Bello, insomma. Sto scorreggiando da un’ora e ogni volta me la rischio: non capisco se siano peti o schizzi di merda. Fino ad ora mi è andata sempre bene: niente merda. Non so però se continuerà così. Potrei provare a cacare, ma sono abitudinario e questo non è l’orario giusto per cacare. Non succederebbe niente se cacassi ora, è vero, però l’idea non mi piace. Ci sono delle fasce orarie precise per cacare. State lavorando o siete fermi? Avete perso il lavoro? Spero di no e che vi vada tutto alla grande. In realtà non me ne frega un cazzo, però in questi casi si dice così. No? (Il Messicano)

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