Vai al contenuto

Andate a tossire a casa vostra: speciale black metal cinese (parte I)

10 febbraio 2020

Come ben sapete, la fobia del famigerato Coronavirus qui in Italia sta prendendo discretamente piede. Basta aprire una pagina internet a caso per venire ogni giorno a conoscenza di episodi di discriminazione nei confronti dei nostri amici musi gialli: boicottaggio totale di ristoranti e negozi di articoli cinesi, gente che cambia strada appena li vede, momenti di panico sugli autobus e metro se uno con gli occhi a mandorla starnutisce, casi umani che hanno smesso di bere la birra Corona e via dicendo. E poi c’è LUI, l’uomo che qui all’interno della cricca Metal Skunk è diventato una sorta di leggenda vivente con un video che trasuda da tutti i fotogrammi voglia di integrazione e amore per il popolo cinese ed è diventato una vera e propria droga. Poiché riteniamo che non sia stato degnamente pubblicizzato e sia carente di visualizzazioni, vi proponiamo integralmente questi 8 secondi di splendore assoluto: cliccate qui.

Partiamo da un gruppo in realtà più datato rispetto agli altri, i MIDWINTER, che attualmente risultano ancora in giro ma all’attivo hanno solo un full length uscito nel 2006 intitolato Enthrone in Blizzard (originalissimo). Il nome del disco e la copertina raffigurante paesaggi innevati lasciano facilmente presagire quello che sarà il contenuto del disco, un black metal di classica ispirazione norvegese anni ’90 che alterna le consuete sfuriate in blast beat a momenti più riflessivi, con influenze pagan metal piuttosto evidenti (la cover di Pestkrieg dei Nachtfalke ne è un’ulteriore riprova). Nel computo totale non siamo di fronte a nulla di trascendentale, ma il disco tutto sommato si lascia ascoltare piacevolmente in tutta la sua interezza.

Tutt’altro discorso da fare invece per i BLACK REAPER, il cui debutto Celestial Descension è andato a finire nella mia playlist del 2018. Ho affettuosamente rinominato questi blackster cinesi Dissechong, e il motivo è presto detto: sono identici ai Dissection. Attenzione, non sto parlando di similitudini, derivazioni o cose simili, sono proprio la copia spiccicata dei Dissection dei tempi d’oro, tanto che a qualcuno è venuto il dubbio che in realtà il buon Jon Nödtveidt viva e lotti insieme a noi e si sia trasferito in Cina. Raramente mi è capitato nel corso degli anni di sentire il suono di una band letteralmente trapiantato in quella di un’altra, per non parlare della produzione ed un cantato che fa impressione da quanto è simile. È questo un difetto? Difficile rispondere, da parte mia ho sempre messo le composizioni sopra tutto, e i pezzi di questo disco, pur se derivativi, sono uno meglio dell’altro, quindi fondamentalmente ‘sti gran cazzi. A favore dei Black Reaper devo dire inoltre che in alcune composizioni si nota un certo Naglfar flavour (Diabolical soprattutto) che ad esempio è assente in altri cloni dei Dissection tipo i Thulcandra, e questo è un ulteriore punto a favore di questo lavoro a dir poco spettacolare.

I VENGEFUL SPECTRE invece sono una recentissima scoperta: mi sono stati nominati per la prima volta dal fu Fabrizio “Doom” Socci, ma poi ho scoperto che anche qui a Metal Skunk hanno alcuni estimatori. Il disco eponimo è uscito appena un mese fa per l’attivissima Pest records, e a differenza dei due precedenti lavori di cui abbiamo parlato ha un lato folk decisamente più accentuato. Il sound è veramente nitido e curatissimo (forse pure troppo per i miei gusti), e devo dire che fa risaltare appieno le sei composizioni presenti, con l’aggiunta di alcuni tipici strumenti del folk asiatico a completare il tutto. Unica pecca la voce del cantante eccessivamente stridula (ricorda un po’ in peggio Jan “Hat” Solstad nei primi due dischi dei Gorgoroth), ma a parte questo niente da dire, veramente un bel dischetto.

A completare il tutto mi sono riservato per ultimo la band che tra quelle elencate è sicuramente la più nota, gli ZURIAAKE, autori di due full (Afterimage of Autumn del 2007 e Gu Yan del 2015) più un EP recentissimo con il quale sembra abbiano suscitato l’interesse della Nuclear Blast. Personalmente ho avuto l’occasione di vedere questa band dal vivo lo scorso anno al Brutal Assault, rimanendo quanto meno sorpreso dalla quantità di gente pronta ad aspettarli. Se scenicamente non passano inosservati, tutti agghindati con tipici costumi d’epoca con tanto di dou lì, il tradizionale cappello di paglia a cono, devo dire che sul piano musicale faccio un po’ fatica a farmeli piacere.

Semplificando parliamo di una sorta di black atmosferico (più nel primo full che nel secondo) imbastardito da influenze post black metal e blackgaze, genere di cui non sono esattamente il più grande estimatore. Se cercate in questi due lavori le tipiche sfuriate black siete decisamente fuori strada, I brani sono tutti mediamente lunghissimi e tutti dall’andamento piuttosto lento, lasciandoti quella sensazione di esplodere da un momento all’altro, cosa però che nella fattispecie non avviene quasi mai. Magari è solo un mio limite legato al tipo di proposta, se devo consigliare comunque uno dei due lavori andrei comunque sul primo.

Come dicevo la scena black cinese è molto variegata e ci sono molte band che non ho nominato, cosa che magari farà qualche mio esimio collega spaziando anche su altri generi. Buon Coronavirus a tutti. (Michele Romani)

 

7 commenti leave one →
  1. 10 febbraio 2020 09:31

    Io vorrei darti un oscar solo per il titolo dell’articolo.

    "Mi piace"

  2. fylopaloma permalink
    10 febbraio 2020 09:45

    Se posso consigliare qualcosa, direi i Deep Mountains, soprattutto il primo Ep e Lake of Solace. Sono praticamente gli Agalloch con gli occhi a mandorla. Hanno fatto anche un disco con le reinterpretazioni delle canzoni in chiave Neofolk…

    "Mi piace"

  3. vito permalink
    10 febbraio 2020 09:53

    Ho i crampi allo stomaco, questa è la perla dell’ anno ! Non è razzismo, è toscanità ! Voglio essere insultato da uno di Firenze.

    "Mi piace"

  4. Fredrik DZ0 permalink
    10 febbraio 2020 10:25

    Io invece per avermi fatto scoprire i black reaper. Grazie!

    Piace a 1 persona

  5. 10 febbraio 2020 22:16

    Dedicare un pezzo a questa interessantissima ed eclettica scena è una scelta che merita tutta la mia stima. Nel capitolo II spero di trovare citati e commentati Tomb, Enemite (pura follia dark ambient) e -mio pallino personale- gli epici Holyarrow. Oltre al sample “Death Kult over Black Congregation” (da cui provengono proprio i Vengeful Spectre), già una cult compilation.
    Grazie.

    "Mi piace"

  6. Cattivone permalink
    11 febbraio 2020 21:01

    Mi piace pensare che quello stronzo che indulta i cinesi sia in realtà il Belardi.
    Ma poi la scena l’hanno girata a Firenze o a Pisa? Se non si vede il pontevecchio sullo sfondo i due lungarni sono indistinguibili.

    "Mi piace"

  7. Bonzo79 permalink
    11 febbraio 2020 22:42

    Io trovo adorabile il primo Zuriaake. Grazie per la segnalazione dei Dissechong, sentirò di sicuro

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: