Avere vent’anni: ICED EARTH – Alive In Athens

Trainspotting: Alive in Athens è l’ultima testimonianza dell’epoca d’oro degli Iced Earth, epoca d’oro che per la mia modesta opinione si ferma con The Dark Saga e prescinde dal noioso e sopravvalutato Something Wicked This Way Comes: questo triplo cd dal vivo è quindi un colpo di coda, un monumento a ciò che gli Iced Earth hanno prodotto negli anni Novanta e che li ha resi così unici e irripetibili, quasi un delirio di onnipotenza che copre tutta la loro precedente discografia senza tralasciare alcun episodio, perché non c’è nulla da poter tralasciare: e sembra quasi di sentirlo, Jon Schaffer, con tutta la sua sicumera, andare negli uffici della Century Media a dire con fare perentorio “il nostro live o sarà triplo o non sarà”. E per farlo davvero triplo, hanno dovuto registrare due date consecutive. Il risultato è commovente, ed Alive in Athens è uno dei migliori dischi live degli anni Novanta; non solo perché fotografa gli Iced Earth al loro apice, ma anche per come li fotografa: i suoni sono potenti, pieni, precisi, e il calore del pubblico è palpabile, permea tutto e ti fa sembrare di essere davvero là in mezzo, e non importa se ci siano stati troppi rimaneggiamenti in fase di postproduzione. Davvero pochissimo altro da dire, e non me la sento di fare una lista di canzoni per farvi capire di fronte a che razza di capolavoro siamo. Da sentire rigorosamente a volume altissimo.

Cesare Carrozzi: Questo disco è un capolavoro, ed è talmente perfetto da farmi venire più di un dubbio sul fatto che abbia ricevuto qualche aggiustatina in studio, sospetti che sono rimasti anche dopo aver visto e rivisto il relativo DVD, che recuperai qualche anno dopo aver preso la versione a triplo CD appena uscita (che se non ricordo male all’inizio era un’edizione limitata, boh). Come che sia, cari lettori, Alive In Athens rimane uno dei più bei dischi dal vivo mi sia capitato di ascoltare, e pure se è stato limato successivamente di qualche imprecisione, ho deciso da tempo che non me ne frega nulla, visto che le eventuali correzioni nulla tolgono all’impatto di questo disco. Per fare un parallelismo, è un po’ come fu per Live After Death dei Maiden, pesantemente corretto in studio eppure uno dei miei dischi preferiti, almeno tra quelli dal vivo.

Vi dirò, Alive in Athens è in effetti così fico che potrebbe essere tranquillamente consigliato a quanti non avessero mai ascoltato gli Iced Earth degli anni migliori, diciamo quelli fino a Horror Show (escluso), visto che la lista dei pezzi inclusi è abbastanza bilanciata anche se, essendo il tour di Something Wicked, buona parte della scaletta è ovviamente occupata da canzoni prese da lì. Però, per dire, ci sono Dante’s Inferno, Travel In Stygian, Angels Holocaust, STORMRIDER, Diary, When The Night Falls e parecchie altre che rimangono imprescindibili nella discografia di Jon Schaffer e compagnia. Peraltro tutto il gruppo è in un tale stato di grazie che difficilmente ritroveranno, negli anni successivi, un’alchimia così forte. Oddio, adesso sembrano piuttosto coesi, ma purtroppo manca la qualità dei primi anni; diciamo che questo disco fotografa gli Iced Earth al picco della carriera, fulgidi e perfetti, con l’unica eccezione di quel cazzo di Larry Tarnowsky, uno dei chitarristi solisti peggiori che abbia mai sentito (e sono anche di manica larga), al quale va il dubbio merito di aver prima insozzato Something Wicked e poi pure Alive In Athens. Che poi con quel nome lo mi fa sempre venire in mente Mike Wazowski, che se non sapete chi è non solo probabilmente non avete figli ma siete anche dei cazzoni col botto. Immagino che il buon Mike, oltre ad avere una miglior presenza scenica, avrebbe pure suonato meglio, poco ma sicuro.

8 commenti

  • Matt Barlow, e non dico altro!

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  • Something Wicked This Way comes sopravvalutato?
    Questa finisce nella top ten delle cazzate di metal skunk, un giorno dovreste farla questa top ten😄

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  • Anche per me è un disco sopravvalutato. The dark saga è proprio di un’altra categoria.

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  • Alive in Athens è un monumento al metal, uno di quei dischi da far ascoltare ai neofiti per dire “ecco, il metal è questo”. Monumentale, perfetto. La voce di Barlow è sovrumana, e il granito di quei riff viene dall’inferno. Qualche lettore di MS aveva scritto in un commento “le canzoni degli Iced Earth sono tutte lì, e in una versione che ti fa bollire il sangue nelle vene”. Ecco, è l’espressione perfetta per dire come ti fa sentire quest’album.

    Carrozzi, è la seconda o terza volta che sottolinei quanto sia una pippa Tarnowsky, ma io non lo sento così terribile: sicuramente un po’ piatto come dinamica, ma non è uno di quelli che sembrano unghie sulla lavagna, le note che deve prendere le prende, o sbaglio? Puoi argomentare il tuo disgusto?

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  • Andrew 'Old and Wise'

    album che ho amato molto, ma credo che abbia beneficiato di ben più che una aggiustatina, vista l’esecuzione assolutamente perfetta e il suono fantascientifico, uno standard che dal vivo è semplicemente impossibile. piuttosto, senza polemica, ma davvero secondo voi gli Iced Earth sono l’ennesimo gruppo che dopo tre o quattro album è diventato fiacco e ripetitivo, al pari di millemila altri trattati su queste pagine? Concordo peraltro sulla superiorità di Dark Saga su ‘Something….’, anche se tutto sommato gradisco ancora di più Burnt Offerings, però credo che i nostri abbiano prodotto qualcosa di interessante anche dopo

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