Vai al contenuto

Le tue limpide nubi e le tue fronde: FUNERAL STORM – Arcane Mysteries

8 luglio 2019

In questi giorni afosi la maggior parte dei metallari tende a cercare refrigerio nel black metal norvegese, esorcizzando il caldo con inni ai fiordi e ai ghiacci eterni. Chi invece, come me, fa parte di quella categoria, odiata da tutti gli altri, che sin dall’autunno inizia a invocare i quaranta gradi all’ombra potrà esasperare gli effetti dell’opprimente canicola con le ben più torride atmosfere del metallo nero ellenico. Giunge all’uopo il debutto dei Funeral Storm, un moniker che, nell’ambito di quelli composti da due parole pescate a caso, suonava talmente scontato che pare strano nessuno lo avesse utilizzato finora (forse perché più che altro evoca la ridanciana immagine di un temporale che si abbatte su una già amareggiata folla che sta presenziando alle esequie di qualcheduno). Ad aggiudicarselo è stato il signor Wampyrion Markhor Necrowolf, nato a Zacinto, che te specchi nell’onde del greco mar da cui vergine nacque Venere, e attivo in decine di altri gruppi non proprio passati alla storia.

Il nostro amico Wampyrion, nel frattempo, dopo anni di progetti all’insegna della sfiga, è riuscito ad inserirsi abbastanza bene nella scena ateniese da reclutare dietro al microfono Necroabyssious dei Varathron, il quale si cimenta pure in un’autocover, piuttosto superflua, di 10 Flowers of my Youth. Il resto – chitarre, basso e batteria elettronica – lo fa tutto lui, tranne le tastiere, delle quali si occupa tale Arcania, che non so se sia la sua fidanzata o una tipa che si vuole trombare con la scusa.

Il dischetto, però, non è niente male, seppure sia un po’ diseguale, dal momento che i brani sono stati composti in momenti diversi. I primi due (al netto dell’intro Invocation of the Great Red Dragon, probabilmente un appello alla Cina perché aumenti gli investimenti nella martoriata economia greca) erano già stati pubblicati in precedenza e non costituiscono proprio una partenza in quarta. Melodie efficaci ma un po’ facilone, lo stesso tempo di cassa in sottofondo dall’inizio alla fine come ai bei tempi di Non Serviam, riff eccessivamente reiterati, ché non stiamo mica in un album degli Ufomammut, e suoni davvero troppo pulitini per evocare con successo le divinità arcane.

Si inizia a ragionare con il materiale inedito, che occupa la seconda parte del disco. Le canzoni si fanno più cupe e aggressive, in una rilettura, sia pure un po’ all’acqua di rose, dei vecchi classici di Necromantia e Rotting Christ. Un richiamo alle origini della scena sentito e a tratti commovente, sebbene a volte si esageri con il citazionismo (il brano Funeral Storm è di fatto un collage di riff presi di peso da Thy Mighty Contract). Del resto, se si suona in quarantesei band contemporaneamente, ci sta che l’ispirazione sia un po’ dispersa. Nulla di trascendentale, quindi. Se amate questi suoni, di Arcane Mysteries sarà però difficile fare a meno. (Ciccio Russo)

One Comment leave one →
  1. 8 luglio 2019 09:46

    Per me è impossibile ascoltare black metal di questo periodo non mi si combina bene con la stagione. Comunque bel lavoro come sempre. Rispetto.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: