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DEATH ANGEL – Humanicide

4 luglio 2019

Quando ho ascoltato Humanicide per la prima volta, intendo la canzone, lì per lì sono rimasto un po’ freddino. Non che la ritenessi brutta, proprio per niente, però boh?, non mi ha preso bene come altre degli album precedenti, e mi riferisco principalmente a quelli da Relentless Retribution in poi, quindi l’attuale formazione. Anche il singolo successivo, The Pack, non mi ha entusiasmato affatto, anzi peggio del precedente. Insomma ho cominciato a temere la merdata, sapete com’è, e mi sarebbe dispiaciuto molto, considerando che i Death Angel mi sono sempre piaciuti assai, e sia The Dream Calls for Blood che The Evil Divide sono proprio due bei lavori. Poi è successo che ho ascoltato più volte l’album tutto di fila durante lunghe tratte in macchina e mi sono, fortunatamente, ricreduto: Humanicide è fico in culo.

Anche la canzone omonima è cresciuta con gli ascolti, ma secondo me più che i pezzi veloci sono quelli un po’ più cadenzati ad impreziosire l’album: tipo, c’è Immortal Behated (che titolo fantastico, peraltro) che spacca tantissimo, oppure Aggressor, altra canzone allucinante, o Divine Defector che francamente non saprei definire veloce o meno, perché in certe parti sfiora i blast beat e altrove rallenta tantissimo, con il sempre fantastico Mark Osegueda che strilla nel microfono una prestazione maiuscola.

Ma, più in generale, questi a cinquant’anni sono freschissimi e motivati, due caratteristiche difficili da trovare in gente di quell’età che suona metal o rock, quando o lo si fa per campare (male) o tutt’al più lo fai per campare (male) e pure controvoglia. Invece i simpatici oriundi filippini (almeno per gli attuali tre quinti) ci danno dentro proprio tantissimo, come se volessero recuperare quei quasi tre lustri di fermo biologico compresi tra il millenovecentonovanta ed il duemilaquattro, sfornando dischi uno dietro l’altro e tutti di qualità più che buona. Vabbè, comunque l’unica che non mi piace per niente è Revelation Song, che pure The Pack più o meno cresce con gli ascolti ed I Came for Blood, vagamente punkeggiante, è discretamente divertente. Se vi sono piaciuti gli ultimi Death Angel questo probabilmente lo apprezzerete parecchio, se invece non vi piace l’ultimo corso del gruppo Humanicide farà al caso vostro. Come che sia, recuperatelo e non ve ne pentirete di certo. (Cesare Carrozzi)

3 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    4 luglio 2019 19:01

    Buon album, ma mi ha lasciato poco. Riproverò.

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  2. Fanta permalink
    4 luglio 2019 21:28

    Album da 6, a voler esser larghi 6,5. Tanto mestiere, enormi capacità (stavolta inespresse). Rispetto per la passione cui fai riferimento. Ma l’hanno composto in 7 minuti nelle intercapedini dei tour. E si sente tutta la fretta del caso.

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  3. Corrado permalink
    3 agosto 2019 12:45

    Ciao, ascolto musica pesante da 40 anni, questo é uno dei pochi dischi che quest anno mi hanno fatto sussultare di gioia musicale! Grazie Death Angel.

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