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RAMMSTEIN: abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo disco

14 maggio 2019

Dopo dieci anni di silenzio, i Rammstein sono in uscita con un nuovo album, di cui non si conosce ancora il titolo. Abbiamo partecipato all’ascolto in anteprima del disco negli uffici milanesi della Universal: quanto segue pertanto è più una descrizione dei pezzi che un giudizio di valore, che è ovviamente impossibile dopo un solo ascolto. E sarà anche una delle pochissime volte che troverete un track-by-track su queste pagine.

DEUTSCHLAND
Il primo singolo uscito lo conoscerete già di sicuro. Accompagnato da un video mastodontico di quasi dieci minuti che suppongo sia costato più o meno quanto il PIL del Burkina Faso, è il classico pezzo di pompa della band berlinese. Sembra scritto in cinque minuti, e dopo dieci anni di assenza dalle scene ci si aspettava legittimamente qualcosa di più, quantomeno da un punto di vista concettuale, diciamo così. Ad ogni modo è molto orecchiabile, e già mi immagino che spaccherà dal vivo, con quel DEUTSCHLAND gridato all’unisono da tutto il pubblico con le luci che si accendono e le fiamme che si alzano.

RADIO
Il secondo singolo, anch’esso già in circolazione da qualche settimana. Riffone zarro, tastierine con suoni un po’ tastiera del telefono e un po’ techno mitteleuropea anni Novanta, nella strofa dovrebbe essere un tentativo di ritorno alle radici che però non è uscito benissimo. Il ritornello gioca con fascinazioni new wave, e verso la fine ci sono confusi echi Kraftwerk. I Rammstein hanno sempre avuto grande capacità di scegliere i migliori pezzi per i singoli, e l’aver scelto Radio non lasciava ottime sensazioni. Devo però ammettere che cresce con gli ascolti.

ZEIG DICH
Da qui si parte con i pezzi nuovi ascoltati in anteprima. Questa Zeig Dich ha un ritmo piuttosto sostenuto e si apre con un riff che non sembra neanche loro. È carina, ma abbastanza strana per essere una canzone dei Rammstein. Da rimarcare gli inserti operistici all’inizio e alla fine, anche se mi sono parsi semplicemente gettati là fuori contesto, senza uno scopo preciso.

AUSLÄNDER
L’inizio è eurodance anni 2000, col riff che segue il giro di tastiera in modo diverso da come ci si aspetterebbe. Nel ritornello entrano le voci bianche mentre Lindemann si lancia in espressioni tipo “mon cherie, ciao ragazza, come on baby, c’est la vie”, che sembra il repertorio del playboy romagnolo d’estate. Si ha la sensazione che potrebbe pompare di più, ma mi pare ci sia una cattiva gestione del climax.

SEX
Inizio alla Volbeat, col giro “groove” in salsa vagamente western. O quantomeno è quanto mi è parso al primo ascolto. Allegrotta e scanzonata, Sex è uno dei pezzi migliori dell’album. Verso il finale, per qualche istante, si riconoscono i Rammstein prima maniera, e questa volta per davvero.

PUPPE
Purtroppo il titolo non è stato ispirato dalla grande passione dei Rammstein per i comici toscani, ma vuol dire “bambola” in tedesco. Parte lenta e atmosferica, con una base elettronica soffusa, finché non esplode, con Lindemann che inizia ad agitarsi e fa prendere al pezzo una vena drammatica. Sembra un esperimento per spezzare lo schema tipico che si ripete per più o meno tutto l’album. Ci si dovrà comunque abituare al fatto che lui gridi PUPPE! in continuazione; a questo proposito avrei visto bene una collaborazione con Massimo Ceccherini, ma confidiamo in una bonus track.

WAS ICH LIEBE
La partenza rallentata e marziale prende abbastanza bene. Mi ricorda qualche altro loro pezzo, ma non sono riuscito a capire quale. Il suo problema, peraltro comune a molta parte della discografia dei Rammstein, è che dà la sensazione di essere troppo scarna, senza molta cura per gli arrangiamenti. Certo che di tempo ne avrebbero avuto, però.

DIAMANT
Con i suoi due minuti e mezzo è la più corta del disco. Sembra un tentativo di rifare Seemann riprendendo però solo la parte lenta e arpeggiata. Da riascoltare.

WEIT WEG
Un midtempo abbastanza atipico per i Rammstein. Carino il break centrale, ma in generale la melodia non funziona. Quando finisce hai l’impressione che non sia ancora cominciata.

TATTOO
Finalmente un riffone in quattro quarti come si deve, in pieno stile Sehnsucht. Purtroppo nel ritornello si apre troppo, spezzando la tensione. Come si usa dire in questi casi, è uno starnuto a metà. Peccato, perché prometteva bene: magari col passare degli ascolti potrebbe migliorare.

HALLOMANN
Anche questo è un pezzo decisamente atipico, un midtempo claustrofobico dalle atmosfere rarefatte che gioca con le sensazioni ottantiane mentre la voce di Lindemann si riduce spesso ad un sussurro. Molto evocativa, bisognerà ascoltarla più volte per capirne la reale portata.

Il buffet a base di pretzel e Finkbrau è stato un tocco di classe

In conclusione, mentirei se dicessi di non essere rimasto deluso da questo primo ascolto. Ovviamente tutto quanto è da prendere con le molle, perché sentire un disco una sola volta non è poi così diverso dal non sentirlo proprio, e a conferma di ciò ribadisco che i due singoli già in circolazione hanno iniziato a piacermi col passare degli ascolti, mentre l’impatto iniziale non era stato per nulla positivo. Sono dunque curioso di averlo tra le mani per capire se questo silenzio decennale ci abbia restituito un gruppo bollito o meno: ci risentiamo presto per la recensione completa. (barg)

2 commenti leave one →
  1. El Baluba permalink
    14 maggio 2019 14:29

    ovviamente da povero mortale ho visto i video dei due singoli e mi ritrovo in toto con le tue parole. “Deutchland” è un pezzo da stadio che si sicuramente farà sfracelli dal vivo, più subdolo “Radio”, i cui primi ascolti ti lasciano un grosso punto interrogativo, ma poi ti ritrovi a canticchiare il ritornello a lavoro. Non nascondo che un po’ di delusione ci sta…ma aspetto ad ascoltare il disco per intero prima di iniziare a lamentarmi. PS: Gli Oreo spaccano, non mi fa impazzire molto la voce, ma musicalmente spaccano proprio!

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  2. vito permalink
    14 maggio 2019 14:31

    I due riffoni in circolazione li ho già consumati ma sono sicuro che mi piacerà tutto. Non posso farci niente sti crucchi mi garbano da sempre ancora di più quando fanno i tamarri !

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