R.I.P. Keith Flint [1969-2019]

Keith Flint se ne è andato, senza un motivo e senza un perché, trovato morto nella sua casa nell’Essex, dove era nato e dove viveva. Chiunque abbia attraversato gli anni novanta non può non ricordare quel tizio vestito con una maglia a stelle e strisce, un catenone da pitbull al collo e i capelli come Heihachi Mishima, strillare come un invasato nel video di Firestarter, il primo vero singolo dei Prodigy capace di abbattere le barriere dei rave party per diventare una hit assoluta. Flint, che nella vita si è trovato anche a fare il commerciante in Israele dopo essere stato cacciato di casa dal padre, era entrato nel gruppo fin dall’inizio ma nei primi due dischi figurava semplicemente come ballerino, per diventare effettivamente il cantante – insieme a Maxim – soltanto a partire da The Fat of the Land del 1997. Dal basso della mia ingenuità dell’epoca, ricordo di aver consumato quel disco senza soluzione di continuità, convinto che rappresentasse quanto di più estremo l’industria musicale potesse offrire in quel momento. Di sicuro, nell’era delle boy band e in un contesto storico nel quale Robbie Williams veniva considerato appena un gradino sotto Gesù, accendere la tv e trovare il video (censurato) di Smack My Bitch Up all’ora di pranzo rappresentava qualcosa di particolarmente trasgressivo. Al di là di tutto, Flint rimane un’icona anche per la sua voce volutamente sguaiata che accompagnava le mazzate elettroniche di Liam Howlett. Aveva provato a tradurre la sua attitudine punk anche in un progetto parallelo, i Flint, nato e morto nel giro di pochi mesi dopo aver prodotto un paio di singoli trascurabili. Meglio gli era andata con i motori e con il suo “Team Traction Control”, che qualche corsa nei campionati inglesi è riuscita anche a portare a casa. Nell’ultimo album dei Prodigy, No Tourist, uscito appena quattro mesi fa, prestava la sua voce a tre sole tracce. Tra queste anche un pezzone vecchio stile come We Live Forever, quasi fosse un segno del destino o un involontario testamento anche se è difficile associare ad un personaggio del genere simili calcoli più o meno consapevoli. Il suo epitaffio migliore è nelle sue stesse parole: “When, and if, I get to 65, I’d like to say that I did everything – the lot. I’d like to think I bedded loads of babes and lived out my ultimate sex fantasies“. Ce l’avrà fatta prima? (Matteo Ferri)

9 commenti

  • Sempre piaciuti, soprattutto perché non erano dei posers ma dei fuori di testa veri.

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  • Voglio ricordarlo narrando di quando andai a sentire il dj set di Maxim a Gallipoli. Del set ricordo poco, mi ero fatto 3 Long Island in rapida sequenza prima dell’inizio. Ricordo però come finì la serata, molto più tardi: qualcuno mise su “Du Hast”. Io, ubriaco marcio, roteando i pugni presi un mio amico in pieno volto, facendogli perdere una lente a contatto. Tornando a casa, vomitai appoggiato al muro, riuscendo miracolosamente a non sporcarmi né scarpe né pantaloni, nemmeno una goccia. Infine, rientrando in casa, trovai il mio compagno di stanza, che non era venuto, a letto. Completamente nudo. E niente, penso che a Keith sarebbe piaciuta come serata

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  • In questo torno di tempo, morti anche Tullio Gregory, grande studioso, e Luke Perry, il mitico Dylan 90210.

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    • Minchia che cavolo di giornata…dispiace molto per tutti e due. Non sono un grande fan dei Prodigy, ma ho sempre avuto grande rispetto per quello che han fatto. Per il buon Dylan, da ragazzino ricordo che non mi perdevo una puntata di Beverly Hills almeno li prime stagioni…ma che anni erano 90-91? Stasera mi rivedro Beverly Holes in tuo onore Dylan

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  • la giornata di oggi mi fa sentire vecchio… non tanto per i due dipartiti, ma per il fatto che all’epoca della loro fama ero già cresciuto abbastanza per capire quanto facesse cagare sia beverly hills che la techno.

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  • Non sono mai stato un super fan dei Prodigy ed è tanto che non sento una loro canzone, ma all’università un paio di ragazzi mi fecero avvicinare per qualche tempo all’elettronica e tra le varie cose mi ritrovai anche a sentirmi loro. Furono pure la colonna sonora di una vacanza in Salento allo sfascio e mi ricordo che in macchina non andava altro. Quindi questa cosa mi ha un po’ intristito, anche perché erano dei veri fulminati come ha detto l’utente Vito e non la gentaglia che vuol fingere con stupidi atteggiamenti esagerati. Li ho visti anche una volta dal vivo e spaccarono parecchio. Avevano attitudine a pacchi, erano marci e incazzati. Mi ricordo alcuni tizi tipicamente ravers che si presero pure male perché l’esibizione era dentro ad un festival con vari gruppi e c’era anche un certo numero di metallari che sui Prodigy si misero a pogare abbastanza violentemente e la cosa li fece prendere malissimo (ai ravers, non ai Prodigy che invece sembravano gradire e contenti). Avevano la chitarra e la batteria suonate dal vivo da veri musicisti e la resa fu veramente una bomba, con loro che saltavano, urlavano e facevano macello. Bella Keith. Come si suol dire, che la terra ti sia lieve.

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