Vai al contenuto

Avere vent’anni: MORTIFICATION – Triumph Of Mercy

31 ottobre 2018

Tempo fa mi è venuto in mente di scrivere un pezzo sul thrash australiano, e mi sono rifiutato a priori di metterci dentro i Mortification. Il solo nominare il loro moniker mi fa incupire, non tanto perché erano considerati una extreme christian metal band ma perché mi hanno sempre fatto un discreto schifo, e soprattutto perché ,in tempi non sospetti, avevo pure comprato a scatola chiusa un loro cd. Il caso volle che mi portassi via dal negozio Post Momentary Affliction, l’album che probabilmente chiuse il loro periodo più prolifico e maggiormente legato al death metal. Steve Rowe al basso disegnava ottime ritmiche e non dimenticava di farsi mixare a volumi indecenti, una roba che probabilmente sarebbe stata il sogno erotico di un ammutolito Jason Newsted nel 1988. Inoltre, il leader dei Mortification iniziava a unire, al suo classico growl, alcune parti più pulite che inizialmente vi dirò, non ci stavano neanche malissimo. Dopodiché fu l’ecatombe.

Dimenticatevi dei remoti tempi di Scrolls Of The Megilloth, la band australiana iniziò a passarsela davvero male e questo accadde per una serie di motivi: il primo fu la salute di Steve Rowe, che si era ammalato di un cancro al sistema linfatico e fortunatamente ne uscì fuori anche abbastanza alla svelta; il secondo consistette nella scomparsa definitiva del death metal dal loro sound in favore di una sorta di thrash ritmato, e che talvolta strizzava l’occhiolino a certa attitudine hardcore (Unified Truth fu fra i brani più significativi in quel senso), un ingrediente molto comune negli anni Novanta e che in molti non seppero domare con la necessaria domestichezza. Loro, per esempio.

Naturalmente non ho più comprato niente dei Mortification, che già digerivo a fatica in occasione dei loro primi lavori; ma un bel giorno mi misi ad ascoltare la loro discografia per intero, ricordo che era da poco uscito Relentless e che mi feci questo ripassone generale, in più tappe per non perdere i sensi, di tutto ciò che mi ero lasciato alle spalle per ragionevoli motivi. Non era la prima volta che combinavo una cazzata del genere, ma fu una delle maratone più sfiancanti dal punto di vista squisitamente emotivo. Triumph Of Mercy del 1998 stava più o meno a metà corsa e me lo ricordo ancora bene: Steve Rowe che cantava male ai massimi storici, il basso onnipresente come se ci si trovasse su un album dei Primus, ed un riffing che generalmente stazionava a cavallo fra heavy metal classico e il thrash roccioso di metà Novanta, ottimamente interpretato solo su Raw Is The Stonewood Temple. Il primo pezzo si intitolava addirittura At War With War, ed era uno dei pochi a ricollegarsi alle sonorità tipiche della band; e credo che Cronos stia ancora battendo la testa nel muro per avere ispirato, liricamente parlando, una cosa del genere. Ma questi qua avevano già perculato Chapel Of Ghouls pubblicando Chapel Of Hope, che gli volevi dire? C’era pure Drain Dweller, l’altro brano orientato sul death metal, solo che lì era tutto quanto coperto dal basso come se Ronnie James Dio (vi ricordate la storia di Live Evil?) si fosse ancora una volta intrufolato di notte a sputtanare i mixaggi perché così andava fatto: sentitevela perché è uno spasso totale. Infine c’era quella copertina blu, che sembrava un “finish him” qualunque di Mortal Kombat in versione redenzionista. Lasciate perdere, o se proprio dovete, non andate oltre il più riassuntivo Live Planetarium di qualche anno prima. (Marco Belardi)

3 commenti leave one →
  1. blackwolf permalink
    4 novembre 2018 18:00

    Belardi cosa non hai ascoltato nella vita?? Comunque rispetto, penso che da nessun’altra parte avrei letto una recensione su di una band metal cristiana.. Ma in ossequio alla tua sterminata conoscenza, cerco di leggere ogni tuo articolo. Ho letto pure quello sulle Hole, mortacci tua. Enciclopedia vivente.

    Mi piace

    • Marco Belardi permalink
      4 novembre 2018 18:08

      Macchè, il mio problema è stato quel periodo fino al 2006 in cui penso mi ascoltassi due o tre album al giorno. Infatti compensavo con sonore bocciature alle superiori perché non studiavo nulla, avevo due libretti delle giustificazioni (uno ufficiale, l’altro sostituitivo perché dichiaravo di avere perso quello ufficiale), col secondo giustificavo le assenze per essere andato in centro a comprare dischi. Quelli che non trovavo li scaricavo su MIRC e poi andavo a cercarmi su ebay quelli rari. A un certo punto mi sono dovuto disintossicare, ti assicuro comunque che dal 2008 al 2012 c’è stato qualche annetto in cui di nuove uscite non ho seguito praticamente niente, era come se mi fossi rotto le palle. Poi il trainspotting è venuto a riesumarmi

      Mi piace

      • blackwolf permalink
        4 novembre 2018 19:53

        Anche per me funziona in maniera simile. Però a 3 album al giorno non ci sono mai arrivato e non ci arriverò mai. Ho due cose che mi limitano, come ascoltatore. In primis, i generi. Magari so vita, morte e miracoli di un gruppo, ma capita spesso che i suoi compagni di genere non me li cago proprio e conosco benissimo svariate band di mille correnti diverse, ma non ho una conoscenza super approfondita di quasi nessuna di esse. Sono molto eterogeneo, ma non molto ferrato nello specifico. Poi la modalità di ascolto. Compro un album. Parte la prima traccia. Bella. Mi piace. 20 volte in repeat. Traccia 2. Bella. Mi piace. 20 volte in repeat. Ora proviamo a sentire come suonano la 1 e la 2 in sequenza. E così via.. Capisci, che per ascoltare un album intero, va via un mese.. Se va bene ahahaha Poi arriva il periodo dove di nuovo non sento nulla, anche per un paio d’anni. Poi riesplode la scimmia e compro 20 album in un mese e via mezzo anno per sentirli. Quindi periodi di overdose e periodi di secca totale. Comunque, so che sto per dire un’ovvietà ad uno che scrive di musica, ma per fortuna, anche al netto delle bocciature, il tempo passato ad ascoltare musica non è mai tempo buttato. Trainspotting ha fatto bene a riesumarti.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: