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BEHEMOTH ovvero sicurezza sul lavoro, survival horror ed erbazzone emiliano

17 settembre 2018

Oggi è possibile realizzare un filmato di media qualità anche con l’ausilio di una fotocamera mirrorless o reflex, o generalizzando, utilizzando i più evoluti modelli di smartphone. Personalmente, rimango dell’idea che il telefonino sia uno strumento capace di svolgere le più disparate operazioni, ma che molte di esse finisce per farle in maniera particolarmente “castrata”: vedi le fotografie, ottenute con un sensore infinitamente piccolo a discapito dei numerosi megapixel, vedi appunto il comparto video. Ma in molti ne vanno orgogliosi, e la qualità dei file multimediali che i social network richiedono non è poi così inarrivabile.

Dando un’occhiata al nuovo videoclip dei Behemoth, però, mi sono autoconvinto che le riprese boschivo/estreme di Wolves Ov Siberia siano state effettuate con una delle vecchie cineprese anni Ottanta che spaccavano la schiena al coglione che, eletto all’unanime dal parentado, avrebbe dovuto riprendere con essa il quarto compleanno di Antonietta o altre situazioni del medesimo rango. Era un vero problema, all’epoca, portare a casa un buon filmato restando tutto il tempo in piedi e contando sulle proprie spalle: il rischio era proprio quello di deludere Antonietta. Così, spesi tutti i soldi del budget per girare il coraggioso e confusionario video di God=Dog, il gruppo di Nergal si è ritrovato a meditare sul da farsi per ottenere il meglio in una situazione minimale come quella dei boschi del monte Snezka, o più probabilmente della Calvana a ridosso degli abitati di Prato e Calenzano. Contattati alcuni sceneggiatori locali con un bagaglio non trascurabile in campo survival horror / found footage, una interessante trama dai risvolti agro-alimentari ha così potuto accompagnare lo sparatissimo brano che aprirà l’atteso I Loved You At Your Darkest. In pratica, trascurando le più basilari normative di sicurezza sul lavoro, i Behemoth hanno ingaggiato numerosi operatori di ripresa lanciandoli alla disperata nei boschi circostanti, e suggerendo loro di correre bassi – data l’impossibilità, per motivi di budget, di velocizzare il filmato in un secondo momento – e di guardarsi intorno come per individuare una preda. Simulando in questa maniera il comportamento in natura del canis lupus. Il problema è che intorno al secondo minuto la preda la scorgono per davvero: una perfetta imbecille, relativamente somigliante a Famke Janssen degli X-Men, che se ne sta lì sull’humus con un secchio, a raccogliere erbacce a un minimo di cinquanta chilometri dalla più rurale forma di civiltà dei Carpazi. Oltretutto con l’aria vagamente sospettosa – come per intendere, “mi trovo qui a fare secchiate di erba su cui un capriolo cacherebbe sopra, e sono consapevole del fatto che rischio la vita” – e viene naturalmente raggiunta alle spalle dai carnivori, i quali la dilaniano e la lasciano lì morente senza avere mangiato praticamente nulla.

Due considerazioni: le riprese close-up dei lupi famelici che strappano brandelli di carne dalla malcapitata non ritraggono mai la testa dell’animale, ed è magnifico quindi ipotizzare che Nergal reggesse il suo Pinscher nano sollevato su di un generoso pezzo di arista avanzata della domenica, o che i cameraman suicida ingaggiati per correre nella selva impiegassero a loro volta dei pupazzi animatronici a forma di bocca canina; scatenando l’oggetto sulla prima carcassa di scoiattolo rinvenuta all’ombra di un faggio, azionando le fauci in plastica rivestita di goretex con dei pulsanti, e svolgendo una mansione per la quale non erano neppure stati ingaggiati o ritenuti idonei. Nel frattempo, i sindacati polacchi sono pronti ad attivarsi nei confronti della band di Evangelion, minacciando imponenti misure di protesta nel caso si ripetessero ulteriori omissioni delle misure di sicurezza. Sottolineando comunque la bontà del brano, e sperando che con The Satanist la band abbia definitivamente svoltato, vi consiglio infine una semplice ricetta per realizzare l’erbazzone emiliano, una delizia del centro-nord italiano che sicuramente la contadina divorata dagli animali stava cercando di riproporre a nessuno, perché laggiù dove hanno ambientato Wolves Ov Siberia semplicemente non c’è nessuno. E’ il death metal vegetariano anticristiano, non opponetegli resistenza: le porte del futuro ve le apre lui.

erbazzone-reggiano.jpg

Ingredienti:

Sale, olio, 400 grammi di farina ed acqua; per il ripieno oltre un chilo di bietole fresche, 100-120 grammi di pancetta a cubetti anche affumicata, cipollotti bianchi di un etto, 200 grammi di parmigiano grattugiato, pepe a piacimento, uno spicchio di aglio.

L’impasto è semplicissimo e si compone della farina, setacciata e unita a 8-10 grammi di sale, a 30 grammi di olio di oliva e 200 grammi di acqua fatta leggermente intiepidire. Tolto il gambo dalle erbette dei Carpazi, ma noi per evitare di essere massacrati useremo la bietola, e puliti i cipollotti, taglieremo a rondelle questi ultimi e li faremo rosolare in padella con l’olio. La sequenza, naturalmente, prevede che prima venga fatto dorare l’aglio nel medesimo recipiente di cottura. Aggiunte le bietole, le faremo cuocere insieme alla base per circa otto minuti. Tolto l’aglio, scoleremo il liquido che la cottura con coperchio ha mantenuto. Fate raffreddare il tutto. Disponete ora della farina su un piano della cucina e stendetevi l’impasto, che verrà adagiato su una teglia da 36 cm. Preparate una seconda sfoglia più sottile della precedente. Versate all’interno dei bordi le bietole e cospargete con del parmigiano, coprendo infine con la seconda sfoglia. Dopo aver praticato dei piccoli fori con l’ausilio di una forchetta e spennellato con olio di oliva, cuocete il tutto in forno ventilato per 20 minuti a 180 gradi. Servite la torta salata calda.

Ah, se non l’avete già fatto date pure un occhio al nuovo video dei DeicideDefying The Sacred. Anche lì riprese in prima persona di cose a caso che corrono nel bosco, ma poi i cattivi sono la comunità parrocchiale di un paesino dell’appennino pistoiese che, terminata una sagra con i consueti eccessi, prova a infastidire di brutto una ragazza che era lì per caso e la situazione finisce in merda. Quindi perché quelle riprese rasoterra in prima persona nel bosco? Inizio a adorare tutto questo.

2 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    17 settembre 2018 20:43

    Bah, da Army of the dead in avanti… copie

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  2. blackwolf permalink
    19 settembre 2018 13:26

    Metallo, articoli seri ma divertenti e la ricetta dell’ erbazzone. Succede solo su Metal Skunk.

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