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I Rotting Christ fermati dalla polizia georgiana con l’accusa di ‘terrorismo satanico’

16 aprile 2018

È tutto verissimo. I Rotting Christ erano appena atterrati all’aeroporto di Tbilisi, la capitale georgiana, quando dei solerti sbirri georgiani hanno detto ai fratelli Tolis di seguirli per “ulteriori controlli” e li hanno quindi abbandonati in un umido e sporco stanzino georgiano in cui sono rimasti per dodici ore. Alla richiesta di spiegazioni, i rigorosi pizzardoni hanno risposto che il motivo del fermo era confidenziale. Successivamente, gli avvocati dei fratelli Tolis riveleranno che il loro nome era su una lista di potenziali terroristi, sottocategoria satanisti.

Fortunatamente, però, la puntuale sbirraglia georgiana aveva solo i nomi di Sakis e Themis sulla loro lista di proscrizione di terroristi satanici, quindi gli altri due membri della band (evidentemente considerati meno satanici, cosa che a me personalmente avrebbe offeso a morte) sono subito corsi a telefonare a mezzo mondo per risolvere la situazione, che si è conclusa quindi senza grosse conseguenze a parte lo sgomento per la surrealtà dell’accaduto. 

Il comunicato della Season of Mist specifica che è stato il promoter locale a trovare una soluzione per far liberare i due fratelli, soluzione probabilmente chiusa in una busta di carta da lettera e passata sotto la scrivania come usa fare in quei Paesi. Questa ipotesi è corroborata dal fatto che ai Rotting Christ è stato poi addirittura permesso di suonare regolarmente il concerto programmato per quella sera, in una sala immagino presidiata da agenti dei servizi segreti pronti ad intervenire in caso di evocazione del Demonio da parte dei pericolosi terroristi satanici di Atene. Ora i Rotting Christ sono sani e salvi in Armenia a propagare il verbo del Caprone anche in quelle lande dimenticate da Dio e dagli uomini – ma non dalle capre, lì notoriamente molto diffuse.

La cosa che mi lascia più sconvolto di tutta questa grottesca vicenda non è tanto che i Rotting Christ siano stati rinchiusi dentro un umido buco georgiano per l’accusa di terrorismo satanico – del resto se ti chiami Rotting Christ è anche giusto subire qualche conseguenza, è un po’ come quando da ragazzini andavamo in giro con le maglie coi mostri e le vecchiette ci guardavano male – ma che questo mi ha permesso di scoprire che il sindaco di Tbilisi è Kakhaber Kaladze, l’indimenticato numero 4 del Milan di Ancelotti, già vicepremier e ministro dell’Energia dell’ottimo paese caucasico. E anche questo, cari fratelli del vero metal satanico, è tutto verissimo. (barg)

4 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    16 aprile 2018 19:26

    Qualcuno se lo ricordi, quando invoca Lui. Non Satana, ma testa a ginocchio.

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  2. Fanta permalink
    16 aprile 2018 23:36

    Ahahahaahahaha!! Quindi esiste anche la minaccia di un Ku Klux Klan di negri che cacciano i bianchi!
    I componenti a Miwa li lancia Jeeg!
    Buffon potrebbe lamentarsi di un arbitraggio dopo aver dato del perdente a chi osa farsi girare i coglioni per 97 anni di furti! AHAHAHAAHAHAHA.

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  3. Mirko permalink
    19 aprile 2018 09:11

    Hahah che storiaccia, se uno si ferma a rifletterci su è davvero triste… credo che ogni metallaro che si rispetti dovrebbe voler bene ai Rotting Christ e comprare tutta la discografia a priori, già solo per il nome. Mi sento quasi in colpa di possedere solo quattro dischi…

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