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Grande festa alla corte di Sauron: sta per uscire il nuovo SUMMONING

24 ottobre 2017

L’arrivo di un nuovo disco dei Summoning chiude sempre un lungo periodo in cui tutto ci si aspetta dalla vita meno che un nuovo disco dei Summoning. Due i motivi principali: il primo è la natura della band, un duo che non ha mai suonato dal vivo, che non ha nessun tipo di dovere verso la propria casa discografica e che ormai fa aspettare almeno 5 anni tra un album e l’altro. Il secondo motivo è che i Summoning sono una di quelle realtà che trascende la musica in senso stretto come siamo abituati a pensarla, non somigliando a pressoché nulla d’altro e travalicando persino ogni definizione di genere. Come detto, l’immaginario tolkieniano su cui si basano li compenetra al punto da essere diventati essi stessi un’entità fiabesca, che conseguentemente spunta fuori all’improvviso, esprime la propria eccezionalità e poi scompare di nuovo, per un periodo talmente lungo che sembra sempre non finire più.

E invece sta per finire; o meglio: finirà fra pochi mesi. With Doom We Come, ottavo album di Silenius e Protector, è programmato per il 5 gennaio. Il titolo viene dalla canzone che cantano gli Ent quando escono da Fangorn per andare a spezzare le reni a Saruman: 

We come, we come with roll of drum: ta-runda runda runda rom!
We come, we come with horn and drum: ta-runa runa runa rom!
To Isengard! Though Isengard be ringed and barred with doors of stone;
Though Isengard be strong and hard, as cold as stone and bare as bone,
We go, we go, we go to war, to hew the stone and break the door;
For bole and bough are burning now, the furnace roars – we go to war!
To land of gloom with tramp of doom, with roll of drum, we come, we come;
To Isengard with doom we come!
With doom we come, with doom we come!

Il pezzo in anteprima è quasi una titletrack, pronome personale permettendo: With Doom I Come sarà la conclusione dell’album nonché il pezzo più lungo dello stesso, con oltre undici minuti di durata. Al primo ascolto mi aveva lasciato un po’ freddino, perché ci ho trovato molta accademia, nonché niente che non fosse già abbondantemente esplicitato nei due precedenti Oath Bound e Old Mornings Dawn. Risentendolo ancora e ancora, però, le porte della fiaba si socchiudono, e la vecchia magia si disvela ancora una volta. Annotatevi la data del 5 gennaio e preparatevi a passare l’Epifania come Iluvatar comanda. (barg)

PS: sappiate che l’edizione limitata del disco si presenterà come illustrato nell’immagine qua sotto. E, se volete proprio strafare, ci sarà anche l’edizione in musicassetta.

3 commenti leave one →
  1. Matteo permalink
    16 novembre 2017 19:46

    Approfitto: ma che cazzo di fine hanno fatto i Caladan Brood? Hanno fatto quel discone e poi so spariti! Mica si fa così, mortacci loro…

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  2. Matteo permalink
    17 novembre 2017 19:52

    Mi hai colpito dritto al cuore! In verità li ascolto già da un po’, da quando sono partito alla ricerca di surrogati della mia droga preferita degli ultimi anni. E, già che ci siamo, sai da quando ho cominciato ad ascoltare i Summoning? Dal tuo pezzo, meraviglioso, su Minas Morgul. Non ho mai trovato le parole giuste per ringraziarti…

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