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Once upon a time in Norway # 9

10 ottobre 2016

frostflessioni

Mala tempora currunt è stato spesso uno slogan di questa rubrica e di vari interventi su questo blog. Ora, prima che ci accusiate di essere dei tradizionalisti di bassa lega, abbiate almeno un po’ di pietà di noi. Perché quale altra reazione è possibile alla lettura di articoli come questo?

In breve, la televisione statale norvegese NRK ci pregia ci farci sapere alcune cose sulle abitudini professionali dei Satyricon. Al motto di “caccia al superuomo” – Bignami di Nietzsche nella tasca posteriore – veniamo a scoprire che il duo collabora da tempo con l’Olympiatoppen, la palestra / centro di ricerca dove si allenano le squadre nazionali di sci di fondo, salto, pallamano, ovvero gli sport in cui i norvegesi hanno qualcosa da dire. E perché, si chiederanno i nostri piccoli lettori?

Perché i Satyricon sono una realtà da 200 giorni di tour bus all’anno, che deve erogare un prodotto di qualità a un cliente pieno di esigenze. “È una questione di rispetto per il proprio lavoro e per chi ci viene a sentire. Meritano di vedere i Satyricon in grande spolvero e non una brutta versione della band che amano”, spiega Frost, facendo anche una piccola dimostrazione di yoga. Dall’Olympiatoppen apprendiamo che il gruppo collabora con loro da tempo per lavorare su gestione dello stress, ottimizzazione delle prestazioni e sciccherie del genere, sul modello dei campioni di sci. Ma la storia non finisce qua. A quanto pare, i Satyricon hanno smesso di bere – almeno sul tour bus. L’alcool è stato bandito in nome della professionalità e della qualità della prestazione, ma anche, come sottolinea Satyr, “nel tentativo di allungarsi un po’ la vita. Se dai il massimo sul palco e in più bevi a due mani, rischi di finire anzitempo sottoterra”.frostyoga

Ora, lungi da noi fare i moralisti con una persona che di anni ne ha 43 e che recentemente non se l’è passata bene (con tanti auguri di pronta guarigione). È anche vero che NRK minimizza e ci ricorda sia che Satyr fa il produttore di vino (e che quindi qualcosa ancora berrà) e che Frost – horribili visu – “si è lanciato nel mondo della birra” (immaginiamo quella artigianale tanto cara a Trainspotting). Ma quello che sconvolge è l’assoluta indifferenza della critica verso la morte del rock’n’roll. Mi spiego? Cioè, ora non si beve più prima dei concerti perché bisogna erogare. Perché il cliente merita professionalità. Dove sei, Lemmy? Fai capriole là sotto? Come darti torto. Nessuno ha detto bah, nessuno ha levato un sopracciglio. Il rock’n’roll – di cui il black metal, come sappiamo, è solo un discendente – morto e sepolto.

Non fraintendeteci – non siamo talebani e abbiamo rispetto di chi si prende sul serio come i Satyricon e di chi ci lavora insieme. Siamo anche abbastanza disillusi da non credere che i nostri beniamini siano degli individui duri e puri, servi del maligno fino all’ultimo giorno della loro breve esistenza. Ognuno faccia come vuole e sia felice così – ma lasciateci un po’ di magia, la magia del rock’n’roll! L’illusione di un minimo di autonomia nel campo culturale, come avrebbe detto Bourdieu. Insomma, che nessuno – dico nessuno! – si accorga dell’ennesimo chiodo sulla cassa del rock’n’roll, questo sì mi fa un po’ paura. Ora ditemi voi che altro dire, se non che ai mala tempora ci stiamo proprio in mezzo.

6 commenti leave one →
  1. 10 ottobre 2016 10:59

    Penso sia un processo facente parte dello sdoganamento del metal presso il grande pubblico, come è già successo al termine “nerd” e ai videogiochi. Tutto ciò che torna ad essere un fenomeno di massa, negli ultimi tempi, viene riletto in chiave elitaria e fighetta, cosa che porta alla morte del divertimento (death e power metal) e sempre più a un intellettualismo esclusivo. Che poi a me l’ultimo di Ihsahn è piaciuto, anche se, come avete scritto voi, è una paraculata per hipster.

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  2. sergente kabukiman permalink
    10 ottobre 2016 12:25

    patetici, personalmente se si sciogliessero domani non me ne potrebbe fregare di meno

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  3. amedeosturati permalink
    10 ottobre 2016 16:07

    Seee, Yoga? Sport? vallo a dire a Phil anselmo, Eyehategod e compagnia marcia di New Orleans…

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  4. 10 ottobre 2016 16:41

    Ciao, vi segnalo un mio articolo di qualche mese fa che si riaggancia molto bene.

    ‘Giornalisti, case discografiche, artisti: questo insignificante articoletto è per voi. Fatevela finita, vi prego. Se dovete inventare o pompare amenità, inventatele e pompatele per alimentare miti che inquietino, destabilizzino, che ti facciano rivoltare la pancia e ribollire il sangue, non che ti tranquillizzino prima di andare a nanna. Fatemi venire voglia di imbracciare una chitarra elettrica e sfasciarla in testa alla professoressa, non di iscrivermi ai boyscout. Che il rock sia morto o moribondo è del tutto evidente, ma non fateci schiattare definitivamente pure il feticcio della rockstar o davvero è meglio chiudere la baracca, bruciare tutto e cospargere di sale.

    https://caffeconutopia.com/2016/05/23/perche-comprare-unauto-usata-da-dave-grohl-o-bruce-dickinson/

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  5. rabe permalink
    11 ottobre 2016 03:58

    Per me possono anche passare il tempo a scoparsi i cani, basta che tornino a fare dischi decenti…

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  6. AndreaGnarluz permalink
    11 ottobre 2016 09:26

    “Erogare un prodotto di qualità” mi ricorda tanto il lavoro di un distributore automatico di bibite! a tutta questa voglia di insano salutismo ortorettico del menga rispondo con un ricordo dei 30 anni dall’uscita di Metal Of Honor dei T.T.Quick i quali, si ricorda in questi lidi, avevano messo su il Quick Heavy Metal Drinking Team per le Olimpiadi Dei Bevitori Di Birra! https://www.youtube.com/watch?v=078CIOLxiaQ

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