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Sveglia il morto #4: DECOMPOSED, GOREMENT, CEMETARY e FUNEBRE

25 agosto 2016

Benvenuti ad un’altra puntata di Sveglia il Morto, la rubrica che parla di gruppi che nessuno si incula e da cui potete tranquillamente prendere spunto quando volete rompere le palle ad amici e conoscenti mentre tessono le lodi della band del momento, dicendogli (con il giusto tono spocchioso ed elitario) che un’altra band sfigatissima già faceva le stesse cose venti anni prima. Il menu di oggi prevede:

decomposedDECOMPOSED – Hope Finally Died… (1993)

Il quartetto di Croydon, ridente distretto del sud di Londra, fu fautore di un death metal claustrofobico e tombale, secondo una certa tradizione nord europea (Convulse, Funebre, Gorement, etc). Certo è che vi era un numero non indifferente di gruppi che suonavano così all’inizio degli anni novanta, ma il gusto melodico e le atmosfere plumbee rendono questo disco senz’altro meritevole di un recupero. Pezzi sui sei minuti di media, con pochissime accelerazioni e molti begli assoli. Voce ipergutturale e suoni corposi e compressi che faranno felici i nostalgici del death metal di una volta.
Uscito per Candlelight nel 1993, non ebbe successori. Fu preceduto dal validissimo The Funeral Obsession, ep di soli due pezzi (di cui uno presente su questo full length – At rest) e che contiene anche la pesantissima Spawn of Maternal Cadaver come b-side. La Candlelight lo ha ristampato l’anno scorso ma senza il pezzo inedito dell’ep, purtroppo.

gorement-the-ending-questGOREMENT  The Ending Quest (1994)

Gli svedesi Gorement avevano tutti i crismi per sfondare come altri connazionali, ma non ci riuscirono. Certo fa sorridere vedere che gruppi che scimmiottano (seppur bene, e non faccio nomi) il death metal che fu al giorno d’oggi ricevono quasi più attenzione di coloro che furono i veri pionieri di questo suono pesante come il feretro di Umberto Smaila il giorno del suo funerale. I Gorement, a dire il vero, arrivarono al debutto un po’ tardi, nel 1994, e con l’album di cui si parla qua. Tra demo ed ep, però (tra cui segnalo l’ep Obsequies… e il 7” Into Shadows del 1992, contenente due dei pezzi che poi finiranno sul full), i nostri esistevano gia’ dal 1989 con il notevole nome di Testicle Perspirant.
Anche qua melodie da brivido e belle atmosfere cimiteriali, che per nulla scalfiscono la tipica brutalità dei suoni. Prendete la cupissima e disperata The Lost Breed per esempio, paradigma perfetto di questo The Ending Quest. In seguito tirarono a campare ancora un paio d’anni e poi si buttarono sul trend gotico pipparolo con voce femminile, diventando Pipers Dawn. Da Testicle Perspirant a questo è un bel salto, non c’è che dire…

cemetaryCEMETARY An Evil Shade of Grey (1992)

Al contrario degli altri due gruppi di cui si parla qua, i Cemetary di An Evil Shade of Grey furono riconosciuti come gruppo di un certo spessore nella scena svedese di allora, tanto che ricordo il loro videoclip per Where The River of Madness Stream passare pure su Headbanger’s Ball UK. L’album è in effetti  considerato un classico, oggi. I pezzi sono strutturati in maniera matura e pervasi da una macabra cupezza che sfocia spesso e volentieri nel death-doom piu’ malsano. Il suono tipicamente Sunlight Studios lo rende una perla che vale la pena di riascoltare periodicamente. per godersi ancora alcuni spunti che vedono l’utilizzo di tastiere e synth in grado di creare un’atmosfera piuttosto sinistra. Peccato che fecero la fine che fecero, ovvero presero anche loro una deriva gotico-segaiola che non si scrollarono più di dosso fino a quando il loro creatore, Mathias Lodmalm, decise di porre fine alla sofferenza dei Cemetary sopprimendoli nel 2005. Ma a noi piace ricordarli così, com’erano su An Evil Shade of Grey.

funebreFUNEBRE – Children of the Scorn (1991)

Children of the Scorn è uno di quei dischi che purtroppo al giorno d’oggi ricordano in pochi, ma senza i quali non esisterebbero alcuni nomi ben più acclamati provenienti dalla stessa scena. I Funebre furono infatti tra i prime movers assoluti del suono estremo in Finlandia, al pari di Abhorrence e Beherit. Quindi diamo a Cesare quel che è di Cesare e diciamo le cose come stanno: il disco è il prodotto tipico di quelle sonorità a quelle latitudini, i suoni sono ipersaturi e i riff abbastanza primitivi, ma il feeling malsano c’è tutto e la pesantezza è evidente. Accelerazioni mai troppo esagerate e rallentamenti al limite del death doom, voce da orco e qualche synth qua e là per fare “atmosfera”. Il disco è un classico e sarebbe bene recuperarlo per rendersi conto da dove nasce una scena che si espanderà incredibilmente negli anni novanta diventando un punto di riferimento per molti altri musicisti di tutta Europa.
Curiosita’: l’album è prodotto da Timo Tolkki e oggi lo si trova in una buona ristampa della solerte Xtreem Music, che lo ha riproposto includendo i primi due demo, ovvero i primissimi vagiti di una scena importante.

13 commenti leave one →
  1. sergente kabukiman permalink
    25 agosto 2016 16:34

    cacchio i decomposed non li conoscevo!mica male! gorement bellissimo, i cemetary mi piacciono fino a black vanity, poi boh, cose strane

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  2. Daniele permalink
    25 agosto 2016 22:47

    Mmm roba de paura.. conosco i membri degli Eroded di Alessandria (che vi consiglio, death marcio svedese primi ’90), in particolare uno di loro mi ha educato a questo filone..tra demo, 7 pollici e reharsal tapes..regà la lista è infinita. Consiglio anche il primo Antropofagus da Zena, No waste of flesh spacca..roba del 1999/2000..sentitevi su YouTube Loving you in decay o Necrophobic degli Slayer coverata, bellaaa

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    • ignis permalink
      30 agosto 2016 22:20

      Il primo Antropofagus con il grande Argento!

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      • Danielsan permalink
        6 settembre 2016 23:51

        Essì..bei tempi, gran discone. Anni dopo, uscì il mcd, nn male..ma lui mi fece sentire delle registrazioni stranissime, senza percussioni, chitarra, basso (eh, lo so!) e disse che sarebbero stati i nuovi Antropofagus..ne ho un ricordo vago, roba stranissima cmq. Poi nn se ne fece nulla..e alla fine qualche annetto fa son stato ripresi da altri membri della band e riportati al brutal.. grazie.

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      • 6 settembre 2016 23:58

        Hanno fatto uscire un disco qualche anno fa ma ammetto di non averlo mai sentito. E’ un peccato che Argento si sia ritirato (manco gli Ianva sono più gli stessi senza di lui); io rimango convinto che gli Spite Extreme Wing fossero uno dei migliori gruppi black metal usciti negli anni 2000 a livello mondiale. Vltra è obiettivamente un capolavoro.

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      • ignis permalink
        7 settembre 2016 21:04

        Secondo me, gli Ianva sono stati grandi anche dopo di lui.
        Ma concordo totalmente su Spite Extreme Wing: gruppo ai vertici del black metal mondiale!

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  3. Cattivone permalink
    26 agosto 2016 11:50

    Mi hai incuriosito parecchio coi Funebre, li ho trovati su Spotify e me li sto sparando adesso.
    Sono belli marci e ne avevo proprio voglia. Roba buona.

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  4. Danielsan permalink
    7 settembre 2016 00:07

    Guarda, io ho avuto la fortuna di poterli tallonare da vicino perché già mi infiltravo nella sala prove dei Sacradis, con cui avevano in comune il batterista, che me cojoni è un caterpillar di schiaffazzi quando pesta..sentii Magnificat molto tempo prima della pubblicazione, a casa di Fog (Fabio Triggiani!) e ne rimasi shockato..credimi che aspettare poi più di un anno per avere la mia copia fu una sofferenza. Poi è finito tutto, peccato ma è giusto così..mi riguardo su YouTube i video di Lord of Fog che pesta dietro le pelli e godo..ricordo i miei 18 anni immerso nel culto :D belin quanto eravamo marci! Buona serata Ciccio

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  5. Danielsan permalink
    8 settembre 2016 00:15

    Ianva visti nascere, nello stesso periodo di SEW..nella comp. Circolo della vela II una versione “embrionale” di Di nuovo in armi è attribuita a SEW..doveva essere un episodio isolato, ma piacque tanto..e da lì Ianva..e Azoth è un grande :D

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    • ignis permalink
      8 settembre 2016 09:55

      Ricordo il “Circolo della Vela”, ma non sapevo che quella canzone fosse stata dapprima attribuita a SEW… Andai anche al loro primo concerto, a Genova.

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      • Danielsan permalink
        14 settembre 2016 22:20

        Grande, mai visti dal vivo, mi fermo ad Aborym 2004. Fu così..piacque tanto ai vertici della scena folk apocalittico, credo che ricevettero elogi anche dal tizio dei Death in June, ma nn vorrei dire una cazzata..son passati troppi anni, e nel frattempo mi son guadagnato il titolo di sommelier del disagio, per cui puoi immaginare che memoria fina. Io preferisco quella versione cmq, Argento me la aveva masterizzata in un cd insieme a Irrlicht di Klaus Schulze, grandeeee. Pochi mesi fa traccia ritrovata scandagliando soulseek..credo che nel Circolo della vela 1 ci sia ancora un’altra traccia, sotto un monicker ancora diverso..ma queste info sono perdute per sempre..

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      • Danielsan permalink
        14 settembre 2016 22:52

        Ok bevendo del pinot nero mi sono illuminato..l’altro monicker era Helden Platz e sempre nel Circolo della vela II compare “Muri d’assenzio”..priapismo mode on.

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      • ignis permalink
        15 settembre 2016 13:54

        Grazie delle informazioni: le recupero e me le ascolto!

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