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Il doom prima del doom: BEDEMON – Child of Darkness (Relapse)

23 aprile 2015

bedemon_childofdarknessVabè, lui comunque è un gallo.
“No”, interviene il gallo, come un vilipendio del cadavere di Dio.
No cosa?
Non sei un gallo?
“No”.
E chi sei?
Er Diavolo?
La Morte?
I Bedemon?
“No”.
Spaccano i Bedemon.

(Svart Jugend, Er gallo che te se frega)

Bobby Liebling la chiamava “Ram Family”. Era tutto il giro di musicisti e varia umanità che negli anni ’70 ruotava intorno ai Pentagram. Nella Ram Family c’era pure questo Randy Palmer, che ogni tanto si divertiva a scrivere canzoni ispirate ai Black Sabbath ma più pesanti e oscure, nonché meno aggressive di quello che diventeranno poi i Pentagram, quando nel 1985 troveranno la lucidità sufficiente per incidere il primo full. Ogni tanto Randy, che pare si drogasse troppo pure per gli standard della Ram Family, chiamava i suoi amici Bobby Liebling, Geof O’ Keefe (primissimo batterista e cofondatore degli autori di Be Forewarned) e Mike Matthews per incidere qualcosa in cantina. Tra il ’73 e il ’79 registrarono una quindicina di pezzi, beccandosi ogni tanto per cazzeggio, senza l’intenzione di fare qualcosa di serio. È doom prima del doom. L’esordio dei Saint Vitus è dell’84, per capirci.

I Bedemon non erano veramente una band“, aveva spiegato Liebling in un’intervista di qualche anno fa, “era giusto un vedersi nei fine settimana per aiutare Randy con qualche canzone che stava scrivendo. Le incidemmo tutte con un registratore a bobina e due microfoni di plastica”. I Bedemon non erano un gruppo in senso convenzionale“, racconta invece O’ Keefe, “Randy era un grande fan dei Pentagram e un buon amico sia mio che di Bobby Liebling. Randy si sedeva a casa con la sua chitarra e scriveva questi pezzi influenzati dai Black Sabbath, doomy, originali e, nel ’73, chiese a me e Bobby se potessimo registrarli con lui. Ci incontravamo nel magazzino dove suonavano i Pentagram e in poche ore incidevamo due o tre nuove canzoni. Ciò accadeva forse una o due volte all’anno. Non si era mai parlato di suonare dal vivo o provare“.

bedemon-symphony-of-shadows-cdIl progetto, negli anni ’80, viene messo da parte finché nel 2001 un giornalista, Perry Grayson di Metal Maniacs, contatta gli ex membri dei Bedemon per un articolo monografico che suscita un interesse tale da convincere Palmer, O’ Keefe e Matthews a rimettere in piedi la baracca. I tre iniziano a lavorare a un nuovo disco. Manca il cantante. Bobby Liebling viene escluso perché all’epoca stava parecchio di sotto con crack ed eroina e Palmer stava proprio in quel momento cercando di tenersi fuori da quella roba. Viene scelto tale Craig Junghandel, proprietario di un negozio a San Luis Obispo, città nota principalmente per essere la sede del Politecnico della California, che all’epoca militava in un paio di cover band e se la cavava piuttosto bene. È il giugno del 2002. Due mesi dopo Randy Palmer muore in un incidente d’auto.

O’ Keefe decide di portare a termine l’album, ancora incompiuto, in memoria dell’amico. Lo splendido Symphony of Shadows, dal suono meravigliosamente old school e allo stesso tempo personalissimo, uscirà solo nel 2012, un decennio dopo. È un lavoro da molti punti di vista unico: gente vissuta negli anni ’70 che, senza nemmeno un debutto discografico ufficiale, nel ventunesimo secolo tira fuori un lp pensato come negli anni ’70, suonato come negli anni ’70 e prodotto come negli anni ’70. Se non l’avete mai sentito, recuperatelo subito. Nel frattempo quella quindicina di pezzi di cui sopra, negli anni scorsi girati come bootleg nelle versioni più disparate, era stata completata dai membri superstiti, rimasterizzata e pubblicata dall’italiana Black Widow a titolo Child of Darkness. È appena uscita la ristampa della Relapse e, se siete adepti del culto del riff e del caprone, fareste meglio a procurarvela in fretta.

Il 15 maggio i Bedemon suoneranno il primo concerto della loro storia al festival Psycho California. Ci sarà solo O’ Keefe; Junghandel e Matthews non potranno partecipare per motivi di lavoro, fa sapere la pagina facebook ufficiale del gruppo. Al loro posto ci saranno Wino (che speriamo si sia ripigliato nel frattempo) e Greg Mayne, bassista originario dei Pentagram (Ciccio Russo).

5 commenti leave one →
  1. sergente kabukiman permalink
    23 aprile 2015 19:46

    davvero interessante! una curiosità: peter steele mandò varie lettere a victor griffin per proporgli di formare una band dopo lo scioglimento dei carnivore. non c’azzecca niente ma mi sembrava bello farvelo sapere

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  2. 23 aprile 2015 23:25

    Storia e dischi pazzeschi! Grazie

    Liked by 1 persona

  3. Max Von G. permalink
    26 aprile 2015 11:06

    disco fantastico… davvero la gente non sa cosa si perde….

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